22 ott 2014

Fondi UE, Calabria non può permettersi di restituire nemmeno un euro. La nuova giunta regionale guidata da Oliverio saprà vincere sfida

Nessun euro dei fondi europei in scadenza al 31 dicembre 2015 dovrà andare perduto. E su questa sfida, il centro sinistra, all'indomani della vittoria elettorale, dovrà e saprà dimostrare non soltanto di avere le idee chiare ma di essere incisivo e determinato, invertendo subito rotta rispetto al fallimento del centro destra. Non possiamo permetterci questa beffa ulteriore. Sono troppe le emergenze aperte in questa regione. La Calabria ha bisogno come il pane delle risorse comunitarie. È purtroppo fondato l'allarme lanciato dalla CGIL Calabria, rispetto al rischio di dover restituire una grossa fetta di fondi comunitari non spesi entro il 2015 (oltre un miliardo). La politica ha adesso una responsabilità storica: non ripetere lo stesso errore e recuperare tempo, progetti e risorse. Per il futuro di questa regione.
 
È quanto dichiara Leonardo Trento, assessore provinciale uscente al governo del territorio per il quale, sulla capacità di riposizionare il ruolo ed il peso della Calabria di domani nello scenario europeo, a partire da una governance adeguata delle ingenti risorse messe a disposizione dell'Unione Europea, tutta la politica regionale, in particolare il centro sinistra, si giocherà tutte le chance di successo complessivo del governo dei prossimi mesi ed anni.
 
Fa bene la CGIL a denunciare le tante scelte sbagliate, i ritardi, i dannosi temporaggiamenti e le troppe inesattezze accumulate, sulla testa dei calabresi, ipotecando la soluzione delle troppe emergenze e delle attese di sviluppo di questa terra.​ Insieme ai disastri determinati nella sanità, la questione aperta dei fondi europei rappresenta l'emblema del fallimento di una stagione e di una classe politica che nella Giunta Scopelliti, nei suoi consiglieri e nei suoi sostenitori territoriali, ha trovato la sua espressione peggiore.
 
​Occorrerà avviare sin da subito una verifica dettagliata di tutte le procedure aperte e di tutte le risorse rimaste al palo, riattivando i procedimenti bloccati, accelerando tutti gli iter, mettendo mano ad eventuali progettazioni già pronte e se necessario destinando risorse in altre direzioni strategiche, in tema di infrastrutture materiali ed immateriali e della mobilità, leve obbligate per rimettere la regione sulla strada del progresso, dello sviluppo sostenibile e della competitività.
 
È su questa sfida​ epocale​ che la nuova Giunta regionale, guidata da Mario Oliverio, dovrà e saprà segnare un punto di non ritorno.

27 set 2014

Navette per Sibari, ennesimo spreco della Regione Calabria. Trento: Viaggiano vuote. Il TPL resta il Buco nero della Calabria

Il trasporto pubblico locale, resta il più grande ed indecifrabile buco nero nelle risorse pubbliche di questa regione. La vicenda delle navette autobus per collegare la Sibaritide all'aeroporto S.Anna di Crotone, dimostra, semmai ve ne fosse stato ulteriore bisogno, che il TPL è lo specchio autentico dell'inefficienza e della mala amministrazione in questa nostra regione. Uno spreco perfino più grande, perché ad oggi ignoto nei suoi dettagli ed ignorato dall'opinione pubblica, di quello incancrenitosi nella sanità! Quante centinaia di migliaia di euro di soldi dei calabresi sono stati già sprecati nelle scorse settimane e si stanno sprecando ancora in questi ultimi giorni di settembre da parte della fallimentare giunta regionale di centro destra, per coprire i costi di un servizio pensato e nato male ed organizzato peggio, senza adeguata condivisione con i territori e senza alcuna promozione?

La denuncia pubblica, relativa al servizio fantasma delle navette pubbliche dalla Sibaritide all'aeroporto di Crotone, è dell'assessore provinciale al governo del territorio della Provincia di Cosenza, Leonardo Trento.

Su iniziativa della presidente facente funzioni Antonella Stasi - dichiara Trento - sono state affidate, per altro ad estate in corso, delle concessioni di trasporto su gomma, ancora una volta al di fuori di ogni logica di mercato e senza alcuna puntuale e necessaria analisi e valutazione dell'effettiva domanda e del reale bacino di utenza territoriale. In più, senza alcuna comunicazione sulle stesse: nessuno sa esattamente da dove partano e dove siano le fermate di carico nelle città del territorio. Non c'è alcuna promozione, di nessun tipo!

Siamo - continua l'assessore provinciale - alla reiterazione dello stesso assurdo meccanismo di spreco di risorse pubbliche largamente consolidatosi in questi ultimi decenni in un settore che non riesce ad essere efficace ed efficiente rispetto alle aspettative dei calabresi che ogni giorno utilizzano il sistema della mobilità pubblica. Nella nostra regione, purtroppo, non c'è alcuna reale corrispondenza tra la domanda effettiva e i bisogni di mobilità dei calabresi e la destinazione delle risorse. Prova ne è i tagli di chilometri dei mesi scorsi, che hanno isolato interi territori della nostra provincia e della nostra regione, che la regione ha posto in essere per dichiarata assenza di risorse! Non c'è territorio della regione, in particolare quelli delle aree interne, che non subisca quotidianamente l'ipoteca di un gap infrastrutturale insopportabile, ingigantito e reso però più odioso dalla continua beffa di servizi di collegamento spesso esistenti solo sulla carta.

Il caso delle navette da e verso l'Aeroporto di Crotone - aggiunge l'esponente socialista - che continueranno a viaggiare praticamente vuote fino a fine settembre o inizi ottobre rappresenta soltanto la punta dell'iceberg di una voragine finanziaria senza fine e che testimonia forse la pagina più nera dell'incapacità amministrativa di una classe politica nemica degli interessi delle comunità locali e, più in generale, dello sviluppo turistico ed economico della Calabria.

Bisogna mettere mano con urgenza ad un nuovo piano regionale dei trasporti che parta però da una reale individuazione dei bisogni dei territori e non delle sole società di autolinee e che punti a disegnare e garantire, in regime di mercato, mobilità effettiva e collegamenti reali ai cittadini di tutti i territori, superando le attuali ed intollerabili discriminazioni all'interno della stessa Calabria. Anche e soprattutto su questo fronte - conclude Trento - la prossima nuova Giunta Regionale dovrà dimostrare che invertire rotta e metodo non soltanto sarà obbligatorio ma diventerà, su tutti i settori di intervento regionale, l'unità di misura dell'ultima occasione di credibilità concessa dai calabresi e soprattutto dalle nuove generazioni alla classe politica ed al centro sinistra in particolare.

23 set 2014

Intervista di "Calabria Inchieste" del 20 settembre. "Dibattito sulla scelta del futuri governatore. Giovani con idee fresche e innovative"

Socialista per tradizione e per convinzione, Leonardo Trento è stato tra i protagonisti del "Modello Oliverio", che ha governato la provincia di Cosenza negli ultimi 10 anni. Il 41 enne cariatese, infatti, ha ricoperto nella giunta presieduta dall'aspirante governatore della Calabria, il ruolo di Assessore all'urbanistica ed al governo del territorio. Un incarico di primo piano e non facile, svolto con passione impegno e merito, ottenendo apprezzamenti unanimi. Esponente del Partito Socialista italiano, oggi è lui, anche in virtù dell'esperienza maturata in questi anni, a rispondere ai nostri quesiti ed a offrire un quadro abbastanza chiaro delle proprie idee.

D.: Sono anni che la Provincia di Cosenza non riesce ad esprimere un governatore della Calabria, anche e soprattutto perché le candidature di peso vengono assegnate dai partiti ad altre province. Senza voler essere campanilisti, Le piacerebbe che i partiti di centrodestra e di centrosinistra calabresi puntassero su un esponente della provincia cosentina quale candidato alla presidenza? Ed, eventualmente, se la sente di fare qualche nome? 

R.: Sto ribadendo, non da oggi ma da mesi, che vi è necessità di condividere, confrontandosi seriamente con tutti i territori, un percorso programmatico, di metodo, sui contenuti e sulle emergenze che questa regione eredita irrisolte da decenni. Nella situazione drammatica nella quale versa oggi la nostra terra, agli ultimi posti di tutti gli indicatori di sviluppo, onestamente l’ultimo problema da porsi è quello della provenienza territoriale o meno del futuro Governatore. È soltanto sui contenuti, sulla credibilità o meno di programmi alternativi al fallimento plateale del centro destra e sulla capacità di saper interpretare quel radicale cambiamento di rotta richiesto dai calabresi che dovrebbe incentrarsi un vero confronto politico per la guida della prossima giunta regionale. E per offrire quelle garanzie, sulle quali l’elettorato calabrese, soprattutto quello giovanile, questa volta non farà sconti a nessuno, non serve affatto la residenza dell’eventuale candidato a Governatore. 

D.: Cosa serve alla Regione Calabria per essere realmente produttiva? 

R.: Quattro cose semplicissime, ma che richiedono, nel prossimo Governatore e nella sua squadra, la riconoscibilità coerente di quelle caratteristiche e garanzie cui accennavo prima: 1) una ristrutturazione della programmazione comunitaria con una individuazione differenza delle misura di spesa che eviti innanzitutto la frammentazione delle risorse; 2) una revisione in chiave meritocratica e generazionale dell’attuale dirigenza regionale; se c’è un’ipoteca sui prossimi esecutivi regionali è quella di una burocrazia autoreferenziale, frenante ed incapace di svolgere il ruolo per cui viene pur lautamente pagata; questo è uno spreco di cui non abbiamo più bisogno; 3) una diffusa capacità di ascolto dei territori di tutte e cinque le province; non dobbiamo passare dal Reggio-centrismo di Scopelliti & C. al Cosenza-centrismo o altre formule neo-medioevali di concezione della politica o del governo di una regione che è invece grande, estesa e complessa; serve, al contrario, saper leggere e governare tutte le emergenze ed al tempo stesso tutte le infinite opportunità di sviluppo che tutti i territori hanno e rivendicano; dobbiamo saper ridare competitività complessiva al sistema ed al brand Calabria, settore per settore; 4) sottrarre, soprattutto i fondi europei, alla burocrazia regionale, dimostratasi inetta su questa grande occasione miseramente persa (da decenni, non soltanto negli ultimi anni!); la nuova giunta regionale dovrà, quindi, avere come propria priorità il suo riposizionamento intelligente nelle dinamiche e nelle sedi comunitarie, a Bruxelles e la formazione di una élite di giovani euro-progettisti ai quali affidarsi per evitare di perdere anche i fondi della programmazione 2014-2020. Da queste premesse di metodo e che devono tracciare una inversione di tendenza si dovrà partire – e questo è il quarto punto – per rivedere completamente la programmazione regionale del fondi europei, avendo come obiettivo l’azzeramento del gap infrastrutturale attuale. 

D.: Etica e politica: secondo lei gli inquisiti del Consiglio Regionale dovrebbero dimettersi? 

R.: Il mio punto di riferimento resta la Costituzione della nostra Repubblica e, quindi, il diritto di difesa e la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. E su questo principio e metodo di civiltà giuridica non credo possano essere consentite eccezioni, tanto più se forzate, come accade ciclicamente nel nostro Paese, da ondate di giustizialismo mediatico. Credo e confido sempre nella distinzione dei ruoli e dei poteri all’interno del nostro ordinamento. Ciò detto, sulla classe politica incombe oggi soprattutto un onere che va anche oltre il dettato costituzionale o l’applicazione dei codici: bisogna saper fare pulizia all’interno degli stessi partiti e movimenti e comunque presentare all’elettorato rappresentanti lontanissimi da qualsiasi forma di sospetto. 

D.: Lei crede che un Consigliere Regionale sia privilegiato rispetto a indennità, benefit e vitalizi? 

R.: Va rivisto complessivamente il costo della politica o, se si preferisce, il costo della democrazia in questo Paese. Non faccio sicuramente parte di quelli che sventolano populisticamente il vessillo dell’azzeramento di quei costi, che sono fisiologici e che garantiscono un eguale accesso alle cariche elettive pubbliche senza distinzioni economiche. Vanno riviste certamente le indennità dei consiglieri regionali e soprattutto la spesa fino ad oggi incontrollata destinata ai gruppi consiliari, dimostratasi in molti casi purtroppo un odioso e vergognoso privilegio, anche e soprattutto in Calabria! Vi sono delle indagini in corso e credo ne vedremo delle belle! Una cosa è certa, se si chiedono sacrifici all’intera comunità nazionale, è obbligatorio che la Politica, nel suo insieme dia il primo e concreto esempio di tagli e sacrifici. Cosa che purtroppo oggi non sta facendo.

18 set 2014

Iniziativa di promozione del territorio in Russia. Regione Calabria totalmente assente ed ennesima occasione persa. 9 Comuni ionici hanno aderito al progetto Città di Bisanzio

Turismi, non c’è occasione che la Regione Calabria, rimasta inspiegabilmente priva di un assessore al ramo per anni, non abbia perso. Come, ad esempio, quella storica ed importante di progettare e condividere iniziative comuni nell’ambito dell’anno incrociato del turismo italo-russo. La Calabria è del tutto assente sul sito ufficiale dedicato a questo appuntamento strategico. Un’assenza ed un’impreparazione che è ancor più grave se si considera che: 1) obiettivo dell’Anno del Turismo era ed è far scoprire ai turisti russi l’Italia sconosciuta”, meta ideale del turismo destagionalizzato, costituita dalle Regioni e dalle destinazioni meno note, dai siti Unesco e dai Borghi, dalle città d’arte minori che raccontano, non meno di Roma, Venezia e Firenze, secoli di storia, di cultura e di arte italiana e mondiale; 2) il turismo – come ha sostenuto l’Ambasciatore Italiano a Mosca Cesare Maria Ragaglini – rappresenta uno degli aspetti più dinamici delle relazioni tra l’Italia e la Russia e non conosce crisi, che sia essa internazionale, politica o economica. Nonostante il gap infrastrutturale rappresenti una difficoltà oggettiva per il target russo, ci un accesso veloce assai al territorio impossibile per i turisti provenienti dalla Russia e dal nord Europa, un plauso va dato al progetto che si è messo in cantiere. C'è la necessità che i GAL facciano un ulteriore sforzo e si adoperino per formare e preparare il territorio ed in particolare gli operatori turistici e commerciali ad una ricettività che consenta ai turisti Russi ma stranieri più in generale di essere accolti nel miglior modo possibile nel territorio. L’obiettivo vero, infatti, resta quello di far ritornare il turista! 

È quanto ha dichiarato l’assessore al governo del territorio della Provincia di Cosenza Leonardo Trento intervenendo all’evento dal titolo “Promozione e commercializzazione dell’offerta turistico-culturale delle Città eredi di Bisanzio” svoltosi ieri (lunedì 15) a Roseto Capo Spulico, promosso dall’ACEB presieduta da Igor Danilov e dall’Associazione per lo sviluppo dell’alto ionio “Umberto Pagano”. – Oltre a Trento, erano presenti anche i sindaci Ciminelli di Amendolara, Mazzia di Roseto Capo Spulico, Mundo di Trebisacce, Santagada di Castroregio, Trebisacce di Nocara ed i rappresentanti del Gal Alto Jonio Cosentino “Federico II” e del Gal “Sila Greca”. – Tra gli interventi anche quello di Olga Kisseleva presidente dell’associazione “Italia-Russia – Cultura e Lingua senza Frontiere” con sede a Mandatoriccio.

13 set 2014

Elezioni provinciali: I piccoli e medi Comuni puntano alla Presidenza della Provincia di Cosenza. Percorso unitario su programmi e contenuti

Provinciali, la nuova legge elettorale dà ai piccoli e medi comuni dell’intero territorio, dallo Ionio al Tirreno, dalla Sila Greca al Pollino, dalla valle dell’Esaro e a quella del Crati, dalla Sila all’Arberia la possibilità concreta di poter arrivare all’elezione di un Presidente che non soltanto sia loro espressione ma, soprattutto, che possa costituire una più equilibrata garanzia rispetto alla soluzione delle numerose emergenze che accomunano, oggi soprattutto, le piccole realtà locali. Vi è già un sentire comune e preoccupazioni spesso condivise nel dover affrontare, nei diversi territori, questioni analoghe. Su questa esperienza che è già consolidata sul campo e sulla necessità di cogliere un’occasione importante, sia per invertire quelli che potrebbe apparire copioni politici scontati che per riequilibrare il peso complessivo della maggior parte dei piccoli centri della provincia, si sta coagulando in questi giorni tra diversi amministratori una consapevolezza degna di attenzione.
 
A darne notizia è l’assessore provinciale al governo del territorio Leonardo Trento per il quale vi sono tutte le condizioni positive perché i territori ed i piccoli comuni possano finalmente fare sintesi attorno un percorso unitario sulla lista dei 16 consiglieri e sul nome di un candidato Presidente che sia espressione di tutte le realtà provinciali.
 
Stiamo lavorando ad un progetto – aggiunge Trento – che vuole essere di fatto alternativo a quello messo più o meno esplicitamente in campo in queste ore dalle grandi città. Un percorso – precisa l’assessore – costruito sui contenuti programmatici, sul metodo e sulla necessità di puntare ad una rappresentanza il più possibile diffusa nella provincia e lontana dalla semplice aritmetica che la nuova legge purtroppo rischia di premiare. Il balletto emerso in questi giorni di nomi e di ipotetiche alleanze tra grandi città che in più di un'occasione in passato hanno dimostrato lontananza rispetto ai problemi dei territori è parso – continua – più come un scarno atto dovuto, di quel sindaco o di quel partito politico, solo per uscire dal silenzio o per evitare di esser considerati latitanti rispetto all’imminente scadenza elettorale. In ogni caso – va avanti l’assessore provinciale – non può certamente essere, quella emersa dalle dichiarazioni e candidature autonome di questi giorni, la strada corretta sulla quale convergere, a prescindere dal colore politico delle proposte. Serve che i territori stiano insieme. Noi crediamo – conclude Trento – ad un più esteso confronto su un progetto di più ampio respiro e più utile alle reali esigenze delle varie aree territoriali.

9 set 2014

Intervista de "L'Eco dello Jonio" del 5 settembre sulla candidatura alle prossime elezioni regionali

«Il territorio, dalla Sibaritide al Pollino, deve ritornare a essere rappresentato all’interno delle massime assisi calabresi, per affrontare questioni territoriali che, per la latitanza o la colpevole disattenzione dei rappresentanti di quest’area, si sono aggravate esponenzialmente. La dolosa spoliazione dell’offerta sanitaria, con la chiusura degli ospedali di Cariati e Trebisacce; il taglio dei pochi treni rimasti sulla linea jonica; le trivellazioni delle multinazionali del petrolio nello Jonio; l’esplosione della crisi dei rifiuti, dopo i vani tentativi di portare altre discariche nel basso Jonio; l’assenza di interventi per il dissesto idrogeologico e lo spopolamento inarrestabile dei centri montani, soprattutto della Sila Greca, sono solo alcune delle questioni urgenti da affrontare».
Così esordisce Leonardo Trento, con un lungo curriculum di amministratore alle spalle, nonostante la giovane età, e la passione politica nel DNA.
«Nel clima di incertezza totale, che caratterizza la politica calabrese – prosegue l’esponente politico – io do per certa la mia candidatura alla Regione! Spero soltanto che l’accordo Partito democratico-Partito Socialista Italiano, sotto il simbolo del PSE, che ha visto una straordinaria affermazione alle elezioni europee, possa essere riproposto anche per le prossime regionali. In questa cornice farò di tutto per essere candidato, da socialista, in una lista che si richiami al socialismo europeo».
Pensa che influiranno sulla prossima campagna elettorale le divisioni interne al Pd calabrese?
«Rischiano seriamente di farci perdere una elezione già vinta e di consegnare ad un centrodestra fallimentare, il governo della Regione. Purtroppo, in Calabria, il Pd dimostra di non essere un partito. Troppe lotte intestine lo distaccano dalla realtà dei territori e dai calabresi, che chiedono, ormai un improcrastinabile cambiamento. Le nuove generazioni, soprattutto, esigono serietà nell’affrontare i tanti problemi che la prossima Giunta erediterà e che sembrano spariti dal dibattito politico di queste settimane.»
Il rinnovamento basta solo predicarlo e scriverlo nei programmi, o deve riguardare anche le persone e i candidati?
«Io sono per il rinnovamento, anche e soprattutto, delle persone e dunque dei candidati. Tutti parliamo della necessità di mettere in campo un progetto concreto di cambiamento, capace di rivoltare e rilanciare la nostra Regione. Un tale progetto può essere portato avanti da chi è impelagato in logiche che poco hanno a che vedere con la Politica e che hanno ridotto la Regione nelle condizioni in cui oggi è? Vi è una parte di classe dirigente del passato che dovrebbe soltanto farsi da parte e invece è in pole position, solo per reiterare posizioni di potere autoreferenziali».
Se sarà eletto, quali saranno le sue priorità per la Sibaritide?
«La Sibaritide, ma anche il Pollino, sono stati esclusi da qualsiasi attenzione programmatoria, in questi ultimi anni di Reggio-centrismo alla Regione Calabria. Noi dovremo e sapremo invertire il modello fallimentare, imposto dall’ex governatore Scopelliti alla sua maggioranza, e mai contestato dai suoi consiglieri, inclusi quelli della Sibaritide. Il ripristino del diritto alla salute; un ripensamento dell’intero ciclo dei rifiuti, con l’introduzione di tecnologie innovative che consentano, con la raccolta differenziata, il superamento del conferimento in discarica; una radicale attenzione al mondo agricolo, incentivando il ritorno alla terra delle nuove generazioni; una inversione a U in tema di politiche per i turismi; l’impegno per la realizzazione dell’aeroporto di Sibari e della metropolitana leggera fino a Crotone; una grande azione di riqualificazione, rivitalizzazione e promozione dei centri storici. Sono queste – conclude Trento –solo alcune delle priorità su cui metto la mia esperienza e la mia passione, al servizio dei cittadini di questa area e dei calabresi».
Insomma, Leonardo Trento mette nel calderone dei problemi di questi territori, tante questioni annose da affrontare, analizzare e risolvere. E quando fa riferimenti alla rappresentatività in Regione in questi anni, la stoccata non è nemmeno troppo velata.

4 set 2014

Sottrarre i Fondi Europei 2014-2020 alla burocrazia regionale. Formare subito una squadra di europrogettisti. La Regione Calabria unica assente (a caro prezzo) a Bruxelles

L’incapacità di una seria e lungimirante programmazione e spesa dei fondi comunitari rappresenta la fotografia più eloquente del plateale fallimento dell’uscente Giunta Regionale di centro destra. In questi ultimi anni è stata apposta una grave ipoteca sulle necessità e capacità di sviluppo della nostra regione. E ciò è accaduto sia per incompetenza sia per arroganza e superficiale menefreghismo: basti solo ricordare che è stata mantenuta a Bruxelles, nel centro del Quartiere Europeo, con un esoso costo mensile per le casse regionali, una sede di rappresentanza regionale vuota e priva di personale, funzioni e di qualsivoglia visibilità ed efficacia in sede comunitaria. Seppur dunque a caro prezzo, l’unica assente da tutti i punti di vista in questi anni a Bruxelles, a differenza di regioni virtuose come la Basilicata e la Puglia, è stata la Calabria!
È quanto dichiara l’assessore provinciale al governo del territorio Leonardo TRENTO, denunciando i ritardi, gli errori, la miopia politica e l’imperdonabile auto-isolamento prodotti dalla Giunta guidata dall’ex Governatore SCOPELLITI in tema di pianificazione ed utilizzo (mancati sia l’una che l’altro) delle ingenti risorse comunitarie destinate per il sessennio 2007-2013 alla Calabria.
Da una parte – dichiara – abbiamo sotto gli occhi i dati forniti nelle scorse settimane dal Dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica, aggiornati al 31 maggio 2014 che dipingono senza mezzi termini l’immagine complessiva di un intero Paese in affanno sulla programmazione e sulla spesa dei fondi strutturali (sono in gioco circa 61 miliardi di euro!), ma con numeri più che preoccupanti per le regioni del Sud e, tra queste per quelle che presentano i peggiori risultati, come la Calabria! Dall’altra – continua – c’è il doppio annuncio, fatto nei giorni scorsi dal Sottosegretario DEL RIO, sia sul paventato rischio che vengano definitivamente sottratti al Sud circa 12 miliardi di fondi europei destinati alla realizzazione di infrastrutture, sia sull’introduzione, nel decreto Sblocca Italia, del potere sostitutivo del Governo in tema di fondi strutturali, facendo scattare le prerogative del Presidente del Consiglio nel caso di inadempienze da parte delle Regioni nei casi previsti dall'art.120 della Costituzione. Tra le regioni più a rischio c’è ovviamente la Calabria! Uno scenario futuro a tinte fosche – prosegue – rispetto al quale nessun analogo ed ulteriore errore (per via di carenze di tipo organizzativo, mancata esecuzione dei progetti, inefficienze burocratiche, incapacità di presentare progetti valutati come appropriati) potrà essere commesso. Sarebbe intollerabile ed inaccettabile. – Il prossimo Governo regionale – scandisce TRENTO – dovrà misurarsi proprio su questa sfida, quella cioè della programmazione virtuosa e della spesa effettiva e di qualità dei fondi europei, incardinandovi un’autentica inversione ad U, capace essa sola di testimoniare il senso, il valore e la forza dirompente di una rottura radicale ed alternativa nei metodi e nei contenuti rispetto al centro destra. – A partire – continua l’assessore provinciale – da quella che, dopo 20 anni di pessimi risultati con tutte le giunte regionali succedutesi, appare ormai un’esigenza ed una triplice inevitabile condizione: 1) sottrarre la torta della prossima programmazione all’attuale inefficiente burocrazia regionale; 2) sostenere finanziariamente la formazione, a Bruxelles, di una élite di giovani e giovanissimi euro-progettisti ai quali affidarsi sia per la programmazione regionale generale, sia soprattutto per l’interlocuzione con i territori e presso le sedi comunitarie per i fondi diretti/a sportello; 3) nell’immediato, in attesa di poter contare su una nuova leva di euro-progettisti, preferire all’indennità per dirigenti e super dirigenti che hanno dimostrato tutta la loro incapacità, il più sicuro investimento in società di consulenza di comprovata esperienza e con sede a Bruxelles, per pianificare e gestire le nuove occasioni della programmazione 2014-2020.

28 ago 2014

Sibaritide: Turismo in crisi, l'estate non può finire il 23 agosto. Necessario aeroporto di Sibari

La drammatica fotografia di questa stagione turistica 2014, già miseramente finita per gli operatori commerciali, per tutti gli attori territoriali impegnati nel settore e più in generale per le attese di sviluppo di quest'area, suscita rabbia ed impone a tutti la necessità e l'urgenza di esigere e di rivendicare che non si perda altro tempo per la realizzazione a Sibari dell'aeroporto della Provincia di Cosenza.

É quanto sostiene l'assessore provinciale al governo del territorio Leonardo Trento sottolineando l'ormai insostenibile ed intollerabile gravità dei danni economici e dei ritardi storici imposti alla Sibaritide, una delle aree più produttive e potenzialmente attrattive della Calabria, da un gap infrastrutturale, subìto come primo handicap dalle popolazioni locali e sul quale la classe politica deve non solo riprendere il filo ma tentare tutte le strade per arrivare ad una soluzione efficace e veloce.

Non possiamo permetterci - dichiara Trento - un'altra sola stagione come questa. Non è possibile che già nello scorso weekend del 23-24 agosto spiagge, piazze, strade ed esercizi commerciali delle nostre località risultavano quasi deserte: uno spettacolo desolante, triste e che rappresenta soltanto la punta dell'iceberg di una crisi economica ma anche di appeal di questa terra, aggravato esponenzialmente da un isolamento che non possiamo più accettare. Alla Sibaritide ed al Pollino, alla Provincia di Cosenza ed all'intera Calabria serve - continua - uno scalo aeroportuale destinato a normalizzare, rispetto alle nostre destinazioni turistiche, il concetto stesso di distanza. Non avremo mai alcuna seria occasione di sviluppo turistico se le nostre località, seppur ricche di potenzialità, patrimoni e marcatori identitari capaci di concorrere su scala globale, resteranno ad oltre 2-3 ore di distanza dagli unici aeroporti disponibili. In queste condizioni - prosegue l'assessore provinciale - non c'è partita: o politica ed istituzioni considerano questa infrastruttura come l'unica via d'uscita dall'isolamento e dalla crisi oppure non converrà più a nessuno perseverare in nessun settore produttivo: da quello agrumicolo a quello turistico a quello artigianale e culturale. Il progetto - aggiunge - c'è così come ci sono i fondi e le reti imprenditoriali private interessate ad investire su questa leva strategica di sviluppo sostenibile. Sarebbe dunque inconcepibile un ulteriore ritardo della politica alla quale deve competere, senza alcun tentennamento, il saper rivendicare a tutti i livelli quella che non è mai stata e non è una richiesta territoriale. L'Aeroporto a Sibari restituirà, infatti, dignità e cittadinanza ad un'intera regione ed ad una parte intera di Mezzogiorno, tutto l'arco ionico da Taranto a Reggio Calabria, al quale è stato negato, in tutte le sue forme, il diritto fondamentale alla mobilità. La Repubblica deve sanare una ferita storica rimasta sempre aperta e mettere le nostre cittadinanze in eguali condizioni di concorrenza col resto del Paese e dell'Europa. Su questa priorità - conclude Trento - restiamo impegnati ed in prima linea, senza se e senza ma, affinché la prossima Giunta Regionale se ne occupi sin da subito.

25 ago 2014

Lettera di replica al Direttore del Quotidiano del Sud Rocco Valenti

Ancora una volta, purtroppo mi vedo costretto a scrivere al Direttore di un quotidiano per esercitare un diritto di replica a articoli che stravolgono con considerazioni personali il senso di quanto da me espresso. Di seguito la lettera inviata al Direttore del Quotidiano del Sud Rocco Valenti.


Dott. Rocco Valenti
Direttore de IL QUOTIDIANO DEL SUD 

Stimato Direttore, 

sono purtroppo costretto a registrare, ancora una volta, i fin troppo noti tentativi di disinformazione e di dileggio della mia persona messi artatamente in campo dal Suo corrispondente Pasquale Loiacono, abusando e servendosi, come da copione, della credibilità della testata giornalistica da Lei egregiamente guidata. 

È destituito di ogni fondamento, infatti, quanto quanto il corrispondente Loiacono tenta di attribuirmi nell'articolo pubblicato a pagina 24 dal titolo "Chiarezza sui transfughi di destra". Nell'articolo vengono stravolti, seppur con degli incisi, la dignità, il senso e gli obiettivi dell’esigenza e dei contenuti politici da me interpretati e manifestati pubblicamente. 

La mia libertà di pensiero e di azione, costruita e consolidatasi nel corso della mia esperienza amministrativa e sempre nel quadro coerente della tradizione socialista non può essere minimamente intaccata o messa in discussione da ricostruzioni fantasiose, e che non stanno né in cielo né in terra. 

È la storia recente di questo territorio a certificare che non appartiene alla mia formazione e alla mia cultura politiche né il cosiddetto "salto della quaglia" né improbabili tentativi di ingabbiamento della mia persona e delle mie opinioni attribuiti, come tenta di fare il corrispondente Loiacono, ora a questo ora a quel candidato alle primarie. 

Ho soltanto ribadito l’esigenza di coerenza e trasparenza, rivendicata dalla base del centro sinistra, della quale mi sono fatto interprete, di escludere in premessa e sin da ora qualsiasi velleitaria candidatura nell’ambito delle nostre liste avanzata se non addirittura pretesa da rappresentanti più o meno autorevoli della passata fallimentare giunta di centro destra. 

Il mio auspicio è che possa essere garantito ai lettori il diritto ad una corretta informazione liberandolo dalle manipolazioni di quanti, come il corrispondente in questione, dimostrano di rispondere soltanto a logiche diverse, sicuramente parziali e lesive della stessa immagine del Suo Giornale. 

Cariati, 25 Agosto 2014
                                                        Leonardo Trento

23 ago 2014

Chi ha sostenuto Scopelliti non può stare oggi con il Centrosinistra. Oliverio e Callipo siano chiari sui transfughi!

Che ben vengano i tentativi di rassicurazione dell’elettorato dei quali si sta facendo interprete il segretario regionale Magorno, ma le voci, più che insistenti, che circolano nelle segreterie di partito e nelle segreterie particolari, dicono e confermano purtroppo tutt’altro. E cioè che è già consistente la lista nera di consiglieri e anche di qualche assessore proveniente dalla passata e fallimentare esperienza regionale di centro destra, più che pronto, sicuro perché rassicurato sulla sua canditura nelle fila del centro sinistra. È data per certa perfino la continuità, dal centro destra al centro sinistra, per taluni assessorati!
 
Siamo all’assurdo ma – attenzione – non siamo certo noi a paventare questi scenari penosi e autolesionisti. Si tratta di indiscrezioni che, fatte circolare forse dagli stessi interessati e non smentite in nessun modo da nessuno, sono ormai praticamente di dominio pubblico. Tranne che si voglia far finta – e qualcuno sta giocando a far questo – di non sentirle.
 
Allora, dichiarazioni di principio a parte, ciò che serve oggi, soprattutto per quanti vogliono investire in un radicale progetto di cambiamento di questa regione, che interrompa prassi deleterie del passato che hanno distrutto la credibilità stessa di questa terra e della sua Politica, è una forte professione pubblica di massime trasparenza e coerenza da parte della nostra classe dirigente.
 
Ci si esprima chiaramente e subito su questo punto che rappresenta per migliaia e migliaia di nuovi elettori, soprattutto giovani, una insanabile discriminante. Entrambi i candidati alla guida di Presidente, Oliverio e Callipo, lo dichiarino senza mezzi termini e senza sotterfugi, ma col linguaggio semplice del cittadino di strada: il centro sinistra non potrà rappresentare un’alternativa credibile al quinquennio di Scopelliti se anche uno soltanto dei suoi ex sostenitori, consiglieri o peggio assessori, dovesse essere nostro sgraditissimo compagno di viaggio; ancor più sgradito alle migliaia di elettori che in tanto sentono di poter concederci la loro fiducia in quanto sapremo sin da ora dimostrare loro una rottura radicale con metodi, contenuti e uomini che hanno piegato su se stessa questa regione, escludendola da tutte le dinamiche di sviluppo. Non vi son altre strade.
 
L’equivoco, il trasformismo, l’ipocrisia, il tatticismo autoreferenziale rappresentano carte vecchie di una politica fallita e di uomini politici che, trasversalmente, hanno cancellato per decenni le speranze di riscatto di questa terra.

14 ago 2014

Sanità fallimento totale del Centrodestra, di Scopelliti e dei suoi Consiglieri regionali locali. Disagi scaricati su Rossano e Corigliano

Se, oggi, i cittadini del basso e dell’alto ionio e dell’Area Urbana Corigliano-Rossano non possono godere del diritto alla salute così come garantito in altri territori calabresi e d’Italia, ciò lo si deve sia alle scellerate ed assurde scelte di politica sanitaria messe in campo dalla fallimentare esperienza di governo del centro destra guidato dall’ex Governatore Scopelliti; sia all’incapacità, quando non vera e propria apatia, dimostrata in parallelo da quanti, eletti consiglieri regionali da questa vasta area della Sibaritide, non hanno minimamente rappresentato gli interessi e le esigenze fondamentali dei loro stessi elettori e dell’intera popolazione. 

Chi oggi tenta di prendere le distanze dal malgoverno regionale di questi anni, dimentica, stranamente, di essere stato in toto sostenitore delle scelte compiute dall'indiscusso ex Governatore Scopelliti il quale, come è ormai triste storia, senza tenere in nessuna considerazione la reale fotografia ed i dati numerici (poi dimostratisi veri e gravi) relativi all’effettiva domanda sanitaria di questo importante bacino di utenza, metteva in atto il suo cosiddetto piano di rientro, tagliando tra gli altri due importanti presidi sanitari della provincia di Cosenza, come gli ospedali di Cariati e di Trebisacce e depotenziando infine gli stessi ospedali di Corigliano e di Rossano. 

Mentre il basso e l’alto ionio difendevano a denti stretti l’esigenza, dimostrata vera e fondata dai numeri, di potenziare e semmai di migliorare l’offerta sanitaria esistente invece di tagliare ospedali e pronto soccorso, chi oggi si ripropone ad un posto di consigliere regionale era notoriamente in prima linea nel tessere le lodi di quella cancellazione progressiva del diritto alla salute perpetrato a danno di questo territorio e della sua stessa città e senza aver dato ancora oggi nessuna spiegazione ai cittadini rispetto a quelle scelte. Non si doveva disturbare il manovratore e nessuna delle proposte alternative, realistiche e di buon senso, che all’epoca venivano pubblicamente indirizzate alla Regione Calabria veniva mai seriamente presa in considerazione. - Di denunce di disagi e di disservizi anche gravi, di inefficienza organizzativa interna, di continui trasferimenti senza criteri per non dire sospetti, di riduzione del personale e dei servizi fondamentali è purtroppo ormai piena la cronaca quotidiana dagli ex ospedali di Cariati e di Trebisacce e dagli stessi ospedali di Corigliano e di Rossano, la cui fantomatica riorganizzazione in Ospedale Spoke è implosa e fallita. - In particolare la soppressione dei due pronto soccorso di Cariati e Trebisacce ha determinato un vuoto gravissimo nella risposta sanitaria nei casi di emergenza, ingestibile e non sopportabile dai due ospedali di Corigliano e di Rossano nei quali disagi, attese e disservizi di ogni tipo sono ovviamente triplicati a causa dell’improvviso affollamento dall’alto e basso ionio. 

È sotto gli occhi di tutti: sulla sanità territoriale è stato fatto un vero proprio disastro in questi anni. Tentare oggi di annacquare le chiare ed evidenti responsabilità, dirette e politiche, di chi è stato co-protagonista di questo scempio storico, sarà un’impresa ardua rispetto all’intelligenza ed alla pazienza delle popolazioni della Sibaritide che nella breve parentesi Scopelliti, con la complicità silente dei suoi consiglieri regionali locali, sono stati di fatto costretti ad aggiungere al dominio della classe politica cosentina (di centro sinistra) da una parte quello della classe politica reggina (di centro destra) dall’altra! 

La mala gestione della sanità in questo territorio ed il silenzio colpevole sul grido di allarme che la Sibaritide ha lanciato senza ascolto e senza interruzione fino ad oggi, rappresenta lo specchio fedele del fallimento plateale (su tutti i fronti: dal dissesto idrogeologico al turismo, dai trasporti ai rifiuti) non soltanto di un Presidente e della sua Giunta ma anche dell’intera squadra politica di consiglieri che fino a poco tempo ne rappresentavano i suoi muti alfieri periferici, alcuni dei quali non temono in queste ore di chiedere asilo politico dalla parte opposta. È da questa fotografia e da questa premessa storica che dovrà partire la reazione democratica di quanti, soprattutto giovani, ancora credono che il destino infelice di questa regione possa essere radicalmente cambiato e preso finalmente nelle proprie mani per restituire ai calabresi diritti e occasioni di crescita, violati e perse.

9 ago 2014

Metro Ionica: utilizzare subito fondi 2007-2013. Trasporti fallimento totale classe dirigente Calabrese. Esclusi da ogni programmazione UE

Se il dibattito sulla metropolitana leggera Sibari-Crotone, esploso in modo anche sospetto nell'ultimo periodo, venisse collocato, come è naturale, nel quadro di una più ampia discussione sui trasporti in Calabria (il vero buco nero regionale!) e sul peso della politica regionale e nazionale rispetto alla programmazione europea delle reti primarie (un investimento di 30 miliardi fino al 2030!), ci accorgeremmo della perfetta inutilità e della auto-referenzialità di certi interventi a mezzo stampa e perfino di talune stucchevoli iniziative istituzionali territoriali.
 
Sui trasporti, più che sulla sanità o sull'ambiente per intenderci, la Calabria certifica in modo eloquente e plateale il fallimento totale della classe dirigente, regionale e di riflesso nazionale degli ultimi decenni. In tema di grandi politiche comunitarie, questa regione è infatti fuori da ogni programmazione.
 
Il piano delle reti europee approvato a maggio del 2013 prevede una rete "core" (centrale), come rete portante europea ed una rete "comprehensive" (di secondo livello, nazionale) e la Calabria non è presente purtroppo nella rete "core". Un risultato pessimo che dimostra la scarsa capacità della politica calabrese e italiana (con errori di metodo e disattenzioni che si ripetono purtroppo anche con l'attuale Governo Renzi) di essere presente ed efficace nelle sedi competenti, cioè a Bruxelles, e nei momenti giusti, ovvero quelli della programmazione e della destinazione delle risorse comuni. Tanto è vero che, sempre nell'ambito della rete "core" sono stati cancellati l'attraversamento dello Stretto e l'Autostrada del Mare (ex corridoio 21); è stata esclusa la Rete Ferroviaria: la linea Salerno-Reggio Calabria rimarrà fino al 2050 "conventional rail".
 
Se poi consideriamo che nell'ambito della rete "comprehensive" la linea ferroviaria ionica non è considerata europea; che l'itinerario ionico è cancellato da Catanzaro Lido a Reggio Calabria, che tra gli aeroporti scompare dalle strategie UE quello di Crotone mentre Lamezia e Reggio sono "Comprehensive"; che nessun interporto è previsto in Calabria; che i porti di Corigliano e Crotone non sono classificati neppure di secondo livello, ci rendiamo conto ancora di più che il fallimento è davvero totale. A ciò si aggiunga, come è tristemente noto a tutti, che la Calabria è stata commissariata dalla UE dall'estate del 2013 perché non spende i propri fondi e che non esce dalla palude delle regioni povere, restando obbligata ad una nuova fase POR 2014-2020; che è inesistente una pianificazione dei trasporti così come non esistono piani di settore; che di fatto non esiste un piano regionale trasporti; che interporto e gataway ferroviario sono rimasti delle chimere nella logistica del porto di Gioia Tauro; che restano sempre a rischio chiusura gli aeroporti di Crotone e di Reggio così come è a rischio smantellamento la linea ferroviaria ionica.
 
A fronte, infine, di un debolissimo ruolo regionale nei confronti di Trenitalia e RFI la spesa accumulata dei fondi POR a fine 2013 nel settore dei trasporti in Calabria arrivava appena al 23% contro il 67,80% programmato. Quindi, se questa è la penosa fotografia generale della mobilità in una regione che non ha mai pianificato con metodi e strumenti adeguati, di cosa parliamo o di cosa si vorrebbe parlare quando ci si confronta, per lo più mediaticamente e non nella sostanza, sul progetto di metropolitana di superficie Sibari-Crotone? Si ha idea del fallimento totale nel quale questa regione ed i suoi trasporti sono stati relegati per incapacità politica senza altri eguali in Italia? Se non si parte da questa premessa e da questo quadro oggettivo, che rappresenta una ipoteca sullo sviluppo sostenibile dei prossimi decenni, parlare di qualsiasi altro progetto, sganciato da ogni contesto, è e continuerà ad essere come parlare del nulla.
 
E se davvero il territorio vuole la metro di superficie, non dilunghiamoci più in ulteriori dibattiti o in bellissime enunciazioni teoriche: chiediamo a gran voce l'utilizzo dei fondi della programmazione comunitaria 2007-2013 (e non un semplice inserimento nella nuova!). Quei fondi saranno presto restituiti indietro all'Europa perché miseramente non spesi. Investiamoli immediatamente su questo necessario progetto territoriale.

7 ago 2014

Mandatoriccio il Paese dei Gastronomi. Censire e promuovere eventi indentitari dell'intera Regione

L'identità enogastronomica custodita spesso nei nostri centri storici, insieme alla qualità della vita che ancora i nostri borghi riescono ad offrire, rappresentano una delle leve strategiche sulle quali rilanciare il turismo nella nostra regione. Il ricchissimo patrimonio di esperienze gastronomiche, di saperi legati alla terra, alle produzioni tipiche ed ai piatti della memoria, unitamente allo scrigno di paesaggi naturali ed architettonici minori, sintesi ed eredità di storie diverse e che caratterizzano e distinguono la nostra regione nel Sud e nel Mediterraneo, avrebbero dovuto non suggerire ma imporre tutt'altra politica regionale in tema di turismi. 

Sul food, attrattore che insieme al vino non conosce crisi nel mondo, la Calabria può e deve giocarsi carte vincenti ad oggi rimaste nei cassetti per miopia istituzionale. Serve una inversione ad U rispetto al fallimento delle politiche turistiche degli ultimi anni. E su manifestazioni come quella in programma domani a Mandatoriccio, organizzata dall’ARMIG (Associazione Ristoratori Mandatoriccesi e Italiani in Germania), che coniuga la tradizione della nostra terra ad una ormai affermata e consolidata arte culinaria italiana nel mondo, serve una diversa attenzione da parte delle nostre istituzioni; serve soprattutto una cornice regionale coerente ed unitaria capace di fare efficace marketing territoriale, promuovendo i principali eventi identitari di tutte e 5 le province e così attrarre ed emozionare flussi sempre più numerosi di "viaggiattori" nazionali ed internazionali in tutti i periodi dell'anno. 

 A lanciare la proposta di un censimento regionale degli eventi identitari e storicizzati, paese per paese, da confezionare in un prodotto editoriale di grande appeal turistico, multilingue e da distribuire su tutti i canali promozionali tradizionali e web è l'assessore provinciale al governo del territorio Leonardo Trento, alla vigilia di uno dei momenti più caratterizzanti della Sila Greca: il raduno annuale nella loro terra dei più affermati e numerosi chef di origini mandatoriccesi residenti ed operanti con successo in Europa e nel resto del mondo. Un'autentica e preziosa risorsa - dice Trento - che consacra questo piccolo ma dinamico comune dell'entroterra, senza eguali e paragoni per numeri e proporzioni, come il "Paese dei Gastronomi". 

La SAGRA DEI CAVATELLI, con il concerto de I RITURNELLA. L’evento, uno dei più attesi del territorio e della costa ionica, organizzato dall’ARMIG, l’Associazione Ristoratori Mandatoriccesi e Italiani in Germania, si terrà domani venerdì 8 agosto alle ore 21 in Piazza Garibaldi, nel centro storico. 

I grandi gastronomi Mandatoriccesi sparsi per il mondo – dichiara Cristoforo Amodeo Presidente dell’ARMIG - confermano ancora una volta il loro attaccamento alle origini ed attraverso la loro affermata esperienza nel mondo, ambiscono a valorizzare il territorio e la regione attraverso l’enogastronomia di qualità ed il food identitario.

2 ago 2014

Regionali, centrosinistra parli linguaggio della chiarezza. La gente non capirebbe assurdo trasformismo dei transfughi del centrodestra

Regionali, il centrosinistra parli, al suo interno ed alla gente, il linguaggio della chiarezza. Equivoci, ipocrisie e giochi di potere, fatti al chiuso di stanze e segreterie non saranno più tollerate dai calabresi che oggi più che mai vogliono e esigono trasparenza e coerenza nei contenuti, nei programmi e soprattutto nelle persone. Girando in questi giorni per i territori della nostra provincia e della nostra regione, si sentono sirene che danno candidati nelle liste a sostegno del centro sinistra anche esponenti autorevoli del centro destra; gli stessi consiglieri e assessori di q
uel centro destra che ci sta consegnando una regione letteralmente piegata su stessa. La gente non capirebbe tale assurda operazione trasformista di un accordo destinato soltanto a distruggere definitivamente la già debole identità democratica e dell'intero centro sinistra in Calabria. Dobbiamo essere capaci di proporre per questa nostra terra una alternativa credibile e durevole; diversa, distinta, opposta, negli uomini, nei metodi e nei contenuti al film già visto e del quale in questi mesi che ci sapranno dal voto vedremo soltanto i titoli di coda.
 
È stato, questo, uno dei passaggi più forti dell'intervento dell'assessore provinciale al governo del territorio, candidato alle prossime elezioni regionali, Leonardo Trento che ha partecipato, ieri (venerdì 1 agosto), all'evento politico promosso presso la sala consiliare di Mandatoriccio per la presentazione ufficiale del nuova gruppo consiliare cittadino del PD.
 
Oltre a Trento, all'iniziativa dal titolo “LA CALABRIA CAMBIA VERSO. CALLIPO”, coordinati da Maria Parrotta, Capo Gruppo Pd al Consiglio Comunale, sono intervenuti il consigliere comunale Franco Brunetti, il Sindaco Angelo Donnici, che come si ricorderà fu il primo sindaco dello ionio ad aderire all’area dell’attuale Premier Renzi, il vicesindaco Filippo Mazza, il consigliere regionale del PD Franchino ed il Segretario regionale del PD Ernesto Magorno. Trento ha colto l'occasione per ribadire la necessità che il centro sinistra non lesini sforzi per preferire le ragioni dell'unità dimostrandosi capace di dare ascolto alle esigenze reali dei territori, soprattutto quelli periferici.
 
Trentoè tornato, infine, sulla questione Tribunale di Rossano, sottolineando il grave comportamento del Ministro Orlando venuto nei giorni scorsi a Cosenza senza offrire sulla sciagurata vicenda e su questo plateale errore quelle garanzie e quel cambio di direzione che tutti ci aspettavamo.

29 lug 2014

Agri e Pesco Coltura, Sibaritide in ginocchio. Interrogazione parlamentare del Senatore Buemi per interventi urgenti. Non vi sono alternative per quest'aerea

Agricoltura e pesco-coltura, la Sibaritide è in ginocchio. A causa della crisi di domanda ma anche per la concorrenza internazionale. Servono interventi urgenti per dare ossigeno alle centinaia di imprese che operano nel settore.

A farsi interprete e portavoce delle istanze e delle esigenze di sopravvivenza stessa dell’economia di questa vasta ed importante area della provincia di Cosenza è stato, nei giorni scorsi, il senatore socialista Enrico Buemi che ha rivolto un’interrogazione ad hoc al Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina. – Ad interessare BUEMI della gravissima questione aperta è stato l’assessore provinciale al governo del territorio Leonardo Trento, a dopo aver incontrato ed ascoltato nei giorni scorsi Cristian Vocaturi, segretario provinciale dell’Ordine degli agrotecnici di Cosenza e diverse organizzazioni di produttori.

L'Italia – dichiara Buemi nell’interrogazione – si caratterizza per la produzione di prodotti agricoli di alta qualità e tra di essi la pesco-coltura, ma anche le altre tipologie praticate nella piana sibarita (Calabria), dalle famose clementine, alle arance, agli ortaggi, ai vigneti. I dati che provengono dall’agricoltura della Sibaritide – prosegue – sono impietosi e ci dicono incontrovertibilmente che in questo particolare momento storico il settore è sempre più in ginocchio per la crisi di domanda e per la concorrenza internazionale molto agguerrita. Centinaia di aziende, cooperative, piccole e medie, che danno lavoro a migliaia di persone rischiano seriamente la chiusura e ciò perché il mercato delle vendite anche quest’anno conferma un trend molto negativo. Relativamente alle vendite riferite alla campagna in corso – precisa BUEMI – si registrano i seguenti dati riguardanti la pesco-coltura: il prezzo al kg di prodotto, al lordo del costo di condizionamento e trasporto, varia da 0,85 € a 0.55 € a secondo della categoria e del confezionamento. La riduzione del prezzo di vendita rispetto alla precedente campagna è del 35-40% e con una riduzione delle quantità prodotte rispetto alla precedente campagna pari al 10%. Il costo di condizionamento e trasporto – da detrarre dai prezzi di vendita – incide per 0,35/0,40 euro/Kg. Si registra, inoltre, un calo dei consumi rispetto al 2013 di almeno il 20 - 25%. – Alla luce di questa fotografia allarmante, il senatore socialista chiede al Ministro MARTINA che vengano attuati nell’immediatezza interventi per dare ossigeno alle centinaia di imprese che operano nel settore della pesco-coltura.

Riteniamo – dichiara Leonardo Trento – che non possa sfuggire alla sensibilità del Ministro Martina, al quale vanno i nostri complimenti per il decreto col quale il Governo mette sul mercato 5.500 ettari di terre pubbliche e che saranno disponibili i vendita o in affitto per i giovani imprenditori agricoli, la situazione drammatica di cui si è fatto carico ancora una volta, su nostro interessamento, il senatore BUEMI, vicino e amico della Calabria. Alla Sibaritide – prosegue – non restano altre strade da percorrere se non quelle dello sviluppo sostenibile e dell’agricoltura di qualità. In questo quadro di nuove consapevolezze sul futuro agricolo della Piana e di cui anche gli imprenditori del settore sono ormai sempre più attivi protagonisti urge tuttavia, almeno in questo momento, un intervento del Governo, quanto meno – conclude Trento – per frenare quella che appare una vera e propria inarrestabile emorragia, dagli effetti pesanti su tutti gli altri comparti.

18 lug 2014

Soddisfazione per la vendita dei primi terreni comunali gravati da uso civico

Il Partito Socialista di Cariati esprime soddisfazione per la conclusione del procedimento relativo alla vendita dei terreni comunali gravati da uso civico, con affissione all'albo pretorio dell'ente delle prime delibere.
 
La giunta comunale, nella seduta di ieri, ha deliberato le prime vendite (legittimazione ed affrancazione) in favore dei cittadini richiedenti, rendendoli di fatto proprietari dei terreni occupati da tempo, in applicazione del procedimento semplificato previsto ai sensi della LR.18/2007.
 
E' indubbiamente un risultato storico che, seppur con qualche ritardo, vede finalmente riconosciuta ai primi "nuovi proprietari" la piena disponibilità dei suoli detenuti in possesso da tempo, con conseguente ricaduta positiva sui settori immobiliare ed edile fortemente penalizzati dalla crisi economica.
Sono le prime pratiche che vanno a buon fine e completano l'iter, a fronte di un enorme mole di lavoro di preparazione che, noi socialisti, ci auguriamo possa continuare ed essere utlimata nel più breve tempo possibile, al fine di poter soddisfare le attese di tutti i soggetti interessati.
 
Ringraziamo tutti coloro i quali hanno contribuito a centrare questo risultato, in primis i dipendenti comunali facenti parte del progetto "usi civici" ed i tecnici esterni PId, invitandoli a continuare questo percorso positivo, frutto di un fattivo lavoro di squadra. Al contempo, considerata la necessità improcrastinabile di chiudere tutte le pratiche in giacenza, tra quelle in possesso dei requisiti di legge, invitiamo l'amministrazione comunale ed il dirigente dell'ufficio comunale preposto ad istituire uno SPORTELLO USI CIVICI al fine di fornire assistenza ed informazione a tutti i soggetti interessati, nel integrare e/o fornire la documentazione mancante per ultimare l'iter istruttorio.

17 lug 2014

Trivellazioni Ionio: scarsa considerazione dei territori e disattese le motivazioni contrarie. Deputati e Regioni si confrontino col Governo

La scelta del Governo nazionale che, attraverso il decreto ministeriale del 9 giugno scorso, autorizza la Società “Appennine Energy Spa” ad effettuare ricerche nel mare Ionio non tiene conto delle deliberazioni di ferma opposizione dei Comuni, della Regione e delle Province, sostenute da tutti i comitati, dell'area interessata. Ma non tiene soprattutto conto dell’identità e delle ambizioni turistiche e sostenibili dei nostri territori e della biodiversità di cui è fonte preziosa il mar ionio. Così facendo il Governo dimostra disattenzione grave e scarsissima considerazione rispetto ai territori ed alle comunità. Sceglie purtroppo la strada della prevaricazione e della sottomissione della volontà democratica e dell’autodeterminazione popolare ad interessi privati o comunque non minimamente confrontabili, per importanza, all’ingente e storico danno prodotto alle popolazioni ed alle future generazioni.
 
È quanto dichiara l’assessore provinciale al governo del territorio Leonardo Trento per il quale la presenza di cimiteri industriali ed inquinanti disseminati sul territorio di quella che fu la Magna Graecia, da Crotone a Sibari a Taranto, da una parte avrebbe dovuto indurre il Ministro dello Sviluppo Economico ad una maggiore ponderazione dei danni prodotti fino ad oggi e dei reali interessi generali in gioco in quest’area; dall’altra, deve spingere questo territorio a sollevarsi senza se e senza ma contro quest’ulteriore, scellerata e mortifera imposizione dall’alto.
 
Tutte le motivazioni a sostegno del NO – spiega Trento – sostenute con forza qualche mese addietro e che sembravano aver convinto il Governo a cancellare definitivamente dalla propria agenda le ricerche di idrocarburi nel nostro mare sono state inspiegabilmente mortificate e disattese da una discutibile scelta del Ministro Guidi di favorire le lobby del petrolio; le stesse che hanno subito approfittato della volontà del Governo Renzidi raddoppiare la produzione di gas e petrolio italiani a danno dei territori. Confermiamo – conclude – la nostra contrarietà alle trivellazioni e chiediamo ancora una volta a gran voce alla deputazione parlamentare tutta e alla Regione di interloquire con i ministeri preposti per far rispettare gli impegni presi nei mesi scorsi e revocare immediatamente la concessione rilasciata alla società “Appennine Energy Spa”.

11 lug 2014

Lettera aperta al Presidente Matteo Renzi. Caro Renzi, in Calabria ti giochi credibilità e non puoi non fartene carico

Gentile Presidente Renzi,

sulla questione Calabria Lei rischia ormai di giocarsi tutta la credibilità riformatrice e rottamatrice costruita e consolidata fino ad oggi. L’idea ormai che tanti calabresi intellettualmente onesti si sono fatti è che, sulla immutabilità dei vizi incancrenitisi nelle dinamiche politiche ed istituzionali di questa regione, debba fatalmente scontrarsi e perire qualsiasi ansia e volontà di rinnovamento nazionale. – Mi domando, può continuare ad andare così? Può, ovunque in Italia, essere issata la bandiera del cambiamento generazionale e della classe dirigente, tranne che in Calabria? Anche noi Calabresi possiamo finalmente sperare in una inversione di rotta anche in questa terra maledetta e refrattaria ad ogni stimolo e suggerimento di novità?

Io penso di sì, Presidente Renzi. E come me tantissimi Calabresi, giovani e meno giovani che ancora credono, sperano e si impegnano affinché la bella ventata di rinnovamento che sta accompagnando e spiegando molte delle sue iniziative politiche e di governo possa infrangersi contro il vero e proprio muro di gomma politico che ancora resta in piedi dal Pollino allo Stretto. – Non può fallire e morire in questa regione, già distrutta da un ventennio di scelte sbagliate e dagli ultimi cinque anni di fallimento plateale del centro destra, il sogno di incamminarci, insieme alle altre regioni del Sud, su quella strada del rinnovamentodell’efficienza, dell’ammodernamento e della competitività del Paese sulla quale Lei non sta lesinando sforzi contro ogni ondata conservatrice. – La Calabria ed i calabresi hanno bisogno di confrontarsi sui contenuti, sulle grandi emergenze ereditate e da governare, sulle grandi sfide europee ed opportunità mediterranee da cogliere e da anticipare, sulle grandi direttrici di sviluppo sostenibile e durevole per troppo tempo piegate alle logiche asfittiche di una classe e di una generazione politica che non ha saputo guadare oltre il proprio naso!

Eppure di tutto ciò, di contenuti e programmi non si parla in questa regione. E si assiste da mesi ad un duello muto su nomi, diktat e tatticismi del tutto sganciato dalla realtà e dalle esigenze quotidiane di quanti, imprenditori, associazioni, professionisti e studenti vivono, lavorano e hanno deciso, nonostante tutto, di restare e provare ancora, forse per una ultima volta, a credere in futuro diverso e migliore per questa terra; nelle sue mille potenzialità, inespresse, latenti e spesso sottovalutate da chi aveva la possibilità di cambiare (e non l’ha saputo fare!) le sorti di questa regione e di frenare l’emorragia di intelligenze, energie e forza lavoro.

In una regione senza alcun governo, con un esecutivo di fatto decaduto ed una maggioranza di centro destra che non c’è piùcon un apparato burocratico ormai allo sbando è assurdo dover assistere all’autolesionismo del PD invischiato in estenuanti balletti di nomi, all’indecisionismo di un centro sinistra incapace di spiegare ai calabresi la sua idea alternativa di Calabria ed all’autodistruzione del capitale di consenso e fiducia nella voglia di rinnovamento che i calabresi hanno già dimostrato alle ultime europee. – Qui e adesso si vuole cambiare pagina e passo da tutti i punti di vista, Signor Presidente. E LEI NON PUÒ NON FARSENE CARICO! La Calabria, quella della gente e della base, ha bisogno di voltare pagina ed il Pd deve essere in grado di dimostrarsi capace di rappresentare a tutti gli effetti questa insopprimibile ansia di rinnovamento degli uomini e delle politiche. Altrimenti sarà il fallimento finale della Calabria e, con essa, l’avvio al fallimento della straordinaria stagione di rinnovamento politico da Lei incarnata.
Cosenza, 11 luglio 2014
Leonardo Trento
Assessore provinciale governo territorio Provincia di Cosenza

4 lug 2014

Turismo, nuova Regione punti su marcatori identitari

Turismi, marcatori identitari agroalimentari e sviluppo, se la Calabria dei prossimi anni vuole recuperare molto del tempo e delle grandi occasioni perse in questi anni di sprechi e di scelte miopi e sbagliate, il prossimo assessorato regionale al turismo, strumento istituzionale del quale siamo stati purtroppo ed inspiegabilmente privati in quest’ultimo quinquennio, dovrà puntare strategicamente sulle risorse identitarie dei territori di tutte e cinque le province. Per prendere anzi tutto atto di ciò che già c’è ma che non viene ancora considerato risorsa per la regione. Per ricucire in una cornice coerente ed efficace in termini di marketing le migliori esperienze locali, gli eventi e le tradizioni popolari riproposte da decenni ed in molti casi da secoli. E per riuscire ad offrire all’esterno, sui grandi mercati e flussi turistici internazionali, una proposta unica, completa, multilingue e, quindi, capace di intercettare quanti – e sono milioni in Europa e nel mondo – partono e si spostano alla ricerca di questa precisa e ricca tipologia di offerta turistica. È quanto dichiara l’assessore provinciale al governo del territorio Leonardo Trento complimentandosi con gli organizzatori di due importanti eventi territoriali (BIOS FIERA a Laino Borgo e la Fiera dell’Aglio testa rossa a Fagnano) che, nei giorni scorsi, sono riusciti a ribadire ed a far condividere l’importanza di destinare maggiore attenzione a quei marcatori identitari che altrove, anche in regioni limitrofe come la vicina Basilicata, sanciscono casi di successo e determinano occasioni e realtà di sviluppo e promozione da noi sconosciute! 

La Calabria intera – prosegue Trento – è un vero e proprio dedalo di biodiversità ed un laboratorio di eventi storici, tradizioni secolari, fiere e feste quasi sempre collegate a produzioni agroalimentari d’eccellenza e che in molti casi hanno anche rappresentato, in un passato non troppo lontano, la ragione stessa di sussistenza e di crescita di tanti territori. Penso ad esempio all’arancia bionda tardiva di Trebisacce o ai piselli di Amendolara nell’alto ionio, così come all’aglio testa rossa di Fagnano o alla lenticchia di Mormanno o all’extravergine Dolce di Rossano nella Sibaritide, per non parlare di esperienze già più riconosciute come quella della cipolla di Tropea, del Moscato di Saracena, del vino nel Cirotano, del bergamotto in provincia di Reggio Calabria o del cedro sul Tirreno cosentino. Ma mi viene in mente anche l’ultra cinquecentenaria Fiera della Ronza a Campana o la Festa della Transumanza nei comuni dei Crotonese. Ciò che purtroppo è mancato in questi anni è stata la capacità di riconoscere e valorizzare, in una cornice regionale, questo diffuso patrimonio inestimabile e che ha un suo mercato importante, in Italia ed all’estero: quello del turismo identitario, enogastronomico, delle tradizioni e dei paesaggi. Un turismo che non conosce stagioni, che si muove per emozioni e scoperte, che non teme gap infrastrutturali, che è culturalmente medio-alto e dotato di propensione alla spesa. Stiamo parlando di un segmento importante sul quale non è stato fatto nulla nella nostra regione, né da un punto di vista strettamente turistico; ma neppure in termini di investimento ragionato sulle tante realtà agroalimentari locali d’eccellenza o in via d’estinzione per sollecitare, utilizzando diversamente le ingenti risorse comunitarie, quello che da più parti viene ormai definito come il ritorno alla terra delle nuove generazioni. È a questa cornice che vanno destinate le risorse della nuova programmazione comunitaria, unitamente ad un indispensabile investimento sulla riqualificazione della ricettività, sulla rigenerazione dell’esistente, sulla riqualificazione e ri-funzionalizzazione dei nostri tanti centri storici (che sono autentici scrigni identitari e di qualità della vita), senza contare la conseguente tutela del paesaggio che deriverebbe da un più consapevole governo di queste leve di sviluppo turistico diverso e complementare a quello balneare. L’auspicio condiviso è che la prossima stagione di governo di questa regione possa davvero far immetterci sulla strada del turismo e dello sviluppo sostenibile, iniziando a puntare seriamente sull’identità e sulla capacità distintiva che questa terra ha e sulla quale può ancora esprimere nei prossimi tutta la sua competitività rimasta fino ad oggi inespressa e latente.

25 giu 2014

Rossano e Corigliano continuano a isolarsi dal territorio. Tribunale: opportuno consiglio allargato a tutti i comuni

La scelta, appresa oggi, dei due presidenti dei consigli comunali di Rossano e di Corigliano, di convocare un consiglio congiunto soltanto per quei due comuni, escludendo di fatto dalla discussione e dal confronto tutti i comuni e le comunità dell’intero territorio interessato dagli effetti nefasti della soppressione del Tribunale rappresenta l’ennesima dimostrazione di una consolidata politica isolazionistica delle due città guida dell’intero territorio. 

È quanto denuncia l’assessore provinciale all’urbanistica ed al governo del territorio Leonardo Trento promotore, nei giorni scorsi, del proficuo incontro tra gli avvocati dell’Area Urbana ed il Senatore socialista Enrico Buemi, membro delle commissioni giustizia e antimafia del Parlamento e della visita di quest’ultimo presso il Tribunale di Castrovillari. 

La notizia di questa convocazione di assise congiunta – dichiara Trento – limitata a due soli comuni con l’esclusione del vasto territorio coinvolto da questa grave ingiustizia, è ancora più incomprensibile perché giunge qualche giorno dopo l’appello accorato all’indispensabile coesione territoriale che un senatore piemontese, Enrico Buemi, è venuto a farci a casa nostra, nel Tribunale di Rossano, spiegando le ragioni e l’utilità di dimostrarsi più efficacemente uniti in questa battaglia di civiltà. Purtroppo, Rossano e Corigliano continuano nelle scelte importanti ad isolarsi rispetto al territorio, e decidono di tenere fuori dal dibattito, dal confronto ma di conseguenza anche dalla mobilitazione tutti gli altri comuni e le altre popolazioni che risultano essere ancora di più penalizzate rispetto a Rossano e Corigliano. Si ritiene, forse, che possa crescere così maggiore consenso attorno alla causa di un Tribunale la cui utilità non è limitabile a due sole Città? Purtroppo – continua – non è così. Queste forme di chiusura, prive di qualsiasi respiro, sono esattamente gli errori commessi fino ad oggi e che non hanno permesso, così come lo stesso BUEMI ha denunciato incontrando gli avvocati nei giorni scorsi, che una voce forte ed unitaria arrivasse nelle stanze e nelle sedi competenti. Così come accade per altri territori nelle nostre stesse condizioni. Qui manca l’unità – denuncia Trento – e la stessa ricerca di unità da parte di quelli che dovrebbero essere i principali attori. Eppure – prosegue l’assessore provinciale – mi ero fatto interprete, intervenendo all’assemblea degli avvocati con Buemi e ieri sulla stampa, dell’esigenza di coinvolgere tutti gli altri consigli comunali in un’unica assise congiunta territoriale destinata a produrre ed a rappresentare una protesta di peso e condivisione sicuramente maggiori di quelle determinatesi fino ad oggi. L’invito – conclude Trento – è che si possa ancora rivedere questa piega municipalista e coinvolgere finalmente tutte le istituzioni territoriali, Comuni, Provincia, Regione, per esigere tutti insieme e con un’unica voce, il ripristino immediato del Tribunale di Rossano.

Tagli al trasporto pubblico locale nella Sila Greca, decisone assurda. TPL vero buco nero della Regione Calabria

La Regione Calabria riveda subito l’assurda decisione di isolare la Sila Greca dal resto del territorio. Contro questo errore madornale, frutto ancora una volta di valutazioni fondate sulla sconoscenza della realtà e che avvantaggiano altri territori, sicuramente più fortunati di noi dal punto di vista dei trasporti e della mobilità, abbiamo già interessato il Senatore Enrico Buemi. Contro questa ennesima ingiustizia sarà presto presentata una interrogazione parlamentare al Governo, attraverso il vice ministro con delega ai trasporti ed alle infrastrutture Riccardo Nencini. 

È quanto dichiara ed annuncia l’assessore provinciale Leonardo Trento contestando senza mezzi termini la gravissima ed intollerabile penalizzazione del diritto alla mobilità inflitta dalla Regione Calabria, senza alcuna concertazione con in territori, ad intere comunità dell’entro terra del basso ionio cosentino. 

Ritenere non produttivi – dichiara Trento – i collegamenti da e per i numerosi comuni della Sila Greca nei periodi estivi, con la presunta motivazione dell’assenza di studenti che ne debbano e possano usufruire, è una valutazione scriteriata e scellerata da tutti i punti di vista. È un errore che deve essere subito corretto! Non può essere consentito che vi siano, nella stessa regione, cittadini di serie A e cittadini di serie B. A fronte della riduzione delle risorse, e con il coinvolgimento dei territori, sarebbe stato opportuno rivedere – continua Trento – l'organizzazione complessiva del sistema del trasporto pubblico calabrese, partendo dai giganteschi sprechi che ci sono anche in questo settore e che anzi ne fanno, ben oltre quello sanitario, il vero e più grande buco nero regionale, di cui ancora troppo poco si parla! Per questi motivi abbiamo subito coinvolto il senatore socialista Enrico Buemi, membro delle commissioni giustizia e antimafia del Parlamento perché nei prossimi giorni, interessando il viceministro alle infrastrutture Nencini, venga presentata apposita interrogazione al Governo.

24 giu 2014

Accorpamento Tribunale: situazione disastrosa per Utenza. Sopralluogo senatore Enrico Buemi a Castrovillari

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Non sono per la chiusura del Tribunale di Castrovillari. Sono anzi perché questo rimanga e svolga al meglio la sua funzione. Ma deve essere ripristinato il Tribunale di Rossano, così come reclamano non solo carte e requisiti ma un qualsiasi sopralluogo e confronto con chi opera presso la sede giudiziaria di Castrovillari. I disguidi ed i disagi dell’assurda situazione venutasi a creare vengono pagati dalla stessa popolazione di Castrovillari e del Pollino. Senza contare lo spreco di risorse determinato ogni giorno, come nel caso dei costi lievitati per le notifiche, delle traduzioni e quelli patiti direttamente dai cittadini per l’assenza di mezzi pubblici. È quanto ha dichiarato il senatore socialista Enrico Buemi, membro delle commissioni parlamentari Giustizia e Antimafia il quale, dopo le visite al Carcere ed al Tribunale di Rossano (sabato 21), ed Cariati (domenica 22, inaugurando la Sezione PSI Rocco Trento), nella giornata di ieri (lunedì 23) ha fatto un sopralluogo presso il Tribunale di Castrovillari. 

Ad accompagnarlo, l’assessore provinciale all’urbanistica Leonardo Trento, promotore di questa tre giorni di Buemi in Calabria e che è tornato a ribadire sia l’insostenibilità democratica e sociale dei costi gravati sui cittadini (soprattutto del basso ionio e della Sila Greca) costretti a percorrere centinaia chilometri a proprie spese, in assenza di adeguati mezzi pubblici di collegamento con Castrovillari; sia la necessità di convocare con urgenza un consiglio comunale congiunto ma allargato a tutti i comuni del territorio. A Castrovillari c’erano anche il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Rossano Serafino Trento, il presidente della Camera Penale di Rossano, l’avvocato Giovanni Zagarese, il segretario del sindacato avvocati calabresi Amerigo Minnicelli, l’avvocato Giuseppe Tagliaferro e numerosi giovani avvocati rossanesi. 

Nel corso del sopralluogo alla struttura di Castrovillari sono emersi in tutta la loro evidenza – fa sapere Buemi – i problemi e i disagi vissuti ogni giorno dal personale e dal materiale giudiziario ricoverato in modo assolutamente precario ed in luoghi e spazi accessibili senza controllo del pubblico. L’assenza di controllo di sicurezza allo stesso accesso al Tribunale desta preoccupazione. È apparsa poi disastrosa la situazione relative alle notifiche, per il carico di lavoro ed il sovraffollamento. Da incontri informali con il personale – riferisce il Senatore – è chiaramente emerso che un terzo del lavoro quotidiano proviene dal territorio di Castrovillari e due terzi da Rossano! Si tratta di dati che, insieme a quelli dei costi lievitati delle notifiche (uno spreco di risorse aggiuntive, calcolato su 2500 comunicazioni all’autorità giudiziaria e stimato in 55 mila euro circa rispetto a prima!) più i costi delle traduzioni dei detenuti e sommato a tutto quanto abbiamo già detto e denunciato nei giorni e nei mesi scorsi, dimostrano senza alcuna ombra di dubbio che il Tribunale di Castrovillari non è in grado di accogliere il carico ed il personale proveniente da Rossano.

23 giu 2014

"Mi candido alle prossime Elezioni Regionali"

Ridimensionamento punto di primo intervento (PPI), presto una interrogazione parlamentare, ancora una volta attraverso l’impegno del Senatore Buemi. Vogliamo sapere chi ha falsificato i dati sugli accessi, comunicati con esattezza da Cariati e misteriosamente modificatisi lungo il tragitto. – Regionali, il centro sinistra non ha ancora un candidato Presidente da presentare al suo elettorato. Non riusciamo ancora ad essere chiari e stiamo perdendo tempo prezioso. – Comune, l’Amministrazione non dovrà lesinare sforzi per rendere la nostra comunità la più vivibile possibile. Dovremo fare ogni sforzo sul tema ineludibile dei servizi. Fino ad oggi siamo stati penalizzati per aver difeso il diritto alla salute – Tribunale di Rossano, serve subito un consiglio comunale congiunto allargato a tutti i comuni del territorio. – Sono stati, questi, i passaggi principali dell’intervento dell’assessore provinciale Leonardo Trento, nel corso dell’evento pubblico di inaugurazione della Sezione del PSI, intitolata a Rocco Trento svoltosi ieri sera (domenica 22), nella storica via 49° Fanteria, a Cariati Marina, alla presenza, tra gli altri, del Senatore socialista Enrico Buemi, membro della commissione Giustizia e Antimafia del Parlamento.

Mi candiderò alle prossime regionali – ha ufficialmente dichiarato Trento, sottolineando la richiesta di una rappresentanza socialista forte a servizio della nuova Regione a, soprattutto dei nostri territori fino ad oggi penalizzati, nella cornice – ha detto – di quel rinnovamento complessivo della classe dirigente che la nostra stessa base ci sta chiedendo da tempo. 

Ad introdurre la partecipata iniziativa politica è stata Sara Ascione, una delle giovani donne che guidano il nuovo direttivo della sezione socialista, insieme al neo segretario Gianpasquale Trento il ha colto l’occasione per rinnovare l’invito ad abbassare i toni troppo aspri e personalistici del dibattito politico cittadino, ribadendo l’appello al confronto sul merito e sulle proposte. – Sono intervenuti anche Cataldo Forciniti, membro del direttivo PSI; Maria Crescente, vice segretaria del PSI per la quale la presenza e l’impegno di Buemi sono significativi in quanto egli fa – ha detto – ciò che non riescono i nostri rappresentanti locali; il Sindaco Filippo Sero che ha parlato di marcia in più conquistata con la nuova segreteria locale e con la nutrita presenza femminile nel direttivo, sottolineando anch’egli l’impegno e la passione di Buemi su diverse questioni, su tutte quella del Tribunale di Rossano; Sonia Gradilone, presidente provinciale del PSI e Gianni Papasso, Sindaco di Cassano che, tra le altre cose, ha sottolineato la perfetta solitudine nella quale è stato lasciato il suo Comune (dalla Regione ma anche dal Governo nazionale!), per la gestione del grande evento di sabato scorso, per fortuna riuscito in tutti i suoi aspetti, con la storica visita di Papa Francesco nella Piana di Sibari. 

Se qualcuno è pronto a dimostrare che non sono vere le cose affermate rispetto alla chiusura del Tribunale di Rossano – ha dichiarato Buemi, concludendo il suo intervento – sono pronto a ricevere querele. Ma se così non dovesse essere, quel Tribunale deve essere riaperto! Leonardo Trento – è andato avanti – rappresenterà alla Regione Calabria non soltanto gli interessi di Cariati ma di tutti i territori e della Calabria, così come ha saputo fare il padre Rocco i cui nome e ricordo – ha concluso Buemi – ho avuto modo di ascoltare ovunque, girando per le 5 province di questa vostra terra.

20 giu 2014

Tribunale Rossano: Domani iniziativa con Senatore Buemi. Necessario pressing unitario del Territorio

Tribunale di Rossano, tenere alta l’attenzione sulla questione e mettere in campo tutte le iniziative unitarie più opportune, da qui al prossimo mese di settembre, quando è atteso il decreto correttivo del Governo. Fino a quel momento l’intero territorio deve esercitare ogni forma di pressione comune con l’obiettivo di arrivare all’attesa modifica di una delle più gravi ferite al diritto alla giustizia mai prodottesi in questa regione e probabilmente nell’intero Paese.
È quanto dichiara Leonardo Trento, assessore provinciale all’urbanistica ed al governo del territorio, promotore dell’incontro pubblico di domani, SABATO 21, alle ore 10.30 a Rossano, presso il Palazzo del Tribunale con il Senatore socialista piemontese Enrico Buemi che nella giornata di ieri (giovedì 19) ha incontrato e discusso sul punto il Ministro Orlando in Commissione Antimafia e che da mesi è impegnato a perorare, in Parlamento e presso il Governo, la causa della ripristino del presidio della Sibaritide.
Il confronto pubblico di domani è stato organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Rossano, presieduto da Serafino Trento e con l’Ordine dei Commercialisti cittadino presieduto da Carlo Plastina. Sono stati invitati, oltre al comitato cittadino, tutti i sindaci della Sibaritide.
 
Era stato lo stesso Senatore socialista Buemia presentare, nei mesi scorsi, il parere sul decreto relativo alla geografia giudiziaria, approvato all’unanimità dalla Commissione Giustizia ed a sottoscrivere, come primo firmatario (insieme al senatore Riccardo Nencini Segretario Nazionale PSI ed al Senatore Fausto Longo) la mozione presentata al Governo a difesa del Tribunale di Rossano.
Per l’assessore provinciale Trento, che coglie l’occasione sia per invitare associazioni e cittadini a partecipare sia per ringraziare ancora una volta Buemi per l’inarrestabile impegno, riconosciuto in modo bypartisan, su questa battaglia di civiltà per le istituzioni italiane e non solo per la Calabria, l’ulteriore momento di domani sarà utile per essere aggiornati sul reale stato dell’arte della vertenza in corso ma soprattutto per condividere, insieme a tutto il territorio, le prossime iniziative di pressione necessarie a sollecitare il Governo a determinarsi nella direzione da tutti invocata.

18 giu 2014

Turismo Italia Russia: incontro con il Console Russo in Italia Korotkov

Impegnare i sindaci del territorio, attraverso la firma di un protocollo d’intesa, a far inserire nella segnaletica turistica e culturale delle proprie città, dei centri storici e rispetto alle principali emergenze architettoniche e archeologiche, la corrispondente traduzione in lingua russa. – È stata, questa, una delle diverse proposte, avanzate da Olga Kisseleva, presidente dell’associazione Italia-Russia Cultura e lingua senza frontiere, nel corso del riuscito dibattito svoltosi ieri (domenica 15), dal titolo “2014, anno del turismo Italia-Russia, quale opportunità per la Calabria?”, ospitato presso il Castello Flotta alla marina di Mandatoriccio. L’evento è stato promosso dal vivace sodalizio italo-russo operante nel basso ionio e nella Sibaritide, con il patrocinio del Comune di Mandatoriccio, della Provincia di Cosenza e del Consolato Russo in Italia a Palermo, alla presenza dello stesso Console Vladimir Korotkov. – Al dibattito a più voci, preceduto dall’intonazione solenne dei due inni italiano e russo, hanno preso parte diverse associazioni e rappresentanti istituzionali del territorio, dal consigliere comunale di Rossano e presidente dell’associazione Ali Libere Patrizia Uva all’assessore al turismo del Comune di Corigliano Maria Francesca Ceo, dai produttori del Moscato Passito di Saracena ai rappresentanti del GAL Ionico-Silano e di Slow Food Sibaritide-Pollino.
A portare il benvenuto ufficiale della comunità di Mandatoriccio e del basso ionio cosentino al Console Russo è stato il Sindaco Angelo Donnici che ha sottolineato il valore non solo simbolico ma fortemente concreto di una iniziativa finalizzata a promuovere lo scambio di flussi turistici tra la Calabria ionica e la Russia e viceversa. Con un’attenzione – ha scandito – a tutte le possibili occasioni di investimento. Il Primo Cittadino, dopo essersi dichiarato onorato della presenza del Console, ha sottolineato l’importanza di aver saputo coinvolgere in questa iniziativa tutto il territorio per meglio corrispondere – ha detto – a quella che è la particolare domanda di turismo culturale proveniente dal target russo. – Si è dichiarato fiero di aver promosso sin dal suo esordio la costituzione dell’associazione guidata da Olga Kisseleva l’assessore provinciale Leonardo Trento per il quale la Russia rappresenta un forte punto di riferimento rispetto alle attese turistiche della Calabria. Quello russo – ha detto – è un mercato strategico e medio alto. Dobbiamo saper intercettare questi flussi verso i nostri territori, elevando il livello dei servizi e della proposta e puntando sul binomio food e qualità della vita. In questa cornice – ha concluso Trento – Mandatoriccio, paese dei gastronomi e della cucina calabrese autentica nel mondo ha molte carte da giocare. – Sono intervenuti inoltre Fortunato Amarelli, AD della Fabbrica di Liquirizia di Rossano, che ha ribadito l’importanza di investire sull’attuale anello debole della promozione turistica; e Marcello Stani, CTO di 1000 Italy che ha illustrato un innovativo progetto digitale per attrarre i flussi turistici russi verso le destinazioni più sconosciute.
L’evento, promosso in occasione del Giorno della Russia (12 Giugno), è stato incorniciato ed impreziosito, dall’inizio alla fine, da un continuum di arte e musica italiana e russa, interpretate con momenti di vera emozione da Maria Vyazigina all’arpa, dal soprano Marilù Brunetti, dal Maestro Giuseppe Gallina all’organo e dal soprano Larissa Malikova, direttore del Teatro Bellissimo russo di Napoli
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