23 mar 2014

Congresso regionale del PSI tenuto con pochi Socialisti e senza il rispetto delle regole

Si è tenuto ieri a Lamezia il congresso regionale del Partito Socialista calabrese. Considerata l’importanza del momento delicato per il Partito e l’assoluta assenza dal dibattito politico regionale degli ultimi anni, avevo deciso di proporre la mia candidatura a segretario regionale del Partito, convinto come sono che solo attraverso la messa in campo di un valido Progetto politico Socialista per la Calabria e la scelta di nuovi dirigenti, soprattutto giovani, si potesse ottenere un tanto auspicato e ricercato rilancio del Partito. 

Il congresso si sarebbe dovuto svolgere con le Regole stabilite dal Partito nazionale che stabiliscono che al “congresso partecipano i delegati al congresso nazionale, che sono i soli ad aver diritto di voto, e soltanto come invitati: i membri del direttivo regionale uscente, gli amministratori socialisti, i membri del consiglio nazionale. Per le regioni che hanno un numero inferiore a 40 delegati nazionali, le commissioni regionali di garanzia devono integrare con altri delegati fino a raddoppiarli per consentire di avere un congruo numero della platea congressuale, che consenta di eleggere gli organismi, fermi restando i risultati proporzionali del congresso nazionale”. 

Il congresso è stato convocato dal segretario uscente senza aver sentito o convocato la commissione regionale di garanzia, unico organismo abilitato a integrare gli altri 26 delegati aggiuntivi, che ancora non si capisce sulla scorta di quale regole siano stati scelti dallo stesso. Delegati che non sono mai stati comunicati ai pochi presenti dal presidente dell’assemblea e che nessuno ha avuto la possibilità di conoscere. 

Per questo ho ritenuto di porre con forza la "questione delle regole"! Perché le regole sono alla base della democrazia e vengono scritte e sancite proprio perché devono essere rispettate. Purtroppo, queste regole sono state inspiegabilmente cambiate e il congresso regionale si è svolto senza che candidature alternative a quella del segretario uscente potessero essere messe in condizioni di essere proposte all’assemblea. 

Del resto il congresso regionale è stato organizzato con il coinvolgimento di pochissimi socialisti calabresi, quelli più fidati del segretario uscente, che hanno di fatto consentito la sua rielezione. In molti alla fine abbiamo per protesta abbandonato i lavori, compreso la corrente di minoranza che al pari dello scrivente ha contestato i lavori e denunciato il non rispetto delle regole, tanto è che il segretario è stato eletto da una ventina di persone e non tutti nemmeno legittimamente delegati per l’elezione di un segretario. 

Purtroppo, ritengo che ieri si è persa l’ennesima occasione di rilancio del Partito socialista calabrese! Alla Politica fatta nell’interesse esclusivo dei calabresi, con idee, progetti, confronto si preferisce la decisione dei soliti pochi, chiusi in qualche stanza a spartirsi, purtroppo, il nulla. Io non ci sto. Per me la politica è altro. E la mia candidatura doveva servire a ricercare, attraverso la messa in campo di un grande progetto politico socialista, una seria prospettiva politica per tutti i Socialisti calabresi, ma, anche e soprattutto, una possibilità di cambiamento reale e concreto per la Calabria.


13 mar 2014

Emergenza Rifiuti: Positivo incontro in Regione con l'Assessore all'Ambiente Pugliano

Emergenza rifiuti e illustrazione del nuovo impianto di ultima tecnologia a inquinamento zero. I sindaci del Basso Ionio insieme all’assessore provinciale Leonardo Trento alla Regione. Questa, si è impegnata a richiedere una approfondita valutazione della proposta da parte del Dipartimento. –Pulizia spazzatura dalle strade. L’assessore regionale all’ambiente farà presente all’ufficio l’esigenza di rimodulare le ordinanze di contingentamento dei conferimenti per ciascun comune. – Domani venerdì 14 alle ore 18.30, nella Sala Consiliare, ci sarà il secondo incontro tra il Sindaco e il neonato “Laboratorio Civico”.
 
È, questo, quanto è emerso nel corso dell’incontro tenutosi a Catanzaro nella giornata di ieri (mercoledì 11) tra i sindaci del Basso Ionio, l’assessore regionale Francesco Pugliano e l’assessore all’urbanistica della provincia di Cosenza Leonardo Trento All’incontro, oltre al Primo Cittadino Filippo SERO erano presenti anche i colleghi di Calopezzati, Caloveto, Campana, Crosia, Longobucco, Mandatoriccio, Pietrapaola, Scala Coeli e Terravecchia.
 
Con riguardo all’emergenza rifiuti l’assessore regionale ha ribadito che al momento, considerando gli impianti disponibili sul territorio regionale e il diniego di altre regioni ad accogliere il conferimento dei rifiuti solidi urbani provenienti dalla Calabria, nonché i tempi di attivazione del loro trasferimento all’estero, non c’è la possibilità di smaltire in tempi brevi gli accumuli di rifiuti giacenti per le strade. In considerazione della particolare situazione di grave rischio per la salute e l’igiene pubblica in atto specie nei comuni di Cariati e di Crosia, fermo restante il quantitativo complessivo di RSU trattati quotidianamente presso l’impianto di Bucita, Pugliano si è impegnato a trasmettere al competente ufficio regionale l’esigenza di rimodulare le ordinanze di contingentamento dei conferimenti per ciascun comune. L’obiettivo è quello di consentire la rimozione, almeno graduale, dei cumuli d’immondizia attualmente giacenti sulle vie cittadine.
 
Il confronto si è incentrato sull’emergenza rifiuti in atto e sulla proposta, formalmente protocollata dai Sindaci al n. 269/Ass del 12.03.2014, di realizzazione sul territorio del Basso Jonio cosentino di un sistema di recupero di rifiuti urbani con tecnologie sostenibili, non inquinanti e di ultima generazione che, combinato al sistema di raccolta differenziata, condurrebbe al riciclo totale dei rifiuti prodotti sul territorio di riferimento. E quindi al superamento del sistema basato sulle discariche.
 
I sindaci del Basso Ionio facendo seguito a quanto concordemente deciso nei giorni scorsi, per mezzo dell’assessore provinciale all’urbanistica Trento hanno illustrato all’assessore Pugliano la loro proposta di realizzazione dell’impianto territoriale. Inoltre hanno chiesto alla Regione il sostegno nella richiesta di finanziamento. Questa potrà avvenire con un accordo di programma e una delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) che recuperi i Fondi Comunitari del Quadro 2007/2013. E quindi a costo zero per la Regione. Anche a tal proposito, l’assessore regionale si è detto favorevole alle istanze rappresentate dai Sindaci e dall’assessore Trento e si è impegnato a richiedere una più approfondita valutazione della proposta da parte del Dipartimento.

9 mar 2014

Una proposta concreta di superamento dell'Emergenza Rifiuti nel territorio

Mi corre l’obbligo intervenire a chiarimento della proposta fatta ai Sindaci del basso ionio cosentino e dell’altro crotonese nel corso di alcuni incontri avuti nei giorni scorsi presso la sede comunale di Cariati e che un nutrito dibattito ha ingenerato nella nostra comunità.
Chiarisco subito che quella formulata non è una proposta improvvisata o fatta tanto per fare o ancor meno fatta come qualche solito afferma per fini propagandistici - elettorali. 
È da mesi che si ricerca una soluzione ad un’emergenza che investe tutto il territorio calabrese. È da mesi che si studiano tecnologie da poter utilizzare per superare le criticità presenti nel sistema di smaltimento dei rifiuti calabresi. 
E non certo si vuole scoprire l’acqua calda o come qualche solito tuttologo continua ad affermare senza conoscere minimamente ciò di cui si sta parlando, si propone, in una fase di inspiegabile stallo e di reiterata inefficienza di chi è preposto a risolvere questa emergenza che dura ormai da anni, di offrire una possibile concreta e fattiva soluzione.
Ciò che è stato da me individuato è una tecnologia tutta italiana venduta in tutto il mondo che trasforma il rifiuto in un prodotto triturato omogeneamente, sterilizzato e secco (prodotto classificato come NON RIFIUTO). Una tecnologia che bonifica RSU, fornendo un prodotto industriale, CSS combustibile, non più classificato come rifiuto, ai sensi del DM 14/02/2013. Il prodotto finale CSS combustibile può essere utilizzato come combustibile per produrre energia in impianti adeguati e che non saranno comunque realizzati nel nostro territorio.
Il vantaggio di questa tecnologia a differenza di tutti gli altri apparecchi simili non utilizza una fonte di calore esterna, ma lo genera direttamente all’interno del rifiuto solo esclusivamente grazie alla trasformazione dell’energia meccanica prodotta dalla triturazione del rifiuto in energia termica.
Questa tecnologia ad impatto ambientale ZERO non produce alcun tipo di emissioni, che riduce i rifiuti trattati del 70 % di peso e del 30 % in volume. 
Questa tecnologia può essere inserita nel sistema di smaltimento dei rifiuti calabresi in quanto si sostituisce alla discarica, di cui il sistema stesso è privo, ed è preposta a ricevere tutto quel prodotto di scarto che viene fuori dalla lavorazione dei rifiuti all’interno dei TMB (impianti di selezione meccanica – biologica).
Pertanto, nulla di più falso che non si vuole procedere alla realizzazione della raccolta differenziata. Su questo argomento apro una parentesi per quanto concerne il mio comune. A Cariati siamo pronti con l’impresa che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti, a realizzare una raccolta differenziata porta a porta su una parte di territorio comunale e una raccolta differenziata di prossimità spinta su tutto il resto di territorio. Purtroppo, bisogna essere realisti ed è impossibile realizzare immediatamente su tutto il territorio comunale la raccolta differenziata porta a porta in quanto non ci sono risorse finanziarie per poter riuscire in ciò. Sono convinto che la sensibilità dei nostri concittadini che saranno opportunamente istruiti ci consentirà di ridurre la produzione di RSU.
Ritornando al Progetto che abbiamo approntato e che presenteremo alla regione mercoledì prossimo questo prevede: 
1) o l’ammodernamento del TMB di Rossano Bucita sul quale quotidianamente conferiscono 35 comuni della provincia di Cosenza e che è capace di lavorare oggi circa 160 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati; 
2) la realizzazione di un TMB moderno e con capacità di lavorazione dimensionato alla popolazione dei comuni che hanno aderito a tale proposta; 
3) la realizzazione di un impianto di trasformazione dei rifiuti (scarti di lavorazione TMB e differenziata) per lavorare tutto ciò che oggi è destinato ad essere conferito in discarica.
Le risorse sono state individuate e sono disponibili immediatamente considerato che un montante di Fondi Comunitari, nell’ordine di 7 mld€, non impegnati nell’ambito del Quadro 2007/2013 sono stati riportati a nuovo e sarà possibile utilizzarli entro il primo semestre 2014, fruendo anche della premialità di fine periodo, che porta la copertura degli investimenti ad un livello prossimo all’ 80%, cui può aggiungersi un ulteriore intervento BEI.
La forma per poter accedere a queste risorse è quella dell’ Accordo di Programma di cui all’ art 2 comma 172 L. 244/2007 che è l’unico strumento di elezione per l’approvazione e finanziamento di progetti strategici nel settore dell’ottenimento di fonti energetiche rinnovabili, ed il prodotto ottenuto dalla trasformazione dei rifiuti (CSS) è a tutti gli effetti fonte energetica rinnovabile. A questo Accordo di Programma ci auguriamo che aderisca, oltre ai Comuni del territorio interessato, anche la Regione Calabria.
I tempi per la realizzazione dell’impianto, trattandosi di macchinari da assemblare sul posto, sono soltanto di 4 mesi.
Il mio vuole essere un contributo concreto e fattivo che ci consente di risolvere un problema che oggi investe tutta la nostra regione e rende invivibili le nostre città ed i nostri paesi. 
Non è detto che debba essere sposato da tutti ed attuato a tutti i costi! 
Ci possono essere sicuramente soluzioni migliori di questa. 
Io, però, fino ad ora, oltre alle chiacchiere inutili dei soliti tuttologi, di proposte fattive, concrete e attuabili, non ne ho ne lette, ne ascoltate. Mi auguro che si possa con la serenità necessaria e senza preconcetti inutili e dannosi, affrontare nei prossimi giorni tale importante discussione dalla quale, io sono convinto, potrà scaturire qualcosa di positivo per il nostro territorio e le nostre comunità.

8 mar 2014

Una proposta concreta alla soluzione dell'emergenza rifiuti che sarà presentata mercoledì 12 marzo alla Regione Calabria

È possibile trasformare i rifiuti solidi urbani (RSU) in combustibile solido secondario (CSS) utilizzabile a sua volta come sostituto del carbone negli impianti industriali. Si tratta di un impianto semplice ed economico, ad inquinamento zero, che trasforma il rifiuto in risorsa, direttamente utilizzabile. Un progetto frutto di tecnologia italiana che richiede non più di 120 giorni di lavori per la realizzazione. Questo, oltre a consentire il riciclo al 100% degli RSU, supererà definitivamente il sistema delle discariche. Si tratta di impianti già disponibili in Italia e sperimentabili nel nostro territorio.  È, questa, la proposta avanzata e spiegata dall’assessore provinciale all’urbanistica Leonardo Trento che i sindaci del Basso Ionio riunitisi ieri (venerdì 7) al Palazzo di Città presenteranno alla Regione Calabria mercoledì 12. Il territorio procederà su questa strada anche di fronte ad eventuali dinieghi della Regione Calabria avvalendosi di canali di finanziamento ministeriali disponibili nell'immediato. Alla riunione dei sindaci, erano presenti Filippo Sero, Angelo Donnici di Mandatoriccio, Gerardo Aiello di Mirto Crosia, Franco Mangone di Calopezzati, Mauro Santoro di Terravecchia e Mario Salvato di Scala Coeli. Hanno fatto pervenire la loro adesione i sindaci di Campana, Longobucco e Caloveto, assenti per impedimenti. Attraverso questo impianto a inquinamento zero si trasformano i rifiuti solidi urbani in combustibile industriale. Questa sarebbe la destinazione della frazione del tal quale che residuerebbe dalla raccolta differenziata. Tenuto conto che ad oggi, nei fatti Bucita non funziona per la differenziata, questa soluzione consentirebbe il riciclo totale già nei tempi necessari per l’affinamento della differenziata e, nel breve termine, di superare le periodiche emergenze.


6 mar 2014

Convegno a Cosenza su "I Contratti di Fiumi"

I CONTRATTI DI FIUME. Una pianificazione e una gestione responsabile a tutela dei cittadini e del territorio. È, questo, il tema del convegno che si terrà domani, venerdì 7 marzo alle ore 10, presso la Sala Nova del Palazzo della Provincia in piazza XV Marzo, a Cosenza. Obiettivo: contenimento del degrado eco-paesaggistico e riqualificazione dei territori dei bacini idrografici.

All’incontro sono stati chiamati a contribuire alla realizzazione di un programma di azioni pluriennali, quindi programmi di opere pubbliche, piani urbanistici, piani territoriali e paesaggistici, piani di settore, programmi operativi regionali o nazionali, non solo Regioni, Province, Comuni, Organismi di programmazione idrica, idrogeologica, idraulica, paesaggistica, agricola, Autorità di Bacino, ATO Idrici, Genio Civile, Soprintendenze ai Beni Culturali, Paesaggisitici ed Ambientali, Ispettorati Forestali, Comuni, Enti Parco, ecc. ma anche abitanti, comunità locali rurali e urbane, settori produttivi agricoli, industriali e terziari.

Al convegno parteciperanno Leonardo Trento, assessore Provinciale al Governo del Territorio, Giovanni Soda, Dirigente del Settore Programmazione e Valorizzazione del Patrimonio Architettonico, Paesaggistico e Ambientale della Provincia, Massimo Bastiani, Coordinatore Scientifico del Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume, Andrea Bianco, Ricercatore presso l’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale, Saverio Putortì, Direttore Generale del Dipartimento Urbanistica della Regione Calabria, Gino Mirocle Crisci, Rettore dell’Università della Calabria, e Mario Oliverio, Presidente della Provincia.

Da quella che è forse l’unica città fluviale del Sud, con un Convegno realizzato in collaborazione con il Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume e con la Società dei Territorialisti, la Provincia di Cosenza lancia una discussione su un tema inedito, i Contratti di Fiume, appunto, che possono essere considerati uno strumento innovativo per la costruzione delle condizioni migliori al fine di rigenerare gli ecosistemi fluviali, migliorare la qualità delle acque, riqualificare i paesaggi vallivi e fluviali, presiedere alla sicurezza idraulica. I Contratti di Fiume, del resto già diffusi in molte parti del mondo e d’Europa e compresi dell’agende governative di diversi Paesi, possono consentire un più efficace coordinamento delle politiche di prevenzione del rischio idrogeologico, una migliore presa in carico delle problematiche di manutenzione e cura dei territori e dei paesaggi fluviali, la valorizzazione dei bacini idrografici, il controllo della qualità delle acque, in coerenza con gli obiettivi europei di sviluppo sostenibile, equilibrio territoriale, qualità della vita e dell’ambiente.

I fiumi ed i contesti vallivi – spiega l’Assessore Trento - costituiscono una componente strutturante della storia, delle culture, dei paesaggi, delle economie e delle forme di socialità che, nel corso dei secoli, hanno plasmato gli accadimenti, presieduto alla costruzione del territorio e reso unica, riconoscibile ed originale la vicenda europea ed italiana. Soprattutto lungo i fiumi e nelle valli ha preso corpo e sostanza la cultura europea e si è formata l’identità delle molteplici comunità di popoli e nazioni che la compongono. I fiumi, piccoli o grandi, sono stati potenti motori della storia. Dai fiumi è dipesa e dipende la vita delle città, dei paesi, degli abitanti. Gli insediamenti e le città si addensano lungo i fiumi e le valli. Intere economie sono fondate sulle risorse naturali, idriche, paesaggistiche, geografiche dei fiumi e delle valli. Tuttavia, solo per fare un esempio, le vittime ed i danni delle inondazioni, delle frane e, in generale, del dissesto idrogeologico che investe montagne, colline, valli e pianure dimostrano, come emerge drammaticamente ogni anno, quanto sia fondamentale mettere a fuoco e praticare una visione complessiva, integrata, unitaria. Serve un approccio multidisciplinare, multiattoriale, multisettoriale che preveda la partecipazione e il confronto di tutti gli attori del dominio pubblico e dell’universo del privato. Per raggiungere le finalità della sicurezza, della mitigazione e prevenzione dei rischi idrogeologici, della valorizzazione paesaggistica, dell’uso sostenibile delle risorse, del riequilibrio ambientale, della cultura dell’acqua, della fruizione turistica sostenibile.

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