17 ott 2021

Ringrazio quanti mi hanno sostenuto alle elezioni regionale del 3 e 4 ottobre

A qualche giorno dal voto regionale mi sento di ringraziare tutte quelle persone che gli scorsi 3 e 4 di ottobre si sono recati alle urne ed hanno espresso un voto per la mia persona.

Mi sento di ringraziare ancora di più i miei concittadini che ancora una volta hanno riposto in me la loro fiducia ed hanno espresso, nonostante l’assurda “guerra” dei soliti, l’ennesimo sostegno forte e convinto ad una candidatura importante, soprattutto, per una comunità in grandissima difficoltà come la nostra.

Sapevo che sarebbe stata una campagna elettorale difficile; una candidatura regionale si prepara molto tempo prima e non certo gli ultimi 25 giorni.

Però, nonostante questa consapevolezza, quando il presidente Occhiuto, che ha stravinto queste elezioni ed al quale rivolgo anche qui gli auguri di un proficuo lavoro per la Calabria e i Calabresi, mi ha contattato, ho deciso comunque di candidarmi utilizzando questa possibilità che mi veniva data per porre, attraverso la candidatura, nel dibattito politico regionale le problematiche irrisolte del territorio e, in particolare, quella sanitaria e dell’ospedale di Cariati.

Ho fatto una campagna elettorale pulita, parlando alle tante persone che ho incontrato delle mie idee e dei miei progetti. Non ho promesso nulla. Non avevo nulla da poter dare se non raccontare in tutti i posti che ho visitato quello che avrei voluto fare se avessi avuto la possibilità di essere eletto.

Purtroppo, la gente libera e disinteressata non si reca più alle urne. Non ci crede più nella politica. In quella politica che non riesce ad affermare più il suo essere e che non è più vista come strumento nobile per cambiare le cose. Oggi raccogli consenso solo se hai potere o se hai i soldi. E, quindi, senza potere e senza soldi sarà sempre più difficile riuscire a vincere le elezioni o a essere eletto.

Un’amara constatazione che mi sento però di fare. Così come mi sento di rivolgere un pensiero a quelle tante persone, anche illustri e per bene, che pur avendo manifestato il loro sostegno alla mia candidatura, negli ultimi giorni si sono dileguati ed hanno scelto altri candidati, sicuramente più validi ed illustri della mia persona.

È stata una bella esperienza questa campagna elettorale regionale che, sono convinto, ci consentirà nei prossimi mesi di poter raccogliere frutti importanti per il nostro territorio. Il mio impegno in politica continuerà anche nei prossimi anni. Mi sento di poter dare ancora tanto alla mia terra e di dover ripagare con il massimo dell’impegno possibile i miei concittadini. 


#grazie

22 set 2021

Successo per l'apertura della campagna elettorale a Cariati

«Questo territorio, il Basso Jonio, la Sibaritide devono tornare a ricevere servizi sanitari adeguati e moderni». Lo afferma Leonardo Trento, candidato al consiglio regionale alle prossime elezioni del 3 e 4 ottobre prossimi. 

«I calabresi sono sfiduciati – prosegue – non credono più nella politica, subiscono e vivono una vita di Serie C rispetto al resto d’Italia. Queste elezioni cadono in un momento storico particolare: il prossimo governo regionale sarà chiamato a ridisegnare la Calabria grazie ai fondi del Recovery Fund e al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Risorse che serviranno nei prossimi anni a decidere in quale direzione deve andare lo sviluppo. È necessario che questo territorio sia rappresentato per contribuire a governare processi che saranno fondamentali per il futuro nostro e dei nostri figli».

E sui motivi che hanno spinto a candidarsi col centrodestra dopo una vita votata al socialismo e al garofano rosso, Trento spiega di essersi sentito «tradito». «Nel 2014 avevo deciso di candidarmi alle elezioni regionali e senza alcuna motivo o giustificazione mi sono ritrovato escluso dalla competizione per logiche mafiose attuate da una sinistra incapace di pensare ad un rinnovamento reale della propria classe dirigente. Questa terra ha bisogno di risposte e non è un centrosinistra senza idee e programmi, fatto sempre dagli stessi uomini a poterle offrire. Un centrosinistra che “gioca” a perdere e che non è capace di fare tesoro degli errori del passato. È vero – sottolinea Leonardo Trento – ho ceduto alle lusinghe di Roberto Occhiuto che mi ha fortemente voluto al suo fianco, non perché abbia bisogno di consensi, ma perché mi ritiene un valido dirigente politico».

Leonardo Trento pone la priorità delle priorità nelle linee di intervento. «La sanità e il diritto alle cure, cancellato con la chiusura degli ospedali di Cariati e Trebisacce e la disponibilità di appena 124 posti letto nello spoke di Corigliano Rossano per un’utenza di 220mila abitanti. Chi vuole governare la regione deve porre rimedio a questo scempio. Occhiuto ha già riferito che chiederà al governo centrale la chiusura della fase commissariale della sanità calabrese e l’azzeramento del debito. Non è possibile accettare che non siano erogati servizi sanitari perché non ci sono soldi e perché la vecchia classe dirigente ha pensato solo agli affari e non ai calabresi. Faremo in modo che il nostro ospedale offra servizi sanitari adeguati. E poi la Sibaritide, che vanta la terza citta della Calabria, Corigliano Rossano, merita un ospedale hub, di primo livello, al pari di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria. Con una legge regionale dovremo istituire l’Azienda Sanitaria Territoriale della Sibaritide».

Leonardo Trento si appella, infine, al partito dell’astensionismo. «Non votando si favorisce la vecchia politica extraterritoriale, quella che nemmeno si accorgerà che a Cariati qualche centinaio di persone non sono andate a votare perché rivendicano legittimamente il diritto sacrosanto a riavere un ospedale funzionante. Ma davvero pensiamo che col non voto qualcuno si accorga di noi e dei nostri problemi? C’è bisogno di una rappresentanza credibile del territorio in consiglio regionale – conclude Trento – che batta i pugni e si faccia sentire. Solo allora potremo tornare a rivendicare i nostri diritti. Solo col voto utile potremo sperare di cambiare le sorti di questa terra».



20 set 2021

9 set 2021

Utilizzare i fondi del PNRR per migliorare il sistema turistico calabrese.


Con i suoi 800 chilometri di coste altamente balneabili, i tre parchi nazionali e diverse aree protette, le testimonianze storico culturali frutto delle contaminazioni di popoli, la Calabria rappresenta di certo la Regione di Italia con più potenzialità turistiche. 

Lo afferma Leonardo Trento, candidato al Consiglio regionale per la lista “Forza Azzurri”, a sostegno della coalizione di centrodestra e di Roberto Occhiuto presidente. 

La Calabria non deve più essere considerata soltanto una destinazione balneare, ma come un intero territorio che nel suo complesso è in grado di offrire una proposta turistica moderna, quindi in grado di soddisfare le esigenze di tutti i turismi e tutto l’anno, soprattutto grazie al patrimonio naturale, artistico, architettonico, enogastronomico.

Per centrare l’obiettivo, però, bisognerà destinare buona parte dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza destinati alla nostra regione – continua Trento – alle politiche del turismo. Queste dovranno essere utili ad innovare e rinnovare l’offerta turistica e dovranno essere utilizzate per consentire una adeguata accessibilità fisica, ma anche culturale, a tutti i luoghi e in tutti i territori di interesse della nostra regione che possano il più possibile posizionarla sui mercati globali del turismo, attraverso strategie di marketing in grado di valorizzare le unicità della Calabria.

Il tutto mantenendo fermi i principi della sostenibilità e della tutela dell’ambiente. Solo così il settore potrà evolversi dal mono-prodotto balneare. Destagionalizzando, l’offerta intercetterà nuovi flussi turistici a loro volta utili a muovere l’economia regionale, anche in termini occupazioni e di redditività.

2 set 2021

Sarò Candiato alle prossime elezioni regionali della Calabria

Ho deciso di candidarmi alle prossime elezioni regionali raccogliendo l'insistente invito del Presidente Roberto Occhiuto a voler essere presente nella lista Forza Azzurri - Occhiuto Presidente. 

Una sfida difficile che deve servire, innanzitutto, a portare all'attenzione del prossimo Presidente della Regione e della nuova Amministrazione regionale i tantissimi problemi e le numerose emergenze che il Nostro territorio sta vivendo. 

Una sfida difficilissima per riportare all'interno del Consiglio regionale della Calabria un rappresentante dell'area più debole e abbandonata dell'intera Regione. 

Parto in ritardo rispetto ad altri candidati più forti, è vero, ma, sono sicuro, che con l'aiuto convinto di tantissimi amici e con il massimo dell'impegno si potrà raggiungere questo importantissimo risultato.



12 ago 2021

Pose, Chiacchiere e Minacce!

Il sindaco di Cariati invece di dare spiegazioni ai disperati Cittadini cariatesi rispetto a quanto dichiarato dalla SORICAL, "MANOVRE SBAGLIATE IMPEDIVANO IL CORRETTO FUNZIONAMENTO DELLA RETE", che nei giorni scorsi ha clamorosamente smentito le tesi del palazzo sulla carenza idrica, si innervosisce ulteriormente e annuncia denunce a raffica contro quanti osano lamentarsi pubblicamente ed in privato della sua totale incapacità a gestire il nostro Paese.   

Invece di dare spiegazioni del perchè centinaia di famiglie non ricevono l'acqua nelle case per giorni ed invece di cercare soluzioni diverse, continua ad esserci un'unica autobotte ad effettuare il servizio sostitutivo, l'incapace sindaco riprende il ruolo della VITTIMA e
non perde tempo nel definire "irresponsabile ed indegno il tentativo di esacerbare ulteriormente la comprensibile rabbia della popolazione, indirizzandola in modo irresponsabile sugli amministratori locali". 

Ancora una volta ribadiamo la richiesta fatta nel corso dell'ultimo consiglio comunale, alla quale ancora oggi non è stato dato alcun seguito, di attivare immediatamente un servizio capillare di autobotti su tutto il territorio comunale, utilizzando tutte quelle disponibili e utilizzando tutti i pozzi, anche privati, per attingere acqua e distribuirla giorno e notte ai cittadini. 

Purtroppo, la disamministrazione delle chiacchiere continua a restare nel palazzo ad esercitare il nulla ed a creare solo problemi e disservizi ai Cariatesi e, invece di amministrare, pensa ai selfie, alle interviste, alle chiacchiere ed ora anche alle minacce. 

Per noi l'unica cosa che, invece, dovrebbero fare e che, purtroppo non hanno ancora fatto, è quella di chiedere scusa per la manifesta incapacità e togliere al più presto il disturbo. 

Di certo a Cariati finirebbe immediatamente l'odio sociale.

24 giu 2021

Sindaco di Cariati avrebbe fatto meglio a tacere. Delibera di dichiarazione del Dissesto del Comune di Cariati totalmente illegittima e contro legge.

Il sindaco di Cariati continua, affannosamente, a scaricare su altri, i soliti che “hanno amministrato in passato”, tutta la propria incapacità, ormai certificata, nel (mal) gestire il comune di Cariati.

 

E, invece di essere conseguente con il proprio fallimento e rassegnare le dimissioni da una carica che ha dimostrato di non saper affatto esercitare, cerca di continuare con la faccia tosta che si ritrova, a prendere per i fondelli i Cittadini di Cariati, convinta come è che a lei tutto è concesso e che lei tutto può fare.

 

Imputare il proprio fallimento politico e amministrativo ad una “illegittima” dichiarazione di dissesto, da lei, del resto, fortemente voluta, dimostra, semmai ci fosse ancora il bisogno, che oltre che per il pennacchio, fare il sindaco e saper amministrare una Comunità non è cosa sua.

 

Infatti, un sindaco capace, dovrebbe sapere e, soprattutto dovrebbe non mentire ai propri concittadini, che con la dichiarazione di dissesto il comune riparte da una nuova gestione finanziaria e che tutti i debiti accumulatisi nel tempo vengono affidati alla gestione di un organismo di liquidazione. Quindi, questa disamministrazione avrebbe dovuto saper gestire oculatamente il bilancio, mettendo in pratica quanto sbandierato sui palchi. Invece, come sempre, il sindaco predica bene e razzola male e, in soli 4 anni dal 2017 al 2021, è stato capace di creare uno squilibrio di bilancio per circa 20 milioni di euro. Il tutto con l’aggravante di non aver avuto la capacità di realizzare nulla, e sottoscrivo nulla, di positivo per la collettività.

 

Per quanto riguarda il provvedimento, assai sommario, della Corte dei Conti, tra l’altro già oggetto di opposizione, mi preme evidenziare una serie di macroscopiche incongruenze sulle quali sono disponibile sin da subito a confrontarmi con il sindaco di Cariati o con chiunque abbia interesse a farlo.

 

La Corte dei conti non è voluta entrata nel merito della dichiarazione di dissesto del 2016 e della effettiva sussistenza delle condizioni previste per la declaratoria dello stesso. Se lo avesse fatto, di certo avrebbe dovuto disapplicare quella delibera in quanto totalmente illegittima e contro legge!

La normativa in materia di dissesto finanziario degli enti locali e le indicazioni ministeriali stabiliscono, infatti, che nella procedura di dissesto vada considerato solo ed esclusivamente l’indebitamento pregresso e, cioè, “la sommatoria del disavanzo di amministrazione risultante dal conto consuntivo dell’ultimo esercizio precedente il dissesto (anno di riferimento 2015) e dei debiti fuori bilancio, verificatisi prima dell’anno di riferimento del dissesto (prima del 2016), riconoscibili in quanto rispondenti ai fini istituzionali dell’ente locale”.

Tenendo conto di quanto previsto dalla legge, cosa assai rara negli ultimi 5 anni al comune di Cariati, l’entità reale del dissesto è di circa 9 milioni di euro e non certo di 31,5 milioni come il sindaco di Cariati, mentendo spudoratamente, continua a sbandierare.

 

Relativamente alla mia posizione, del tutto marginale avendo ricoperto la carica di semplice consigliere comunale, non si rinviene negli atti oggetto di contestazione alcuna colpa grave che avrebbe potuto portare ad una mia anche minima responsabilità nell’aver causato il dissesto del comune di Cariati. Così come, è noto a tutti, che non ho mai percepito alcuna indennità o compenso o altro emolumento dal comune di Cariati e, nonostante abbia prodotto la documentazione comprovante tale evidente situazione, sono stato, stranamente, condannato a restituire quanto “spettante e percepito”, ovvero 501,00 €.

 

Potrei continuare ad elencare motivi per i quali resto fiducioso dell’esito di tale procedimento contabile. Una cosa però è certa, in attesa dell’esito definitivo del giudizio, il sindaco di Cariati avrebbe fatto meglio a tacere o a riportare correttamente la notizia senza stravolgerne i contenuti per meri fini di audience personale o per spargere veleno e tentare di demolire, come da sempre fa, chi intralcia la propria strada. Ciò, anche e soprattutto, in considerazione dei ben più noti ed acclarati fatti di cui la stessa è chiamata a rispondere davanti all’autorità giudiziaria.

 

26 apr 2021

Ennesimo Bilancio falsato approvato dal Consiglio comunale di Cariati


L’equilibrio del bilancio, per ogni amministratore pubblico, dovrebbe essere il punto fondamentale della propria azione politica e amministrativa con la continua ricerca di un bilanciamento reale tra le risorse disponibili e le spese necessarie per il perseguimento delle finalità pubbliche.

A Cariati, accade però, che quanti continuano ad ergersi a paladini della buona amministrazione, pur di mantenere la comoda poltrona alla quale sono incollati, continuino ad approvare, da tre anni ormai, bilanci che nulla di reale hanno, dove le risorse disponibili vengono gonfiate ad arte al solo fine di raggiungere equilibri fittizi.

Un bilancio, che non programma alcunchè per il futuro e che non affronta nessuno dei tantissimi problemi che sta vivendo Cariati: risorse scadenti o inesistenti per la gestione fognaria, per il porto, per le politiche sociali, per il turismo, per la cultura, per la scuola, per i giovani, per gli anziani. Nessuna politica di incentivi e sostegni per le stremate categorie produttive del nostro terriotorio, che continuano ad essere totalmente abbandonate da questa disamministrazione comunale. Nessun investimento importante e strategico nei settori rilevanti della nostra comunità.

Solo risorse per gli amici che si occupano di contenzioso e null’altro!

Tutto ciò, a fronte di previsioni di entrata fittizie, riproposte per il terzo anno consecutivo, per oltre 4 milioni di euro di accertamenti sull’IMU, sulla TARI, sulla TASI, sull’Acqua per gli anni dal 2017 al 2020; a fronte di residui su tributi non incassati negli ultimi 4 anni per oltre 10 milioni di euro; a fronte dell’iscrizione di somme fasulle sui fondi previsti a garanzia del bilancio.

Un bilancio falsato ed in rosso per circa 20 milioni di euro in soli 4 anni che conferma il disastro politico, amministrativo, finanziario di chi è incapace di amministrare Cariati e, pur consapevole dei danni irreparabili che sta producendo, continua a rimanere incollato alla poltrona.

7 gen 2021

Documento per la riapertura dell'Ospedale di Cariati inviato a tutti i Comuni del territorio per l'approvazione


Oggi ho trasmesso ai protocolli dei Comuni di Bocchigliero, Calopezzati, Caloveto, Campana, Cirò, Cirò Marina, Corigliano-Rossano, Cropalati, Crosia, Crucoli, Longobucco, Mandatoriccio, Paludi, Pietrapaola, Scala Coeli, Strongoli, Terravecchia, Torre Melissa, Umbriatico, un documento relativo alla riapertura dell'Ospedale di Cariati da sottoporre ad adozione del Consiglio comunale.

 

Ai Sindaci e ai Presidenti del consiglio comunale dei comuni del territorio di riferimento dell’Ospedale di Cariati ho chiesto di deliberare in tempi brevissimi e di trasmettere il deliberato al Commissario ad acta della Sanità Calabrese, dott. Guido Longo.

Ciò in considerazione di quanto disposto dal decreto Calabria bis, convertito in legge nei giorni scorsi, che prevede all’articolo 3, comma 2, che entro 60 giorni dall’entrata in vigore il Commissario ad acta per la sanità calabrese adotti il Piano triennale di ristrutturazione della Rete ospedaliera e  della Rete dell’emergenza urgenza.

È solo attraverso l’adozione di questo strumento programmatorio che Cariati può ritornare ad essere un ospedale e che, quindi, non si può sprecare nemmeno un secondo di tempo poiché vanno intraprese tutte le iniziative necessarie affinché si faccia comprendere l’importanza della struttura di Cariati all’interno della rete ospedaliera regionale.

Questo il testo del documento:

 

IL DOCUMENTO INVIATO AI COMUNI DA SOTTOPORRE AD APPROVAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE


L’Ospedale V. Cosentino di Cariati è entrato in funzione nel 1978 ed è rimasto in attività fino al 2010 quando, con il DPGR 18/2010, il commissario per il piano di rientro dal deficit sanitario della regione Calabria, per scelte esclusivamente politico – demagogiche, decise di chiudere l’ospedale di Cariati insieme ad altre 17 strutture della nostra Regione.

L’ospedale di Cariati, che ha sempre offerto negli anni servizi sanitari eccellenti, aveva prima della sua chiusura 62 posti letto e costava al servizio sanitario regionale calabrese circa 7 – 8 milioni di euro all’anno. Il tasso di occupazione della struttura era dell’81,46%, a fronte di una richiesta minima del 75%, e i costi venivano interamente coperti da una produzione ospedaliera che riusciva addirittura a far chiudere i bilanci in attivo.

Il solo reparto di ostetricia e ginecologia, nel quale nascevano più di 500 bambini ogni anno, produceva DRG (raggruppamenti omogenei di diagnosi – unità di misura della produzione delle strutture ospedaliere) per oltre 1,5 milioni di euro. Il tutto con due medici e personale paramedico ridotto, con numeri ampiamente maggiori rispetto ad altre strutture della nostra regione che avevano comunque a disposizione dotazioni organiche completamente diverse.

La scelta del commissario per il piano di rientro dal deficit sanitario della regione Calabria, ha lasciato il nostro territorio senza alcuna copertura sanitaria e, di conseguenza, ha privato oltre 100 mila cittadini di quel diritto alla cura e alla salute sancito dalla Costituzione della Repubblica.

Nessuno dei commissari governativi inviati dallo stato in Calabria in questi 10 anni ha mai voluto sentir parlare di riapertura dell’Ospedale di Cariati. Tutti hanno sempre messo davanti a quel diritto sacrosanto i conti della sanità, che a dire loro, rappresentanti dello stato, erano più importanti della vita delle persone.

Con il DPGR 18/2010 la Regione Calabria, dopo un'attenta ricognizione con relativa analisi dei consumi e della produzione ospedaliera ha definito il fabbisogno di assistenza della popolazione tenendo conto dell'appropriatezza clinica, organizzativa e di efficienza del processo produttivo alla luce di quanto previsto dal Patto della Salute, dell'analisi epidemiologica del proprio contesto, della sicurezza degli ospedali e delle condizioni orografiche e tempi di percorrenza, ha avviato il riordino della capacita recettiva di ciascuna Azienda.

Nel territorio della Sibaritide è stato istituito lo Spoke Corigliano-Rossano, articolato in due stabilimenti, e sono stati soppressi gli Ospedali di Trebisacce e di Cariati. Tale decisione ha però ridotto notevolmente i LEA, Livelli Essenziali di Assistenza, che sono scesi al di sotto dell’uno per mille abitanti. A fronte di questa razionalizzazione, i LEA nell’area della Sibaritide si sono ridotti notevolmente e sono divenuti i più bassi dell’intera Regione Calabria. Con il DCA 64/2016 allo Spoke Corigliano – Rossano sono stati assegnati sulla carta 273 Posti letto di cui 225 per Degenza Ordinaria. Nello stesso DCA si legge che i Posti letto (HSP 12 anno 2015) al 17 febbraio 2016 sono 238 di cui 180 per degenza ordinaria. Tenendo in considerazione questi dati la percentuale di LEA nella Sibaritide al Febbraio 2016 sarebbe di LEA Acuti 0,93 e di LEA Post Acuti 0. Ad oggi i posti letto disponibili nello Spoke Corigliano – Rossano sono ancora inferiori.

Pertanto, risulta inaccettabile che ad un territorio così vasto vengano assegnati meno di 200 posti letto per mille abitanti a fronte di una previsione normativa di almeno 580 posti per Acuti e nessun posto letto per Post acuti a fronte di una previsione normativa di 135 per Post acuti.

Ad oggi, la situazione organizzativa contrasta fortemente con le previsione degli atti prodotti dai vari Commissari e dai Direttori Generali delle ASP. Infatti, ci sono comuni dell’entro terra che impiegano più di un’ora per raggiungere lo Spoke di Rossano-Corigliano e ciò, contrasta con le previsioni normative sulla sicurezza degli ospedali e delle condizioni orografiche e tempi di percorrenza per raggiungere questi ultimi. Chi ha redatto quei piani di certo non ha tenuto in considerazione la realtà territoriale della Sibaritide e la tutela del diritto alla salute per questo territorio.

L’ Ospedale di Cariati, che è l’unica struttura ubicata direttamente sulla SS 106, si presenta ancora oggi, a 11 anni dalla chiusura in buonissime condizioni di conservazione generale con impianti funzionanti ed in attività che vengono manutenuti con regolarità (l’impianto di riscaldamento, la rete di distribuzione dell’Ossigeno in tutte le stanze di degenza e la presenza di climatizzatori per il fresco quasi ovunque; la rete elettrica è collegata ad un gruppo di continuità).

La struttura ha una superficie complessiva di 13000 metri quadrati.

L’investimento finanziario utile quindi alla riattivazione dell’Ospedale di Cariati sarebbe minino rispetto ai servizi sanitari che potrebbe offrire ad una vastissima utenza oggi privata di ogni tipo di garanzia del diritto alla salute.

Il decreto Calabria bis, convertito in legge nei giorni scorsi, prevede all’articolo 3, comma 2, che entro 60 giorni dall’entrata in vigore il commissario ad acta per la sanità calabrese adotti il piano triennale di ristrutturazione della rete ospedaliera e dell’emergenza urgenza.

Solo attraverso l’adozione di questo strumento programmatorio che Cariati può ritornare ad essere un ospedale e che, quindi, non si può sprecare nemmeno un secondo di tempo poiché vanno intraprese tutte le iniziative necessarie affinché si faccia comprendere l’importanza della struttura di Cariati all’interno della rete ospedaliera regionale.

Pertanto, è necessario che tutti i Comuni del territorio di riferimento dell’Ospedale di Cariati adottino in tempi brevissimi un deliberato con il quale chiedere al Commissario ad Acta per la Sanità calabrese ed al Ministro della Salute il reinserimento dell’Ospedale di Cariati all’interno della rete regionale ospedaliera per acuti ed in quella dell’emergenza urgenza.

Questa scelta programmatoria che dovrà essere compiuta nei prossimi giorni rappresenta l’ultima possibilità di riattivazione dell’Ospedale di Cariati.

In considerazione di quanto suddetto e premesso che,

a seguito della situazione emergenziale del momento, sono emerse all’attenzione nazionale tutte le inefficienze della già disastrata Sanità pubblica calabrese e, in particolare, l’assoluta inadeguatezza dell’offerta sanitaria sui territori del basso ionio cosentino e dell’alto crotonese;

da mesi ormai, i Cittadini dei territori del basso ionio cosentino e dell’alto crotonese chiedono a gran voce a chi di competenza di attivarsi per la riapertura dell’Ospedale di Cariati;

Considerato che, il decreto Calabria bis, decreto-legge 10 novembre 2020, n. 150, convertito in legge nei giorni scorsi, prevede all’articolo 3, comma 2, che entro 60 giorni dall’entrata in vigore il Commissario ad acta per la Sanità calabrese adotti il piano triennale di ristrutturazione della rete ospedaliera e dell’emergenza urgenza e che quindi, occorre ribadire, ancora una volta e mai come in questo momento, con atti istituzionali concreti la necessità di riorganizzare l’offerta sanitaria sul territorio calabrese ed in particolare sui territori del basso ionio cosentino e dell’alto crotonese con l’inserimento immediato dell’Ospedale di Cariati nella rete ospedaliera regionale per acuti e dell’emergenza urgenza.

Tanto premesso e considerato,

Il Consiglio Comunale di……………………., con voti…….

DELIBERA

Di chiedere al Commissario ad acta per la Sanità calabrese, dott. Guido Longo, di voler inserire in sede di redazione del Piano triennale di ristrutturazione della Rete ospedaliera e nella Rete dell’emergenza urgenza, previsti dall’art. 3, comma 2, del decreto-legge 10 novembre 2020, n. 150 , coordinato con la legge di conversione 30 dicembre 2020, n. 181 recante “Misure urgenti per il rilancio del servizio sanitario della Regione Calabria e per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario”.

Di dichiarare con separata votazione il presente atto immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134, comma 4, del d.lgs 267/2000.

 

Mi auguro che tutti i Comuni del Territorio adotteranno questo documento.

6 gen 2021

Ma i disamministratori di Cariati ci sono o ci fanno?

La domanda nasce spontanea poiché sono passati la bellezza di 32 giorni dal consiglio comunale di Cariati, convocato con urgenza e come sempre dai consiglieri comunali di minoranza, per discutere un unico punto all’ordine del giorno “Emergenza sanitaria - riapertura immediata ex ospedale di Cariati” ed ancora non si è trovati il tempo materiale di scrivere e pubblicare la delibera del consiglio stesso.

Delibera, i cui contenuti non erano stati condivisi da noi consiglieri di minoranza, che, comunque, sarebbe dovuta essere stata inviata con urgenza al commissario straordinario Longo e al ministro della salute Speranza.

Ad oggi non si ha, purtroppo, nessuna notizia della stessa e nessuna notizia di quali iniziative stiano portando avanti i disamministratori di Cariati sulla questione sanità riapertura ospedale di Cariati.
Eppure i tempi sono ristrettissimi considerato che il decreto Calabria bis, convertito in legge nei giorni scorsi, prevede all’articolo 3, comma 2, che entro 60 giorni dall’entrata in vigore il commissario ad acta per la sanità calabrese adotti il piano triennale di ristrutturazione della rete ospedaliera e dell’emergenza urgenza.

Ricordo a tutti che solo attraverso l’adozione di questo strumento programmatorio che Cariati può ritornare ad essere un ospedale e che, quindi, non si può sprecare nemmeno un secondo di tempo poiché vanno intraprese tutte le iniziative necessarie affinché si faccia comprendere l’importanza della struttura di Cariati all’interno della rete ospedaliera regionale.

La mancata pubblicazione della delibera dello scorso 4 dicembre è, pertanto, inaccettabile proprio perché sarebbe dovuta servire a chiedere al commissario Longo, con un atto istituzionale forte, di reinserire Cariati nella rete degli ospedali regionali per acuti. La stessa delibera sarebbe dovuta essere stata fatta propria da tutti i comuni di riferimento dell’ex ospedale di Cariati che avrebbero dovuto deliberare e rafforzare, quindi, tale richiesta.

Tutto ciò non è stato ancora fatto e qualcuno dei disamministratori, a cominciare dal presidente del consiglio comunale, dovrebbe darne spiegazioni ai Cariatesi.

Domani mattina, atteso questo sonno continuo in tema sanitario di tutti i disamministratori di Cariati, chiederò a tutti i consigli comunali del territorio di approvare con un urgenza una delibera di consiglio con la quale chiedere al commissario di Longo che in sede di redazione del piano triennale di ristrutturazione della rete ospedaliera e dell’emergenza urgenza inserisca anche l’ex ospedale di Cariati.

È l’unica e l’ultima speranza che abbiamo e che non può essere assolutamente sprecata.
Le condizioni ci sono tutte e non sono mai state così favorevoli.
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