28 ago 2014

Sibaritide: Turismo in crisi, l'estate non può finire il 23 agosto. Necessario aeroporto di Sibari

La drammatica fotografia di questa stagione turistica 2014, già miseramente finita per gli operatori commerciali, per tutti gli attori territoriali impegnati nel settore e più in generale per le attese di sviluppo di quest'area, suscita rabbia ed impone a tutti la necessità e l'urgenza di esigere e di rivendicare che non si perda altro tempo per la realizzazione a Sibari dell'aeroporto della Provincia di Cosenza.

É quanto sostiene l'assessore provinciale al governo del territorio Leonardo Trento sottolineando l'ormai insostenibile ed intollerabile gravità dei danni economici e dei ritardi storici imposti alla Sibaritide, una delle aree più produttive e potenzialmente attrattive della Calabria, da un gap infrastrutturale, subìto come primo handicap dalle popolazioni locali e sul quale la classe politica deve non solo riprendere il filo ma tentare tutte le strade per arrivare ad una soluzione efficace e veloce.

Non possiamo permetterci - dichiara Trento - un'altra sola stagione come questa. Non è possibile che già nello scorso weekend del 23-24 agosto spiagge, piazze, strade ed esercizi commerciali delle nostre località risultavano quasi deserte: uno spettacolo desolante, triste e che rappresenta soltanto la punta dell'iceberg di una crisi economica ma anche di appeal di questa terra, aggravato esponenzialmente da un isolamento che non possiamo più accettare. Alla Sibaritide ed al Pollino, alla Provincia di Cosenza ed all'intera Calabria serve - continua - uno scalo aeroportuale destinato a normalizzare, rispetto alle nostre destinazioni turistiche, il concetto stesso di distanza. Non avremo mai alcuna seria occasione di sviluppo turistico se le nostre località, seppur ricche di potenzialità, patrimoni e marcatori identitari capaci di concorrere su scala globale, resteranno ad oltre 2-3 ore di distanza dagli unici aeroporti disponibili. In queste condizioni - prosegue l'assessore provinciale - non c'è partita: o politica ed istituzioni considerano questa infrastruttura come l'unica via d'uscita dall'isolamento e dalla crisi oppure non converrà più a nessuno perseverare in nessun settore produttivo: da quello agrumicolo a quello turistico a quello artigianale e culturale. Il progetto - aggiunge - c'è così come ci sono i fondi e le reti imprenditoriali private interessate ad investire su questa leva strategica di sviluppo sostenibile. Sarebbe dunque inconcepibile un ulteriore ritardo della politica alla quale deve competere, senza alcun tentennamento, il saper rivendicare a tutti i livelli quella che non è mai stata e non è una richiesta territoriale. L'Aeroporto a Sibari restituirà, infatti, dignità e cittadinanza ad un'intera regione ed ad una parte intera di Mezzogiorno, tutto l'arco ionico da Taranto a Reggio Calabria, al quale è stato negato, in tutte le sue forme, il diritto fondamentale alla mobilità. La Repubblica deve sanare una ferita storica rimasta sempre aperta e mettere le nostre cittadinanze in eguali condizioni di concorrenza col resto del Paese e dell'Europa. Su questa priorità - conclude Trento - restiamo impegnati ed in prima linea, senza se e senza ma, affinché la prossima Giunta Regionale se ne occupi sin da subito.

25 ago 2014

Lettera di replica al Direttore del Quotidiano del Sud Rocco Valenti

Ancora una volta, purtroppo mi vedo costretto a scrivere al Direttore di un quotidiano per esercitare un diritto di replica a articoli che stravolgono con considerazioni personali il senso di quanto da me espresso. Di seguito la lettera inviata al Direttore del Quotidiano del Sud Rocco Valenti.


Dott. Rocco Valenti
Direttore de IL QUOTIDIANO DEL SUD 

Stimato Direttore, 

sono purtroppo costretto a registrare, ancora una volta, i fin troppo noti tentativi di disinformazione e di dileggio della mia persona messi artatamente in campo dal Suo corrispondente Pasquale Loiacono, abusando e servendosi, come da copione, della credibilità della testata giornalistica da Lei egregiamente guidata. 

È destituito di ogni fondamento, infatti, quanto quanto il corrispondente Loiacono tenta di attribuirmi nell'articolo pubblicato a pagina 24 dal titolo "Chiarezza sui transfughi di destra". Nell'articolo vengono stravolti, seppur con degli incisi, la dignità, il senso e gli obiettivi dell’esigenza e dei contenuti politici da me interpretati e manifestati pubblicamente. 

La mia libertà di pensiero e di azione, costruita e consolidatasi nel corso della mia esperienza amministrativa e sempre nel quadro coerente della tradizione socialista non può essere minimamente intaccata o messa in discussione da ricostruzioni fantasiose, e che non stanno né in cielo né in terra. 

È la storia recente di questo territorio a certificare che non appartiene alla mia formazione e alla mia cultura politiche né il cosiddetto "salto della quaglia" né improbabili tentativi di ingabbiamento della mia persona e delle mie opinioni attribuiti, come tenta di fare il corrispondente Loiacono, ora a questo ora a quel candidato alle primarie. 

Ho soltanto ribadito l’esigenza di coerenza e trasparenza, rivendicata dalla base del centro sinistra, della quale mi sono fatto interprete, di escludere in premessa e sin da ora qualsiasi velleitaria candidatura nell’ambito delle nostre liste avanzata se non addirittura pretesa da rappresentanti più o meno autorevoli della passata fallimentare giunta di centro destra. 

Il mio auspicio è che possa essere garantito ai lettori il diritto ad una corretta informazione liberandolo dalle manipolazioni di quanti, come il corrispondente in questione, dimostrano di rispondere soltanto a logiche diverse, sicuramente parziali e lesive della stessa immagine del Suo Giornale. 

Cariati, 25 Agosto 2014
                                                        Leonardo Trento

23 ago 2014

Chi ha sostenuto Scopelliti non può stare oggi con il Centrosinistra. Oliverio e Callipo siano chiari sui transfughi!

Che ben vengano i tentativi di rassicurazione dell’elettorato dei quali si sta facendo interprete il segretario regionale Magorno, ma le voci, più che insistenti, che circolano nelle segreterie di partito e nelle segreterie particolari, dicono e confermano purtroppo tutt’altro. E cioè che è già consistente la lista nera di consiglieri e anche di qualche assessore proveniente dalla passata e fallimentare esperienza regionale di centro destra, più che pronto, sicuro perché rassicurato sulla sua canditura nelle fila del centro sinistra. È data per certa perfino la continuità, dal centro destra al centro sinistra, per taluni assessorati!
 
Siamo all’assurdo ma – attenzione – non siamo certo noi a paventare questi scenari penosi e autolesionisti. Si tratta di indiscrezioni che, fatte circolare forse dagli stessi interessati e non smentite in nessun modo da nessuno, sono ormai praticamente di dominio pubblico. Tranne che si voglia far finta – e qualcuno sta giocando a far questo – di non sentirle.
 
Allora, dichiarazioni di principio a parte, ciò che serve oggi, soprattutto per quanti vogliono investire in un radicale progetto di cambiamento di questa regione, che interrompa prassi deleterie del passato che hanno distrutto la credibilità stessa di questa terra e della sua Politica, è una forte professione pubblica di massime trasparenza e coerenza da parte della nostra classe dirigente.
 
Ci si esprima chiaramente e subito su questo punto che rappresenta per migliaia e migliaia di nuovi elettori, soprattutto giovani, una insanabile discriminante. Entrambi i candidati alla guida di Presidente, Oliverio e Callipo, lo dichiarino senza mezzi termini e senza sotterfugi, ma col linguaggio semplice del cittadino di strada: il centro sinistra non potrà rappresentare un’alternativa credibile al quinquennio di Scopelliti se anche uno soltanto dei suoi ex sostenitori, consiglieri o peggio assessori, dovesse essere nostro sgraditissimo compagno di viaggio; ancor più sgradito alle migliaia di elettori che in tanto sentono di poter concederci la loro fiducia in quanto sapremo sin da ora dimostrare loro una rottura radicale con metodi, contenuti e uomini che hanno piegato su se stessa questa regione, escludendola da tutte le dinamiche di sviluppo. Non vi son altre strade.
 
L’equivoco, il trasformismo, l’ipocrisia, il tatticismo autoreferenziale rappresentano carte vecchie di una politica fallita e di uomini politici che, trasversalmente, hanno cancellato per decenni le speranze di riscatto di questa terra.

14 ago 2014

Sanità fallimento totale del Centrodestra, di Scopelliti e dei suoi Consiglieri regionali locali. Disagi scaricati su Rossano e Corigliano

Se, oggi, i cittadini del basso e dell’alto ionio e dell’Area Urbana Corigliano-Rossano non possono godere del diritto alla salute così come garantito in altri territori calabresi e d’Italia, ciò lo si deve sia alle scellerate ed assurde scelte di politica sanitaria messe in campo dalla fallimentare esperienza di governo del centro destra guidato dall’ex Governatore Scopelliti; sia all’incapacità, quando non vera e propria apatia, dimostrata in parallelo da quanti, eletti consiglieri regionali da questa vasta area della Sibaritide, non hanno minimamente rappresentato gli interessi e le esigenze fondamentali dei loro stessi elettori e dell’intera popolazione. 

Chi oggi tenta di prendere le distanze dal malgoverno regionale di questi anni, dimentica, stranamente, di essere stato in toto sostenitore delle scelte compiute dall'indiscusso ex Governatore Scopelliti il quale, come è ormai triste storia, senza tenere in nessuna considerazione la reale fotografia ed i dati numerici (poi dimostratisi veri e gravi) relativi all’effettiva domanda sanitaria di questo importante bacino di utenza, metteva in atto il suo cosiddetto piano di rientro, tagliando tra gli altri due importanti presidi sanitari della provincia di Cosenza, come gli ospedali di Cariati e di Trebisacce e depotenziando infine gli stessi ospedali di Corigliano e di Rossano. 

Mentre il basso e l’alto ionio difendevano a denti stretti l’esigenza, dimostrata vera e fondata dai numeri, di potenziare e semmai di migliorare l’offerta sanitaria esistente invece di tagliare ospedali e pronto soccorso, chi oggi si ripropone ad un posto di consigliere regionale era notoriamente in prima linea nel tessere le lodi di quella cancellazione progressiva del diritto alla salute perpetrato a danno di questo territorio e della sua stessa città e senza aver dato ancora oggi nessuna spiegazione ai cittadini rispetto a quelle scelte. Non si doveva disturbare il manovratore e nessuna delle proposte alternative, realistiche e di buon senso, che all’epoca venivano pubblicamente indirizzate alla Regione Calabria veniva mai seriamente presa in considerazione. - Di denunce di disagi e di disservizi anche gravi, di inefficienza organizzativa interna, di continui trasferimenti senza criteri per non dire sospetti, di riduzione del personale e dei servizi fondamentali è purtroppo ormai piena la cronaca quotidiana dagli ex ospedali di Cariati e di Trebisacce e dagli stessi ospedali di Corigliano e di Rossano, la cui fantomatica riorganizzazione in Ospedale Spoke è implosa e fallita. - In particolare la soppressione dei due pronto soccorso di Cariati e Trebisacce ha determinato un vuoto gravissimo nella risposta sanitaria nei casi di emergenza, ingestibile e non sopportabile dai due ospedali di Corigliano e di Rossano nei quali disagi, attese e disservizi di ogni tipo sono ovviamente triplicati a causa dell’improvviso affollamento dall’alto e basso ionio. 

È sotto gli occhi di tutti: sulla sanità territoriale è stato fatto un vero proprio disastro in questi anni. Tentare oggi di annacquare le chiare ed evidenti responsabilità, dirette e politiche, di chi è stato co-protagonista di questo scempio storico, sarà un’impresa ardua rispetto all’intelligenza ed alla pazienza delle popolazioni della Sibaritide che nella breve parentesi Scopelliti, con la complicità silente dei suoi consiglieri regionali locali, sono stati di fatto costretti ad aggiungere al dominio della classe politica cosentina (di centro sinistra) da una parte quello della classe politica reggina (di centro destra) dall’altra! 

La mala gestione della sanità in questo territorio ed il silenzio colpevole sul grido di allarme che la Sibaritide ha lanciato senza ascolto e senza interruzione fino ad oggi, rappresenta lo specchio fedele del fallimento plateale (su tutti i fronti: dal dissesto idrogeologico al turismo, dai trasporti ai rifiuti) non soltanto di un Presidente e della sua Giunta ma anche dell’intera squadra politica di consiglieri che fino a poco tempo ne rappresentavano i suoi muti alfieri periferici, alcuni dei quali non temono in queste ore di chiedere asilo politico dalla parte opposta. È da questa fotografia e da questa premessa storica che dovrà partire la reazione democratica di quanti, soprattutto giovani, ancora credono che il destino infelice di questa regione possa essere radicalmente cambiato e preso finalmente nelle proprie mani per restituire ai calabresi diritti e occasioni di crescita, violati e perse.

9 ago 2014

Metro Ionica: utilizzare subito fondi 2007-2013. Trasporti fallimento totale classe dirigente Calabrese. Esclusi da ogni programmazione UE

Se il dibattito sulla metropolitana leggera Sibari-Crotone, esploso in modo anche sospetto nell'ultimo periodo, venisse collocato, come è naturale, nel quadro di una più ampia discussione sui trasporti in Calabria (il vero buco nero regionale!) e sul peso della politica regionale e nazionale rispetto alla programmazione europea delle reti primarie (un investimento di 30 miliardi fino al 2030!), ci accorgeremmo della perfetta inutilità e della auto-referenzialità di certi interventi a mezzo stampa e perfino di talune stucchevoli iniziative istituzionali territoriali.
 
Sui trasporti, più che sulla sanità o sull'ambiente per intenderci, la Calabria certifica in modo eloquente e plateale il fallimento totale della classe dirigente, regionale e di riflesso nazionale degli ultimi decenni. In tema di grandi politiche comunitarie, questa regione è infatti fuori da ogni programmazione.
 
Il piano delle reti europee approvato a maggio del 2013 prevede una rete "core" (centrale), come rete portante europea ed una rete "comprehensive" (di secondo livello, nazionale) e la Calabria non è presente purtroppo nella rete "core". Un risultato pessimo che dimostra la scarsa capacità della politica calabrese e italiana (con errori di metodo e disattenzioni che si ripetono purtroppo anche con l'attuale Governo Renzi) di essere presente ed efficace nelle sedi competenti, cioè a Bruxelles, e nei momenti giusti, ovvero quelli della programmazione e della destinazione delle risorse comuni. Tanto è vero che, sempre nell'ambito della rete "core" sono stati cancellati l'attraversamento dello Stretto e l'Autostrada del Mare (ex corridoio 21); è stata esclusa la Rete Ferroviaria: la linea Salerno-Reggio Calabria rimarrà fino al 2050 "conventional rail".
 
Se poi consideriamo che nell'ambito della rete "comprehensive" la linea ferroviaria ionica non è considerata europea; che l'itinerario ionico è cancellato da Catanzaro Lido a Reggio Calabria, che tra gli aeroporti scompare dalle strategie UE quello di Crotone mentre Lamezia e Reggio sono "Comprehensive"; che nessun interporto è previsto in Calabria; che i porti di Corigliano e Crotone non sono classificati neppure di secondo livello, ci rendiamo conto ancora di più che il fallimento è davvero totale. A ciò si aggiunga, come è tristemente noto a tutti, che la Calabria è stata commissariata dalla UE dall'estate del 2013 perché non spende i propri fondi e che non esce dalla palude delle regioni povere, restando obbligata ad una nuova fase POR 2014-2020; che è inesistente una pianificazione dei trasporti così come non esistono piani di settore; che di fatto non esiste un piano regionale trasporti; che interporto e gataway ferroviario sono rimasti delle chimere nella logistica del porto di Gioia Tauro; che restano sempre a rischio chiusura gli aeroporti di Crotone e di Reggio così come è a rischio smantellamento la linea ferroviaria ionica.
 
A fronte, infine, di un debolissimo ruolo regionale nei confronti di Trenitalia e RFI la spesa accumulata dei fondi POR a fine 2013 nel settore dei trasporti in Calabria arrivava appena al 23% contro il 67,80% programmato. Quindi, se questa è la penosa fotografia generale della mobilità in una regione che non ha mai pianificato con metodi e strumenti adeguati, di cosa parliamo o di cosa si vorrebbe parlare quando ci si confronta, per lo più mediaticamente e non nella sostanza, sul progetto di metropolitana di superficie Sibari-Crotone? Si ha idea del fallimento totale nel quale questa regione ed i suoi trasporti sono stati relegati per incapacità politica senza altri eguali in Italia? Se non si parte da questa premessa e da questo quadro oggettivo, che rappresenta una ipoteca sullo sviluppo sostenibile dei prossimi decenni, parlare di qualsiasi altro progetto, sganciato da ogni contesto, è e continuerà ad essere come parlare del nulla.
 
E se davvero il territorio vuole la metro di superficie, non dilunghiamoci più in ulteriori dibattiti o in bellissime enunciazioni teoriche: chiediamo a gran voce l'utilizzo dei fondi della programmazione comunitaria 2007-2013 (e non un semplice inserimento nella nuova!). Quei fondi saranno presto restituiti indietro all'Europa perché miseramente non spesi. Investiamoli immediatamente su questo necessario progetto territoriale.

7 ago 2014

Mandatoriccio il Paese dei Gastronomi. Censire e promuovere eventi indentitari dell'intera Regione

L'identità enogastronomica custodita spesso nei nostri centri storici, insieme alla qualità della vita che ancora i nostri borghi riescono ad offrire, rappresentano una delle leve strategiche sulle quali rilanciare il turismo nella nostra regione. Il ricchissimo patrimonio di esperienze gastronomiche, di saperi legati alla terra, alle produzioni tipiche ed ai piatti della memoria, unitamente allo scrigno di paesaggi naturali ed architettonici minori, sintesi ed eredità di storie diverse e che caratterizzano e distinguono la nostra regione nel Sud e nel Mediterraneo, avrebbero dovuto non suggerire ma imporre tutt'altra politica regionale in tema di turismi. 

Sul food, attrattore che insieme al vino non conosce crisi nel mondo, la Calabria può e deve giocarsi carte vincenti ad oggi rimaste nei cassetti per miopia istituzionale. Serve una inversione ad U rispetto al fallimento delle politiche turistiche degli ultimi anni. E su manifestazioni come quella in programma domani a Mandatoriccio, organizzata dall’ARMIG (Associazione Ristoratori Mandatoriccesi e Italiani in Germania), che coniuga la tradizione della nostra terra ad una ormai affermata e consolidata arte culinaria italiana nel mondo, serve una diversa attenzione da parte delle nostre istituzioni; serve soprattutto una cornice regionale coerente ed unitaria capace di fare efficace marketing territoriale, promuovendo i principali eventi identitari di tutte e 5 le province e così attrarre ed emozionare flussi sempre più numerosi di "viaggiattori" nazionali ed internazionali in tutti i periodi dell'anno. 

 A lanciare la proposta di un censimento regionale degli eventi identitari e storicizzati, paese per paese, da confezionare in un prodotto editoriale di grande appeal turistico, multilingue e da distribuire su tutti i canali promozionali tradizionali e web è l'assessore provinciale al governo del territorio Leonardo Trento, alla vigilia di uno dei momenti più caratterizzanti della Sila Greca: il raduno annuale nella loro terra dei più affermati e numerosi chef di origini mandatoriccesi residenti ed operanti con successo in Europa e nel resto del mondo. Un'autentica e preziosa risorsa - dice Trento - che consacra questo piccolo ma dinamico comune dell'entroterra, senza eguali e paragoni per numeri e proporzioni, come il "Paese dei Gastronomi". 

La SAGRA DEI CAVATELLI, con il concerto de I RITURNELLA. L’evento, uno dei più attesi del territorio e della costa ionica, organizzato dall’ARMIG, l’Associazione Ristoratori Mandatoriccesi e Italiani in Germania, si terrà domani venerdì 8 agosto alle ore 21 in Piazza Garibaldi, nel centro storico. 

I grandi gastronomi Mandatoriccesi sparsi per il mondo – dichiara Cristoforo Amodeo Presidente dell’ARMIG - confermano ancora una volta il loro attaccamento alle origini ed attraverso la loro affermata esperienza nel mondo, ambiscono a valorizzare il territorio e la regione attraverso l’enogastronomia di qualità ed il food identitario.

2 ago 2014

Regionali, centrosinistra parli linguaggio della chiarezza. La gente non capirebbe assurdo trasformismo dei transfughi del centrodestra

Regionali, il centrosinistra parli, al suo interno ed alla gente, il linguaggio della chiarezza. Equivoci, ipocrisie e giochi di potere, fatti al chiuso di stanze e segreterie non saranno più tollerate dai calabresi che oggi più che mai vogliono e esigono trasparenza e coerenza nei contenuti, nei programmi e soprattutto nelle persone. Girando in questi giorni per i territori della nostra provincia e della nostra regione, si sentono sirene che danno candidati nelle liste a sostegno del centro sinistra anche esponenti autorevoli del centro destra; gli stessi consiglieri e assessori di q
uel centro destra che ci sta consegnando una regione letteralmente piegata su stessa. La gente non capirebbe tale assurda operazione trasformista di un accordo destinato soltanto a distruggere definitivamente la già debole identità democratica e dell'intero centro sinistra in Calabria. Dobbiamo essere capaci di proporre per questa nostra terra una alternativa credibile e durevole; diversa, distinta, opposta, negli uomini, nei metodi e nei contenuti al film già visto e del quale in questi mesi che ci sapranno dal voto vedremo soltanto i titoli di coda.
 
È stato, questo, uno dei passaggi più forti dell'intervento dell'assessore provinciale al governo del territorio, candidato alle prossime elezioni regionali, Leonardo Trento che ha partecipato, ieri (venerdì 1 agosto), all'evento politico promosso presso la sala consiliare di Mandatoriccio per la presentazione ufficiale del nuova gruppo consiliare cittadino del PD.
 
Oltre a Trento, all'iniziativa dal titolo “LA CALABRIA CAMBIA VERSO. CALLIPO”, coordinati da Maria Parrotta, Capo Gruppo Pd al Consiglio Comunale, sono intervenuti il consigliere comunale Franco Brunetti, il Sindaco Angelo Donnici, che come si ricorderà fu il primo sindaco dello ionio ad aderire all’area dell’attuale Premier Renzi, il vicesindaco Filippo Mazza, il consigliere regionale del PD Franchino ed il Segretario regionale del PD Ernesto Magorno. Trento ha colto l'occasione per ribadire la necessità che il centro sinistra non lesini sforzi per preferire le ragioni dell'unità dimostrandosi capace di dare ascolto alle esigenze reali dei territori, soprattutto quelli periferici.
 
Trentoè tornato, infine, sulla questione Tribunale di Rossano, sottolineando il grave comportamento del Ministro Orlando venuto nei giorni scorsi a Cosenza senza offrire sulla sciagurata vicenda e su questo plateale errore quelle garanzie e quel cambio di direzione che tutti ci aspettavamo.
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