8 mar 2014

Una proposta concreta alla soluzione dell'emergenza rifiuti che sarà presentata mercoledì 12 marzo alla Regione Calabria

È possibile trasformare i rifiuti solidi urbani (RSU) in combustibile solido secondario (CSS) utilizzabile a sua volta come sostituto del carbone negli impianti industriali. Si tratta di un impianto semplice ed economico, ad inquinamento zero, che trasforma il rifiuto in risorsa, direttamente utilizzabile. Un progetto frutto di tecnologia italiana che richiede non più di 120 giorni di lavori per la realizzazione. Questo, oltre a consentire il riciclo al 100% degli RSU, supererà definitivamente il sistema delle discariche. Si tratta di impianti già disponibili in Italia e sperimentabili nel nostro territorio.  Ãˆ, questa, la proposta avanzata e spiegata dall’assessore provinciale all’urbanistica Leonardo Trento che i sindaci del Basso Ionio riunitisi ieri (venerdì 7) al Palazzo di Città presenteranno alla Regione Calabria mercoledì 12. Il territorio procederà su questa strada anche di fronte ad eventuali dinieghi della Regione Calabria avvalendosi di canali di finanziamento ministeriali disponibili nell'immediato. Alla riunione dei sindaci, erano presenti Filippo Sero, Angelo Donnici di Mandatoriccio, Gerardo Aiello di Mirto Crosia, Franco Mangone di Calopezzati, Mauro Santoro di Terravecchia e Mario Salvato di Scala Coeli. Hanno fatto pervenire la loro adesione i sindaci di Campana, Longobucco e Caloveto, assenti per impedimenti. Attraverso questo impianto a inquinamento zero si trasformano i rifiuti solidi urbani in combustibile industriale. Questa sarebbe la destinazione della frazione del tal quale che residuerebbe dalla raccolta differenziata. Tenuto conto che ad oggi, nei fatti Bucita non funziona per la differenziata, questa soluzione consentirebbe il riciclo totale già nei tempi necessari per l’affinamento della differenziata e, nel breve termine, di superare le periodiche emergenze.


6 mar 2014

Convegno a Cosenza su "I Contratti di Fiumi"

I CONTRATTI DI FIUME. Una pianificazione e una gestione responsabile a tutela dei cittadini e del territorio. È, questo, il tema del convegno che si terrà domani, venerdì 7 marzo alle ore 10, presso la Sala Nova del Palazzo della Provincia in piazza XV Marzo, a Cosenza. Obiettivo: contenimento del degrado eco-paesaggistico e riqualificazione dei territori dei bacini idrografici.

All’incontro sono stati chiamati a contribuire alla realizzazione di un programma di azioni pluriennali, quindi programmi di opere pubbliche, piani urbanistici, piani territoriali e paesaggistici, piani di settore, programmi operativi regionali o nazionali, non solo Regioni, Province, Comuni, Organismi di programmazione idrica, idrogeologica, idraulica, paesaggistica, agricola, Autorità di Bacino, ATO Idrici, Genio Civile, Soprintendenze ai Beni Culturali, Paesaggisitici ed Ambientali, Ispettorati Forestali, Comuni, Enti Parco, ecc. ma anche abitanti, comunità locali rurali e urbane, settori produttivi agricoli, industriali e terziari.

Al convegno parteciperanno Leonardo Trento, assessore Provinciale al Governo del Territorio, Giovanni Soda, Dirigente del Settore Programmazione e Valorizzazione del Patrimonio Architettonico, Paesaggistico e Ambientale della Provincia, Massimo Bastiani, Coordinatore Scientifico del Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume, Andrea Bianco, Ricercatore presso l’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale, Saverio Putortì, Direttore Generale del Dipartimento Urbanistica della Regione Calabria, Gino Mirocle Crisci, Rettore dell’Università della Calabria, e Mario Oliverio, Presidente della Provincia.

Da quella che è forse l’unica città fluviale del Sud, con un Convegno realizzato in collaborazione con il Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume e con la Società dei Territorialisti, la Provincia di Cosenza lancia una discussione su un tema inedito, i Contratti di Fiume, appunto, che possono essere considerati uno strumento innovativo per la costruzione delle condizioni migliori al fine di rigenerare gli ecosistemi fluviali, migliorare la qualità delle acque, riqualificare i paesaggi vallivi e fluviali, presiedere alla sicurezza idraulica. I Contratti di Fiume, del resto già diffusi in molte parti del mondo e d’Europa e compresi dell’agende governative di diversi Paesi, possono consentire un più efficace coordinamento delle politiche di prevenzione del rischio idrogeologico, una migliore presa in carico delle problematiche di manutenzione e cura dei territori e dei paesaggi fluviali, la valorizzazione dei bacini idrografici, il controllo della qualità delle acque, in coerenza con gli obiettivi europei di sviluppo sostenibile, equilibrio territoriale, qualità della vita e dell’ambiente.

I fiumi ed i contesti vallivi – spiega l’Assessore Trento - costituiscono una componente strutturante della storia, delle culture, dei paesaggi, delle economie e delle forme di socialità che, nel corso dei secoli, hanno plasmato gli accadimenti, presieduto alla costruzione del territorio e reso unica, riconoscibile ed originale la vicenda europea ed italiana. Soprattutto lungo i fiumi e nelle valli ha preso corpo e sostanza la cultura europea e si è formata l’identità delle molteplici comunità di popoli e nazioni che la compongono. I fiumi, piccoli o grandi, sono stati potenti motori della storia. Dai fiumi è dipesa e dipende la vita delle città, dei paesi, degli abitanti. Gli insediamenti e le città si addensano lungo i fiumi e le valli. Intere economie sono fondate sulle risorse naturali, idriche, paesaggistiche, geografiche dei fiumi e delle valli. Tuttavia, solo per fare un esempio, le vittime ed i danni delle inondazioni, delle frane e, in generale, del dissesto idrogeologico che investe montagne, colline, valli e pianure dimostrano, come emerge drammaticamente ogni anno, quanto sia fondamentale mettere a fuoco e praticare una visione complessiva, integrata, unitaria. Serve un approccio multidisciplinare, multiattoriale, multisettoriale che preveda la partecipazione e il confronto di tutti gli attori del dominio pubblico e dell’universo del privato. Per raggiungere le finalità della sicurezza, della mitigazione e prevenzione dei rischi idrogeologici, della valorizzazione paesaggistica, dell’uso sostenibile delle risorse, del riequilibrio ambientale, della cultura dell’acqua, della fruizione turistica sostenibile.

28 feb 2014

Riccardo Nencini nominato Vice Ministro delle Infrastrutture. Soddisfazione dei Socialisti Calabresi

A nome mio personale e di tanti socialisti cosentini e calabresi esprimo grande apprezzamento e gli auguri più sentiti di buon lavoro al neo vice ministro alle infrastrutture Riccardo Nencini, segretario nazionale del partito. 

Con l'ingresso del compagno Nencini nel neonato Esecutivo Renzi, dopo circa 20 anni i socialisti rientrano in una compagine di governo nazionale. E' per noi un momento importante, non soltanto dal punto di vista politico ma anche per la qualità e l'impegno che, come rappresentanti della più longeva forza politica moderna della nostra nazione, riteniamo di poter continuare ad offrire per le speranze e le attese di rinascita e sviluppo ordinato del nostro Paese in Europa e nel mondo. 

La scelta di Nencini, in particolare, in un dicastero che soprattutto noi socialisti meridionali consideriamo strategico, come quelle per le infrastrutture ed i trasporti, non potrà che rappresentare un valore aggiunto per le iniziative di attenzione che da anni portiamo avanti alle nostre latitudini per denunciare la necessità di un superamento del gap infrastrutturale che vive la Calabria e soprattutto il suo versante ionico. Priorità come l'ammodernamento della SS106 ed il rilancio delle reti portuale e aeroportuale potranno contare su una presenza socialista in seno al nuovo Governo e vicina, per cultura e storia politica, alle aspettative della nostra gente.

28 dic 2013

Mozione al Senato del PSI per il ripristino del Tribunale di Rossano

Geografia giudiziaria. Ripristinare il Tribunale di Rossano, in ragione del tasso di impatto della criminalità organizzata. Guardare anche alla specificità territoriale del bacino di utenza e alla situazione infrastrutturale. Il Senatore (PSI) Buemi è il primo firmatario di una mozione socialista presentata al Governo, sottoscritta anche dal senatore Riccardo Nencini Segretario Nazionale PSI e dal Senatore Fausto Longo.

A darne notizia, in stretta collaborazione e dialogo con lo stesso Buemi, è l’assessore provinciale alle politiche del territorio (PSI), Leonardo Trento che coglie l’occasione per sottolineare ancora una volta l’impegno del senatore socialista piemontese, corredato ormai da numerose iniziative in Senato ed anche sul territorio, a difesa del presidio rossanese, ingiustamente privato di una dignità e di una funzione non soltanto storica ma essenziale e necessariamente rispondente alla domanda ed esigenza di giustizia di questa importante area della provincia di Cosenza.
È evidente – dichiara Trento – l’impegno concreto assunto e mantenuto, giorno dopo giorno, dal senatore Buemi su questa assurda vicenda territoriale che ci vede coinvolti. Ed è altrettanto evidente l’interessamento diretto del Partito Socialista nazionale su nostra sollecitazione. Sulla chiusura del Tribunale di Rossano – aggiunge – sembra purtroppo prevalere un’asfittica logica burocratica nella quale assume caratteri ormai ridicoli l’inesistente peso politico del Ministro della Giustizia e del Governo tutto. Del resto – conclude Trento – non é riuscito, ad oggi, a produrre risultati tangibili l’appello, del quale ci siamo fatti interpreti nelle settimane scorse, ad una maggiore e concreta determinazione di tutte le forze politiche affinché si potesse determinare una inversione di rotta.

La soppressione del Tribunale di Rossano – si legge nella mozione socialista – si configura come palese violazione delle linee guida sulla revisione della geografia giudiziaria per favorire le condizioni di accesso ad un sistema giudiziario di qualità, redatte il 21 giugno 2013 dalla Commissione europea per l’efficienza della giustizia (CEPEJ) del Consiglio d’Europa, visto che la distanza da Castrovillari è di 60 chilometri (con punte di distanza, da altri comuni del circondario, superiori ai 100 chilometri), con solo una strada statale assai disagevole (paradossalmente, Cosenza è più facilmente raggiungibile) e senza mezzi pubblici di collegamento né reti ferroviarie. I provvedimenti – si legge ancora nelle premesse – con i quali veniva autorizzata la prosecuzione dell’indicata attività giudiziaria, sono stati, in alcuni casi, contestati e disapplicati dai dirigenti degli Uffici giudiziari, determinando ulteriori problemi e causando il disorientamento negli operatori di giustizia. Al riguardo, il caso del Tribunale di Rossano è particolarmente deplorevole, visto che l’autorizzazione ha riguardato anche la trattazione dei procedimenti penali, eppure il relativo decreto è stato inspiegabilmente disatteso dal presidente del tribunale di Castrovillari.

23 dic 2013

Isolamento infrastrutturale Sibaritide: politica inverta subito rotta

Mentre questa sola parte della Calabria continua a subire un arretramento infrastrutturale ed un ritardo di investimenti che non hanno giustificazioni ed eguali nella storia dell’autonomia regionale, qualcuno continua a fare tappa su questo territorio ribadendo promesse già ampiamente disattese e facendo finta di non sapere che, in tutte le scelte compiute fino ad oggi dalla Regione, la Sibaritide è stata quella che ha subito più di altri tagli e privazioni ingiustificate ed a oggi inspiegabili.

Purtroppo, il redigendo Piano Regionale dei Traspori non contiene nessun segnale e nessuna speranza in merito a quelle che sono le evidenti e drammatiche esigenze di quest’area da sempre esclusa da previsioni ed investimenti.

Di questo isolamento infrastrutturale devono farsi carico al più presto, con fatti e non a parole, tutte le forze politiche.

Non può continuare a passare nel silenzio più assoluto, l’assenza totale di investimenti sulla SS106 tra Sibari e Crotone, con un chiaro disegno che l’ANAS persegue ormai da anni, quello cioè di dirottare volutamente il traffico sulla A3 a Firmo e Lamezia.

Un esempio su tutti: il tratto tra Rossano e Crucoli, che continua ad essere quello tra i più pericolosi d’Italia, tristemente segnato come pochi altri dal numero delle vittime della strada e pur tuttavia lontano dall’essere attenzionato come dovrebbe da tutte le istituzioni competenti. Eppure, proprio su questo specifico segmento della SS106, già nell’immediato, può essere avviato un utilissimo progetto di allargamento e messa in sicurezza dei tratti extraurbani sul tracciato esistente. Un intervento, fattibile e che consentirebbe ai numerosi automobilisti di percorrere quel tratto di SS106 con sicurezza maggiore rispetto ad oggi.

Nel mentre nel Paese si discute di alta velocità ferroviaria, la nostra linea ferrata, degli inizi del '900, resta fuori da ogni tipo di programmazione di investimenti per elettrificazione e vede attiva una sola "lettorina" d’altri tempi che viaggia, purtroppo, una sola volta al giorno!

In altri territori la Regione investe su metropolitane di superficie. Da noi, invece, quella che potrebbe rappresentare una strategica opportunità di collegamento e sviluppo, attraverso politiche certe e chiare di mobilità sostenibile, tra Sibaritide e Crotonese, resta, ancora una volta, una pagina bianca, cancellata da ogni canale di investimento.

In quello stesso Piano in fase di redazione, infine, nonostante la forte richiesta che proviene dal territorio, nulla si dice dello scalo aeroportuale di Sibari e nessuna ipotesi di diverso sviluppo si intravede tanto meno per il porto di Corigliano.

La fotografia di come appare oggi la Sibaritide, soprattutto il basso ionio cosentino è drammatica ed allo stesso tempo suscita rabbia e indignazione se confrontata agli investimenti che altre zone della regione stanno facendo registrare. L’isolamento è totale. Per questo l’obiettivo che dobbiamo porci, considerandola la priorità politica ed istituzionale del nuovo anno, dovrà essere solo ed esclusivamente una seria assunzione di responsabilità, ciascuno per le proprie competenze e rispetto al proprio percorso politico, di fronte a queste evidenze che sono diventate ormai un’ingiustizia subita quotidianamente da una popolazione considerata da troppo tempo di serie C, dalla cosiddetta "politica importante".
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