24 giu 2021

Sindaco di Cariati avrebbe fatto meglio a tacere. Delibera di dichiarazione del Dissesto del Comune di Cariati totalmente illegittima e contro legge.

Il sindaco di Cariati continua, affannosamente, a scaricare su altri, i soliti che “hanno amministrato in passato”, tutta la propria incapacità, ormai certificata, nel (mal) gestire il comune di Cariati.

 

E, invece di essere conseguente con il proprio fallimento e rassegnare le dimissioni da una carica che ha dimostrato di non saper affatto esercitare, cerca di continuare con la faccia tosta che si ritrova, a prendere per i fondelli i Cittadini di Cariati, convinta come è che a lei tutto è concesso e che lei tutto può fare.

 

Imputare il proprio fallimento politico e amministrativo ad una “illegittima” dichiarazione di dissesto, da lei, del resto, fortemente voluta, dimostra, semmai ci fosse ancora il bisogno, che oltre che per il pennacchio, fare il sindaco e saper amministrare una Comunità non è cosa sua.

 

Infatti, un sindaco capace, dovrebbe sapere e, soprattutto dovrebbe non mentire ai propri concittadini, che con la dichiarazione di dissesto il comune riparte da una nuova gestione finanziaria e che tutti i debiti accumulatisi nel tempo vengono affidati alla gestione di un organismo di liquidazione. Quindi, questa disamministrazione avrebbe dovuto saper gestire oculatamente il bilancio, mettendo in pratica quanto sbandierato sui palchi. Invece, come sempre, il sindaco predica bene e razzola male e, in soli 4 anni dal 2017 al 2021, è stato capace di creare uno squilibrio di bilancio per circa 20 milioni di euro. Il tutto con l’aggravante di non aver avuto la capacità di realizzare nulla, e sottoscrivo nulla, di positivo per la collettività.

 

Per quanto riguarda il provvedimento, assai sommario, della Corte dei Conti, tra l’altro già oggetto di opposizione, mi preme evidenziare una serie di macroscopiche incongruenze sulle quali sono disponibile sin da subito a confrontarmi con il sindaco di Cariati o con chiunque abbia interesse a farlo.

 

La Corte dei conti non è voluta entrata nel merito della dichiarazione di dissesto del 2016 e della effettiva sussistenza delle condizioni previste per la declaratoria dello stesso. Se lo avesse fatto, di certo avrebbe dovuto disapplicare quella delibera in quanto totalmente illegittima e contro legge!

La normativa in materia di dissesto finanziario degli enti locali e le indicazioni ministeriali stabiliscono, infatti, che nella procedura di dissesto vada considerato solo ed esclusivamente l’indebitamento pregresso e, cioè, “la sommatoria del disavanzo di amministrazione risultante dal conto consuntivo dell’ultimo esercizio precedente il dissesto (anno di riferimento 2015) e dei debiti fuori bilancio, verificatisi prima dell’anno di riferimento del dissesto (prima del 2016), riconoscibili in quanto rispondenti ai fini istituzionali dell’ente locale”.

Tenendo conto di quanto previsto dalla legge, cosa assai rara negli ultimi 5 anni al comune di Cariati, l’entità reale del dissesto è di circa 9 milioni di euro e non certo di 31,5 milioni come il sindaco di Cariati, mentendo spudoratamente, continua a sbandierare.

 

Relativamente alla mia posizione, del tutto marginale avendo ricoperto la carica di semplice consigliere comunale, non si rinviene negli atti oggetto di contestazione alcuna colpa grave che avrebbe potuto portare ad una mia anche minima responsabilità nell’aver causato il dissesto del comune di Cariati. Così come, è noto a tutti, che non ho mai percepito alcuna indennità o compenso o altro emolumento dal comune di Cariati e, nonostante abbia prodotto la documentazione comprovante tale evidente situazione, sono stato, stranamente, condannato a restituire quanto “spettante e percepito”, ovvero 501,00 €.

 

Potrei continuare ad elencare motivi per i quali resto fiducioso dell’esito di tale procedimento contabile. Una cosa però è certa, in attesa dell’esito definitivo del giudizio, il sindaco di Cariati avrebbe fatto meglio a tacere o a riportare correttamente la notizia senza stravolgerne i contenuti per meri fini di audience personale o per spargere veleno e tentare di demolire, come da sempre fa, chi intralcia la propria strada. Ciò, anche e soprattutto, in considerazione dei ben più noti ed acclarati fatti di cui la stessa è chiamata a rispondere davanti all’autorità giudiziaria.

 

26 apr 2021

Ennesimo Bilancio falsato approvato dal Consiglio comunale di Cariati


L’equilibrio del bilancio, per ogni amministratore pubblico, dovrebbe essere il punto fondamentale della propria azione politica e amministrativa con la continua ricerca di un bilanciamento reale tra le risorse disponibili e le spese necessarie per il perseguimento delle finalità pubbliche.

A Cariati, accade però, che quanti continuano ad ergersi a paladini della buona amministrazione, pur di mantenere la comoda poltrona alla quale sono incollati, continuino ad approvare, da tre anni ormai, bilanci che nulla di reale hanno, dove le risorse disponibili vengono gonfiate ad arte al solo fine di raggiungere equilibri fittizi.

Un bilancio, che non programma alcunchè per il futuro e che non affronta nessuno dei tantissimi problemi che sta vivendo Cariati: risorse scadenti o inesistenti per la gestione fognaria, per il porto, per le politiche sociali, per il turismo, per la cultura, per la scuola, per i giovani, per gli anziani. Nessuna politica di incentivi e sostegni per le stremate categorie produttive del nostro terriotorio, che continuano ad essere totalmente abbandonate da questa disamministrazione comunale. Nessun investimento importante e strategico nei settori rilevanti della nostra comunità.

Solo risorse per gli amici che si occupano di contenzioso e null’altro!

Tutto ciò, a fronte di previsioni di entrata fittizie, riproposte per il terzo anno consecutivo, per oltre 4 milioni di euro di accertamenti sull’IMU, sulla TARI, sulla TASI, sull’Acqua per gli anni dal 2017 al 2020; a fronte di residui su tributi non incassati negli ultimi 4 anni per oltre 10 milioni di euro; a fronte dell’iscrizione di somme fasulle sui fondi previsti a garanzia del bilancio.

Un bilancio falsato ed in rosso per circa 20 milioni di euro in soli 4 anni che conferma il disastro politico, amministrativo, finanziario di chi è incapace di amministrare Cariati e, pur consapevole dei danni irreparabili che sta producendo, continua a rimanere incollato alla poltrona.

7 gen 2021

Documento per la riapertura dell'Ospedale di Cariati inviato a tutti i Comuni del territorio per l'approvazione


Oggi ho trasmesso ai protocolli dei Comuni di Bocchigliero, Calopezzati, Caloveto, Campana, Cirò, Cirò Marina, Corigliano-Rossano, Cropalati, Crosia, Crucoli, Longobucco, Mandatoriccio, Paludi, Pietrapaola, Scala Coeli, Strongoli, Terravecchia, Torre Melissa, Umbriatico, un documento relativo alla riapertura dell'Ospedale di Cariati da sottoporre ad adozione del Consiglio comunale.

 

Ai Sindaci e ai Presidenti del consiglio comunale dei comuni del territorio di riferimento dell’Ospedale di Cariati ho chiesto di deliberare in tempi brevissimi e di trasmettere il deliberato al Commissario ad acta della Sanità Calabrese, dott. Guido Longo.

Ciò in considerazione di quanto disposto dal decreto Calabria bis, convertito in legge nei giorni scorsi, che prevede all’articolo 3, comma 2, che entro 60 giorni dall’entrata in vigore il Commissario ad acta per la sanità calabrese adotti il Piano triennale di ristrutturazione della Rete ospedaliera e  della Rete dell’emergenza urgenza.

È solo attraverso l’adozione di questo strumento programmatorio che Cariati può ritornare ad essere un ospedale e che, quindi, non si può sprecare nemmeno un secondo di tempo poiché vanno intraprese tutte le iniziative necessarie affinché si faccia comprendere l’importanza della struttura di Cariati all’interno della rete ospedaliera regionale.

Questo il testo del documento:

 

IL DOCUMENTO INVIATO AI COMUNI DA SOTTOPORRE AD APPROVAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE


L’Ospedale V. Cosentino di Cariati è entrato in funzione nel 1978 ed è rimasto in attività fino al 2010 quando, con il DPGR 18/2010, il commissario per il piano di rientro dal deficit sanitario della regione Calabria, per scelte esclusivamente politico – demagogiche, decise di chiudere l’ospedale di Cariati insieme ad altre 17 strutture della nostra Regione.

L’ospedale di Cariati, che ha sempre offerto negli anni servizi sanitari eccellenti, aveva prima della sua chiusura 62 posti letto e costava al servizio sanitario regionale calabrese circa 7 – 8 milioni di euro all’anno. Il tasso di occupazione della struttura era dell’81,46%, a fronte di una richiesta minima del 75%, e i costi venivano interamente coperti da una produzione ospedaliera che riusciva addirittura a far chiudere i bilanci in attivo.

Il solo reparto di ostetricia e ginecologia, nel quale nascevano più di 500 bambini ogni anno, produceva DRG (raggruppamenti omogenei di diagnosi – unità di misura della produzione delle strutture ospedaliere) per oltre 1,5 milioni di euro. Il tutto con due medici e personale paramedico ridotto, con numeri ampiamente maggiori rispetto ad altre strutture della nostra regione che avevano comunque a disposizione dotazioni organiche completamente diverse.

La scelta del commissario per il piano di rientro dal deficit sanitario della regione Calabria, ha lasciato il nostro territorio senza alcuna copertura sanitaria e, di conseguenza, ha privato oltre 100 mila cittadini di quel diritto alla cura e alla salute sancito dalla Costituzione della Repubblica.

Nessuno dei commissari governativi inviati dallo stato in Calabria in questi 10 anni ha mai voluto sentir parlare di riapertura dell’Ospedale di Cariati. Tutti hanno sempre messo davanti a quel diritto sacrosanto i conti della sanità, che a dire loro, rappresentanti dello stato, erano più importanti della vita delle persone.

Con il DPGR 18/2010 la Regione Calabria, dopo un'attenta ricognizione con relativa analisi dei consumi e della produzione ospedaliera ha definito il fabbisogno di assistenza della popolazione tenendo conto dell'appropriatezza clinica, organizzativa e di efficienza del processo produttivo alla luce di quanto previsto dal Patto della Salute, dell'analisi epidemiologica del proprio contesto, della sicurezza degli ospedali e delle condizioni orografiche e tempi di percorrenza, ha avviato il riordino della capacita recettiva di ciascuna Azienda.

Nel territorio della Sibaritide è stato istituito lo Spoke Corigliano-Rossano, articolato in due stabilimenti, e sono stati soppressi gli Ospedali di Trebisacce e di Cariati. Tale decisione ha però ridotto notevolmente i LEA, Livelli Essenziali di Assistenza, che sono scesi al di sotto dell’uno per mille abitanti. A fronte di questa razionalizzazione, i LEA nell’area della Sibaritide si sono ridotti notevolmente e sono divenuti i più bassi dell’intera Regione Calabria. Con il DCA 64/2016 allo Spoke Corigliano – Rossano sono stati assegnati sulla carta 273 Posti letto di cui 225 per Degenza Ordinaria. Nello stesso DCA si legge che i Posti letto (HSP 12 anno 2015) al 17 febbraio 2016 sono 238 di cui 180 per degenza ordinaria. Tenendo in considerazione questi dati la percentuale di LEA nella Sibaritide al Febbraio 2016 sarebbe di LEA Acuti 0,93 e di LEA Post Acuti 0. Ad oggi i posti letto disponibili nello Spoke Corigliano – Rossano sono ancora inferiori.

Pertanto, risulta inaccettabile che ad un territorio così vasto vengano assegnati meno di 200 posti letto per mille abitanti a fronte di una previsione normativa di almeno 580 posti per Acuti e nessun posto letto per Post acuti a fronte di una previsione normativa di 135 per Post acuti.

Ad oggi, la situazione organizzativa contrasta fortemente con le previsione degli atti prodotti dai vari Commissari e dai Direttori Generali delle ASP. Infatti, ci sono comuni dell’entro terra che impiegano più di un’ora per raggiungere lo Spoke di Rossano-Corigliano e ciò, contrasta con le previsioni normative sulla sicurezza degli ospedali e delle condizioni orografiche e tempi di percorrenza per raggiungere questi ultimi. Chi ha redatto quei piani di certo non ha tenuto in considerazione la realtà territoriale della Sibaritide e la tutela del diritto alla salute per questo territorio.

L’ Ospedale di Cariati, che è l’unica struttura ubicata direttamente sulla SS 106, si presenta ancora oggi, a 11 anni dalla chiusura in buonissime condizioni di conservazione generale con impianti funzionanti ed in attività che vengono manutenuti con regolarità (l’impianto di riscaldamento, la rete di distribuzione dell’Ossigeno in tutte le stanze di degenza e la presenza di climatizzatori per il fresco quasi ovunque; la rete elettrica è collegata ad un gruppo di continuità).

La struttura ha una superficie complessiva di 13000 metri quadrati.

L’investimento finanziario utile quindi alla riattivazione dell’Ospedale di Cariati sarebbe minino rispetto ai servizi sanitari che potrebbe offrire ad una vastissima utenza oggi privata di ogni tipo di garanzia del diritto alla salute.

Il decreto Calabria bis, convertito in legge nei giorni scorsi, prevede all’articolo 3, comma 2, che entro 60 giorni dall’entrata in vigore il commissario ad acta per la sanità calabrese adotti il piano triennale di ristrutturazione della rete ospedaliera e dell’emergenza urgenza.

Solo attraverso l’adozione di questo strumento programmatorio che Cariati può ritornare ad essere un ospedale e che, quindi, non si può sprecare nemmeno un secondo di tempo poiché vanno intraprese tutte le iniziative necessarie affinché si faccia comprendere l’importanza della struttura di Cariati all’interno della rete ospedaliera regionale.

Pertanto, è necessario che tutti i Comuni del territorio di riferimento dell’Ospedale di Cariati adottino in tempi brevissimi un deliberato con il quale chiedere al Commissario ad Acta per la Sanità calabrese ed al Ministro della Salute il reinserimento dell’Ospedale di Cariati all’interno della rete regionale ospedaliera per acuti ed in quella dell’emergenza urgenza.

Questa scelta programmatoria che dovrà essere compiuta nei prossimi giorni rappresenta l’ultima possibilità di riattivazione dell’Ospedale di Cariati.

In considerazione di quanto suddetto e premesso che,

a seguito della situazione emergenziale del momento, sono emerse all’attenzione nazionale tutte le inefficienze della già disastrata Sanità pubblica calabrese e, in particolare, l’assoluta inadeguatezza dell’offerta sanitaria sui territori del basso ionio cosentino e dell’alto crotonese;

da mesi ormai, i Cittadini dei territori del basso ionio cosentino e dell’alto crotonese chiedono a gran voce a chi di competenza di attivarsi per la riapertura dell’Ospedale di Cariati;

Considerato che, il decreto Calabria bis, decreto-legge 10 novembre 2020, n. 150, convertito in legge nei giorni scorsi, prevede all’articolo 3, comma 2, che entro 60 giorni dall’entrata in vigore il Commissario ad acta per la Sanità calabrese adotti il piano triennale di ristrutturazione della rete ospedaliera e dell’emergenza urgenza e che quindi, occorre ribadire, ancora una volta e mai come in questo momento, con atti istituzionali concreti la necessità di riorganizzare l’offerta sanitaria sul territorio calabrese ed in particolare sui territori del basso ionio cosentino e dell’alto crotonese con l’inserimento immediato dell’Ospedale di Cariati nella rete ospedaliera regionale per acuti e dell’emergenza urgenza.

Tanto premesso e considerato,

Il Consiglio Comunale di……………………., con voti…….

DELIBERA

Di chiedere al Commissario ad acta per la Sanità calabrese, dott. Guido Longo, di voler inserire in sede di redazione del Piano triennale di ristrutturazione della Rete ospedaliera e nella Rete dell’emergenza urgenza, previsti dall’art. 3, comma 2, del decreto-legge 10 novembre 2020, n. 150 , coordinato con la legge di conversione 30 dicembre 2020, n. 181 recante “Misure urgenti per il rilancio del servizio sanitario della Regione Calabria e per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario”.

Di dichiarare con separata votazione il presente atto immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134, comma 4, del d.lgs 267/2000.

 

Mi auguro che tutti i Comuni del Territorio adotteranno questo documento.

6 gen 2021

Ma i disamministratori di Cariati ci sono o ci fanno?

La domanda nasce spontanea poiché sono passati la bellezza di 32 giorni dal consiglio comunale di Cariati, convocato con urgenza e come sempre dai consiglieri comunali di minoranza, per discutere un unico punto all’ordine del giorno “Emergenza sanitaria - riapertura immediata ex ospedale di Cariati” ed ancora non si è trovati il tempo materiale di scrivere e pubblicare la delibera del consiglio stesso.

Delibera, i cui contenuti non erano stati condivisi da noi consiglieri di minoranza, che, comunque, sarebbe dovuta essere stata inviata con urgenza al commissario straordinario Longo e al ministro della salute Speranza.

Ad oggi non si ha, purtroppo, nessuna notizia della stessa e nessuna notizia di quali iniziative stiano portando avanti i disamministratori di Cariati sulla questione sanità riapertura ospedale di Cariati.
Eppure i tempi sono ristrettissimi considerato che il decreto Calabria bis, convertito in legge nei giorni scorsi, prevede all’articolo 3, comma 2, che entro 60 giorni dall’entrata in vigore il commissario ad acta per la sanità calabrese adotti il piano triennale di ristrutturazione della rete ospedaliera e dell’emergenza urgenza.

Ricordo a tutti che solo attraverso l’adozione di questo strumento programmatorio che Cariati può ritornare ad essere un ospedale e che, quindi, non si può sprecare nemmeno un secondo di tempo poiché vanno intraprese tutte le iniziative necessarie affinché si faccia comprendere l’importanza della struttura di Cariati all’interno della rete ospedaliera regionale.

La mancata pubblicazione della delibera dello scorso 4 dicembre è, pertanto, inaccettabile proprio perché sarebbe dovuta servire a chiedere al commissario Longo, con un atto istituzionale forte, di reinserire Cariati nella rete degli ospedali regionali per acuti. La stessa delibera sarebbe dovuta essere stata fatta propria da tutti i comuni di riferimento dell’ex ospedale di Cariati che avrebbero dovuto deliberare e rafforzare, quindi, tale richiesta.

Tutto ciò non è stato ancora fatto e qualcuno dei disamministratori, a cominciare dal presidente del consiglio comunale, dovrebbe darne spiegazioni ai Cariatesi.

Domani mattina, atteso questo sonno continuo in tema sanitario di tutti i disamministratori di Cariati, chiederò a tutti i consigli comunali del territorio di approvare con un urgenza una delibera di consiglio con la quale chiedere al commissario di Longo che in sede di redazione del piano triennale di ristrutturazione della rete ospedaliera e dell’emergenza urgenza inserisca anche l’ex ospedale di Cariati.

È l’unica e l’ultima speranza che abbiamo e che non può essere assolutamente sprecata.
Le condizioni ci sono tutte e non sono mai state così favorevoli.

31 dic 2020

Consiglio comunale di Cariati svilito e inadeguato a rappresentare gli interessi dei Cariatesi

Si è tenuto questa mattina il consiglio comunale di Cariati convocato in via “urgente” l'ultimo giorno dell'anno per discutere il solo punto all’ordine del giorno “conferma delle tariffe per l’applicazione della tassa sui rifiuti (TARI) – anno 2020 e piano economico e finanziario”.

Un punto importate portato in consiglio all’ultimo giorno utile e senza alcuna possibilità di approfondimento o di modifica dello stesso da parte di una maggioranza che continua a dimostrare tutta la propria arroganza politica e il proprio menefreghismo di fronte ai tanti problemi che la nostra comunità sta vivendo.

Oltre ai soliti numeri farlocchi contenuti nella proposta di delibera sottoposta al consiglio e sui quali nessuno della maggioranza ha saputo dare chiarimenti o voluto fare correzioni, non si è inteso inserire nessun provvedimento di aiuto in favore delle categorie produttive della nostra comunità che a causa del COVID sono state costrette a chiudere le attività per molti mesi e che continuano ad essere ancora oggi in forte sofferenza economica.

Così come nessuno sconto ai Cittadini cariatesi è stato applicato nonostante per i primi 6 mesi dell’anno siano stati costretti ad avere le case e le strade invase dalla spazzatura che non veniva raccolta.

Eppure, il legislatore nazionale ha consentito di poter attuare politiche di aiuto che in questo momento di difficoltà avrebbero dato un segnale incoraggiante ed importante per moltissimi nostri concittadini.

Dal piano finanziario approvato oggi dalla sola maggioranza si evince che i costi per il servizio di raccolta rifiuti, nonostante la tanto sbandierata differenziata che avrebbe dovuto portare risparmi per i cittadini, sono aumentati negli ultimi 2 anni di circa il 20% passando da 1 milione 145 mila euro a 1 milione 343 mila.

Oggi si è avuta l’ennesima conferma dell’assoluta inadeguatezza di questa maggioranza e di questo consiglio comunale, nel quale si vota il più delle volte senza nemmeno sapere ciò che viene sottoposto a votazione, ad operare nell’interesse collettivo di Cariati dei Cariatesi.

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