20 mar 2026

Una storia che pochi conoscono

In questo ultimo giorno di campagna elettorale per il referendum sulla giustizia, sento il bisogno di raccontare una storia che ha segnato profondamente la vita della nostra famiglia, del territorio in cui siamo cresciuti, della nostra Regione.
Lo faccio partendo da un'intervista rilasciata da Rocco Trento nel 1989 — 37 anni fa — in diretta al TGR Calabria delle 14, al giornalista Franco Bruno.
In quella intervista, mio padre — allora Assessore regionale alla sanità della Calabria — denunciò in diretta televisiva un imbroglio da 12 miliardi di vecchie lire in un appalto per il servizio mensa all'ospedale di Cosenza. Una denuncia forte, chiara, precisa. Negli anni successivi alla sua morte, un pentito avrebbe confermato che la ditta SAR aveva pagato una tangente di UN MILIARDO di vecchie lire a notissimi personaggi cosentini della politica e del malaffare.
Quella denuncia mandò in fibrillazione ambienti molto importanti del capoluogo cosentino. E fu lasciata cadere nel dimenticatoio da quella magistratura che avrebbe dovuto, invece, indagare.
Quegli ambienti dovevano fermare Rocco Trento. E di fatti, poche settimane dopo l'intervista, con la complicità del solito giudice amico, il suo nome venne sbattuto in prima pagina su tutti i giornali e telgiornali. La Procura di Palmi lo indagava insieme ad altre 185 persone per una "TRUFFA" al sistema sanitario regionale da 5 milioni, 5 MILIONI!, di vecchie lire. Due finanzieri si presentarono alle 5 di mattina alla porta di casa nostra per una perquisizione che definire "finta" è un complimento. Mia madre, mio padre, noi figli — svegliati di soprassalto nel buio, strappati al sonno e alla normalità di una famiglia che non aveva nulla da nascondere e da temere. Un'umiliazione che non si dimentica.
L'accusa era assurda. Scaturiva da un telegramma inviato al presidente di una USL per sollecitare il collocamento urgente di pazienti con disturbi mentali. Lo stesso telegramma inviato dall'assessorato regionale a tutte le 31 USL della Calabria, che dimostrava come mio padre non c'entrasse nulla con quella vicenda e nulla potesse sapere della scelta dell'immobile in affitto fatta dal comitato di gestione di quella USL. Nulla. Eppure, nonostante l'evidenza dei fatti, il giudice "amico" di qualche noto personaggio cosentino doveva continuare a tenere indagato e infamato il più a lungo possibile il fastidioso Rocco Trento.
Una persona onesta, per bene, che ha fatto dell'onestà e della giustizia i princìpi cardine della propria vita e della propria azione politica, che è mai riuscito ad accettare di essere infamato e chiacchierato in quel modo. Non ci poteva riuscire. E non ci riuscì.
La cosa più squallida la vivemmo il giorno della decisione tra proscioglimento e rinvio a giudizio. Il proscioglimento sembrava certo — annunciato dalla procura, confermato dal giudice amico. Ma in Italia tutto è possibile, e un altro giudice — omettendo l'evidenza delle carte — optò per il rinvio a giudizio. Non si poteva fare un torto a un collega di Reggio Calabria che aveva appena mandato in stampa un libro nel quale, senza conoscere nulla dell'inchiesta, aveva parlato di malaffare nella politica e della vicenda di Rocco Trento.
Ricordo ancora quel giorno. Eravamo in macchina, all'uscita Palmi dell'autostrada. Non potrò mai dimenticare la reazione di mio padre a quell'ennesima, assurda ingiustizia inflitta da una magistratura che tutto faceva tranne che esercitare una giustizia vera, libera da condizionamenti. Una magistratura capace di mandare a processo un innocente pur di non smentire un collega che aveva già mandato in stampa il suo libro.
Passarono quattro lunghi anni prima di arrivare a un'assoluzione con formula pienissima. Quattro anni nei quali ho vissuto il calvario di un uomo onesto, sbattuto in prima pagina come il peggiore dei delinquenti. Un uomo che non accettò mai quell'accusa infame, figlia di logiche e dinamiche inaccettabili e che continuano ancora oggi a essere protagoniste di un sistema che non funziona e che va necessariamente riformato.
Un sistema nel quale io da tempo ho smesso di credere.
I giudici protagonisti di questa storia nel corso degli anni sono stati tutti promossi. Nessuno ha pagato qualcosa per quell’errore. Mio padre, invece, il 5 dicembre 1993, pochi mesi dopo quella assoluzione, è morto. Quegli anni di fango, di ingiustizia, di battaglie estenuanti contro un sistema che lo aveva travolto senza ragione avevano lasciato un segno profondo con un male inguaribile che a soli 53 anni lo ha portato via da noi. L'assoluzione era arrivata. La serenità, purtroppo no.
È la prima volta che racconto questa storia, che è, purtroppo, la storia di tante persone, di tante famiglie che hanno pagato prezzi altissimi per un sistema che non funziona e che va riformato, perché non vada perduta e perché possa aprire gli occhi a tanti che non hanno ancora una cognizione chiara di cosa sia davvero questo referendum. Perché chi si accinge a votare lo faccia con la consapevolezza che non si sta pronunciando su una scelta politica tra belli o brutti, tra buoni e cattivi. Che non si tratta di decidere su questioni astratte, su tecnicismi giuridici, su equilibri di potere lontani dalla vita reale. Si sta pronunciando su questo. Su famiglie svegliate nel buio all'alba. Su uomini onesti infamati e chiacchierati. Su verità denunciate ad alta voce e lasciate cadere nel silenzio. Su vite segnate per sempre da una giustizia che giustizia non era.

Io voto Sì anche per questo.

6 gen 2026

Lettera Aperta al Sindaco di Cariati ed alla Cittadinanza tutta

Oggetto: Un tributo alla tenacia e all’educazione – Proposta di intitolazione del Palazzetto dello Sport di Cariati al Prof. Antonio Latanza.

Gentile Sindaco,

 

A circa un anno dalla scomparsa del Professor Antonio Latanza, figura di altissimo profilo intellettuale, politico e umano, sento il dovere di farmi promotore di una proposta che ritengo doverosa: l’intitolazione del Palazzetto dello Sport di Cariati alla sua memoria.

 

Questa struttura non è solo un edificio, ma il simbolo di una sfida vinta contro la burocrazia. In qualità di allora Presidente del Consiglio Provinciale di Cosenza e poi di Assessore al Territorio, voglio ricordare le continue sollecitazioni e i ripetuti confronti avuti con il Preside Latanza per addivenire alla realizzazione di questa importantissima opera. Infatti, la sua realizzazione fu un caso unico nel panorama provinciale: a causa di complessi ostacoli tecnici, non fu possibile attingere ai classici fondi del Credito Sportivo utilizzati per tutte le opere di impiantistica sportiva realizzate in quel periodo dall’amministrazione provinciale. Tuttavia, la ferma volontà dell’Amministrazione Provinciale, unita alla straordinaria determinazione del Preside Latanza, ci spinse a percorrere strade alternative, riuscendo infine a finanziare l’opera con fondi della Cassa Depositi e Prestiti. Fu un impegno straordinario per un obiettivo altrettanto straordinario: dare dignità al Liceo Scientifico "Stefano Patrizi" e alla cittadinanza di Cariati.

 

Il Preside Latanza non fu un semplice spettatore, ma il motore propulsivo di questa iniziativa. Egli sognava uno spazio dove la formazione intellettuale si fondesse con quella fisica; oggi, vedere gli studenti del Liceo utilizzare quel palazzetto durante le ore scolastiche, unitamente alle realtà sportive del territorio che lo animano nelle ore extra-scolastiche, è il miglior tributo alla sua lungimiranza.

 

Intitolare questa struttura al Prof. Latanza – già Preside del Liceo Scientifico di Cariati, Sindaco della città e autorevole rappresentante nel Consiglio Provinciale di Cosenza – significa onorare un uomo che ha speso la vita tra le istituzioni e la scuola, educando generazioni di giovani ai valori del confronto e della lealtà. Egli è stato l’anima di quel progetto che io, da rappresentante del territorio in seno all’Amministrazione Provinciale, ho avuto l’onore di trasformare in realtà.

 

Chiedo, pertanto, al Sindaco e all’Amministrazione Comunale di Cariati di volersi attivare affinché si possa intitolare al Prof. Antonio Latanza il luogo che lui stesso, con instancabile dedizione, ha voluto fortemente far nascere.

 

Al contempo, colgo l’occasione per suggerire all’Amministrazione comunale di valutare l’istituzione di una Commissione Speciale per la Toponomastica cittadina. Credo fermamente che uno strumento di questo tipo sia necessario, in tempi così difficili, per avviare un percorso strutturato di recupero della memoria, capace di dare il giusto lustro e riconoscimento a tanti altri nostri concittadini, e non solo, che hanno segnato positivamente la storia della nostra comunità e del nostro Paese. La toponomastica non è mera burocrazia, ma il modo in cui una città sceglie di raccontare i propri valori alle generazioni future.

 

Sicuro che si possa accogliere tale richiesta, colgo l’occasione per porgere i migliori auguri di buon anno a tutta la comunità cariatese.

 

Leonardo Trento

già Consigliere comunale

18 feb 2023

Insabbiamento porto di Cariati certifica fallimento totale amministrazione Greco


La giunta regionale della Calabria lo scorso 3 maggio su proposta dell’assessore al turismo ha approvato uno stanziamento di 100 mila euro per il disinsabbiamento del porto di Cariati.

Il comune di Cariati, che annunciava a gran voce l’ottenimento di tale importantissimo finanziamento, purtroppo, e come sempre è capitato sulle tante problematiche che in questi anni hanno interessato il nostro territorio, in 10 mesi non ha fatto nulla per ovviare alla risoluzione della problematica e nessuna documentazione per utilizzare quel finanziamento.
Solo ora che l’imboccatura è chiusa e con i pescatori, esasperati, che hanno avviato una giustissima protesta, al palazzo si sono ricordati del finanziamento di 100 mila euro non speso e che, secondo le intenzioni del sindaco di Cariati, si sarebbe dovuto realizzare “in vista della stagione turistica 2022”.
Sulla vicenda dell’insabbiamento del porto di Cariati come consigliere comunale ho presentato 2 interrogazioni consiliari per conoscere le intenzioni dell’amministrazione comunale relativamente alla problematica dell’imboccatura del porto di Cariati. Alla prima interrogazione, presentata il 27 dicembre del 2021, ho avuto (non) risposta dall’assessore ai LLPP del comune di Cariati, mentre alla seconda, presentata l’11 novembre 2022, il sindaco, dopo più di tre mesi, non ha ancora trovato il tempo di rispondere.
Sarebbe opportuno che il sindaco di Cariati rispondesse, non tanto a me ma ai Cariatesi, e dicesse chiaramente il perché in dieci mesi non ha inteso avviare le procedure per spendere i 100 mila euro concessi dalla giunta regionale lo scorso maggio.
Così come sarebbe altrettanto opportuno che informasse i Cariatesi sul perché ancora non sono iniziati i lavori per il completamento delle opere di difesa costiera e ricostruzione del litorale tra Capo Trionto e la Foce del Fiume Nica. Lavori per euro 1.490.170,00 finanziati nel 2014 grazie alla sensibilità dell’ing Salvatore Siviglia, direttore all’epoca dell’Autorità di Bacino della Regione Calabria, che su mia sollecitazione ha inserito ancora una volta il nostro comune in una programmazione di risorse per la difesa delle coste.
Lavori che sono stati aggiudicati nel lontano 2016 ad un’impresa di Cariati e che prevedono, oltre alla realizzazione di un nuovo pennello a sud, il prelievo delle sabbie dal molo trappola, che ricordo a me stesso è stato svuotato più volte in passato grazie all’ottenimento di finanziamenti provinciali e regionali, con utilizzo a ripasciamento sui tratti di lungomare e nelle zone dei quartieri San Paolo - Tramonti.
Lavori che, purtroppo, a distanza di 9 anni dalla concessione dell’ingente finanziamento non sono ancora iniziati e che se realizzati avrebbero di certo impedito la chiusura dell’imboccatura del porto.
E' evidente, quindi, che questo stato di cose ha responsabilità ben precise e ben individuabili. Responsabilità che certificano il fallimento totale di questo modo di disamministrare il nostro comune e l'assoluta incapacità ad affrontare le tante problematiche che in questi ultimi sette anni hanno interessato i Cittadini di Cariati.
Un sindaco che dovrebbe avere il buon senso di andare a casa per tutti i danni che ha arrecato e continua ad arrecare al nostro comune.

2 feb 2022

Presentata un'interrogazione sulla problematica delle concessioni balneari

Il capogruppo consiliare di Cariati Unita, Leonardo Trento , ha presentato oggi un’interrogazione consiliare al sindaco di Cariati e alla giunta comunale relativamente a quanto sta avvenendo in questi giorni sul demanio marittimo con i sequestri da parte dell’autorità marittima di strutture balneari realizzate sul territorio comunale con regolare concessione. 

La richiesta fatta al Presidente della Giunta della Regione Calabria, On.le Roberto Occhiuto e all'Assessore Turismo, Marketing territoriale e Mobilità, On. Fausto Orsomarso dalla giunta comunale con la deliberazione n°12/2022 di disporre, alla vigilia di una stagione estiva incerta, l'abolizione del divieto di mantenere in loco per le concessioni demaniali stagionali, le attrezzature e/o strutture balneari amovibili, è assurda, demagogica e contrasta con quanto disposto dal piano comunale di spiaggia adottato in via definitiva con deliberazione di consiglio comunale n° 05/2019. 

Infatti, il piano comunale spiaggia (PCS) è stato approvato con una serie di prescrizioni vincolanti, ben 13 da parte del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Calabria che danneggiano fortemente i titolari di concessioni demaniali marittime del nostro comune. La prima delle quali dispone che “le concessioni demaniali non potranno essere mantenute permanenti per tutto l’anno in quanto non sussistono le condizioni di sicurezza per il loro mantenimento atteso che tutta l’area del PCS è soggetta al pericolo di erosione costiera”. 

Nella discussione svoltasi nel corso del consiglio comunale del 14/03/2019, il gruppo consiliare di Cariati Unita ha evidenziato più volte nel corso dei suoi interventi, senza alcun riscontro, la necessità di richiedere, prima della adozione definitiva del PCS, un confronto con il dipartimento ambiente della Regione Calabria a fine di rivedere nel merito tutte le prescrizioni vincolanti emesse dal nel proprio parere e che, se approvate, andavano ad incidere fortemente sullo sviluppo costiero comunale. Al fine di scongiurare tale evidente situazione avevamo richiesto di rinviare l’adozione di qualche settimana al fine di rimuovere dal Piano Spiaggia comunale tutti gli elementi ostativi dello sviluppo costiero e che erano palesemente nuocenti alla categoria dei balneari. Purtroppo, come sempre accaduto nel corso di questi anni, le nostre richieste sono rimaste inascoltate e la fretta di approvare il piano spiaggia ha portato oggi ad uno strumento urbanistico che danneggia ulteriormente i già provati operatori balneari. 

Con l’interrogazione il capogruppo Trento ha chiesto di sapere quali provvedimenti concreti ed urgenti il sindaco e la giunta comunale intendono adottare al fine di supportare le attività turistiche, alla vigilia di una stagione estiva incerta, con l’eliminazione dal PCS del divieto di mantenere in loco per le concessioni demaniali stagionali, le attrezzature e/o strutture balneari amovibili e quali azioni immediate di aiuto si intendono attivare in favore del comparto turistico balneare al fine di arrivare ad una rapida soluzione della problematica in precedenza evidenziata che sta arrecando ingenti danni agli operatori ed a tutto il comparto turistico comunale.

31 dic 2021

Consiglio comunale di Cariati del 30 dicembre: maggioranza sempre più a pezzi e nessun futuro per il nostro Paese

Il consiglio comunale di ieri 30 dicembre ha confermato la disgregazione ormai irreparabile dell’alternativa e tutta la pochezza politica amministrativa che pensa a governare solo ed esclusivamente spiccioli interessi personali e di bottega e null’altro.

Attraverso una variazione di bilancio, ratificata l’ultimo giorno dell’anno, vengono eliminati 50.000 mila euro per le politiche sociali, viene cancellato definitivamente il trasporto pubblico urbano, istituito con sacrificio dal comune di Cariati, unico comune sotto i 15 mila abitanti in Calabria ad averlo attivato, vengono stornati fondi per le politiche giovanili, per le attività sportive, per le attività produttive e, in particolare, per quelle del centro storico.

Il tutto in favore di spese somma urgenza, per spese di autospurgo e per spese di progettazione di cui non vi è alcuna traccia nel comune di Cariati.

Alla richiesta di chiarimenti, formulate dal capogruppo Leonardo Trento, la maggioranza, come sempre del resto fa, ha inteso sfuggire dal dare risposte al consiglio comunale, istituzione che ancora una volta viene mortificata e con essa tutti i cittadini di Cariati. Anche rispetto alle gravissime dichiarazioni dell’ex assessore Salvati che, tra le tante cose, ha parlato di debiti fuori bilancio nascosti al consiglio, di determine dell’ufficio tecnico con imputazione su capitoli di bilancio inesistenti, di fondi per le scuole pari a 140 mila euro volutamente persi dall’amministrazione comunale, nessuno della maggioranza, sindaco, assessori, presidente del consiglio, ha inteso rispondere nel merito delle questioni sollevate e dire se Salvati ha mentito oppure le cose dette rispondono al vero.

Fatti gravissimi, che confermano, semmai ci fosse ancora il bisogno di conferme, il modo di gestire la cosa pubblica negli ultimi anni nel comune di Cariati da parte di questa maggioranza e confermano l’ennesima mortificazione per un consiglio comunale svilito totalmente del ruolo che avrebbe dovuto esercitare.

Fatti e comportamenti che trasemtteno in modo inequivocabile, tutta la pochezza politica e amministrativa di quei componenti che, per spiccioli interessi personali, continuano a reggere il sacco e consentono a questa amministrazione di tirare a campare e di far sprofondare ogni giorno di più la nostra Cariati.

Il consiglio ha poi aggiornato la discussione sulle interrogazioni richieste da Cariati Unita ed ha approvato con i soli voti della maggioranza l’apposizione di un vincolo su un terreno adiacente il cimitero sul quale dovrà nascere un parcheggio. Il tutto grazie ad un finanziamento di 480 mila euro, intercettato dalla precedente gestione comunale che aveva, però, prospettato una opera pubblica diversa e, sicuramente, più funzionale per gli interessi della collettività.

Il Blog di Leonardo Trento © Tutti i Diritti riservati - 2020. Powered by Blogger.